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Troppa sanificazione stroppia

Troppa sanificazione stroppia

di Antonio Rinaldi

22 Giugno 2020, 10:32

Di eccessi in questi mesi se ne sono visti parecchi, seppur in conseguenza di una situazione che purtroppo è stata essa stessa fuori scala. In alcuni casi però è successo che, come recita un tipico proverbio dialettale, la pezza è stata peggiore del buco. 

È il caso di quanto successo in Spagna qualche tempo fa, quando, degli zelanti amministratori di una cittadina costiera vicina a Cadice, per proteggere i residenti o magari anche spinti dalla necessità di dimostrare efficienza in vista della stagione turistica, hanno provveduto niente meno che a sanificare 2 km in spiaggia con circa 1000 litri di acqua e candeggina spruzzata da trattori e autobotti.
 A una prima lettura si può pensare a una fake news o a una bufala, ma purtroppo questa volta non lo è, è successo davvero. Se è doveroso attuare tutte le misure precauzionali e le pulizie straordinarie prescritte da autorità e protocolli per bar, ristoranti, locali pubblici non è possibile pensare di fare una cosa del genere su un ambiente naturale come una spiaggia. Peraltro le ricerche oramai sono concordi sul fatto che il virus si trasmette principalmente da persona a persona, per contatto ravvicinato, mentre il contagio tramite superfici è molto difficile, e il virus pare poco in grado di sopravvivere se esposto ai raggi solari. L’episodio ha scatenato violente critiche da parte di molte associazioni ambientaliste: se è consueta la disinfezione urbana di strade e pavimentazioni con la candeggina, non si può dire altrettanto per una spiaggia, dove sicuramente ha prodotto gravi danni alle specie viventi che popolavano o frequentavano l’area. L’episodio si è chiuso con le scuse dei funzionari coinvolti (in buona fede), ma l’auspicio e la regola dovrebbe esser che iniziative simili fossero sempre vagliate e autorizzate dalle autorità sanitarie.
SEMAFORO ROSSO
ANTONIO RINALDI

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