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A Parma acqua «pesante» ma sicura I nitrati sono «osservati speciali»

12 Ottobre 2019,05:23

È un'acqua dura ma controllata in modo costante e assolutamente sicura, quella di Parma. I rischi maggiori possono venire dai nitrati, che derivano dall'uso di concimi agricoli e attraverso il terreno arrivano nelle falde. Ma i controlli e la gestione della rete idrica, assicurano gli esperti, fanno in modo che anche questo aspetto resti entro i parametri di legge. 
La Gazzetta di Parma ha fatto analizzare da una struttura indipendente - il laboratorio Rei - tre campioni di acqua, prelevati da fontane pubbliche: i Du Brassè in via Repubblica, una fontanella in Cittadella e un'altra al Parco Ducale. I valori sono in linea con quelli pubblicati da Iren sul proprio sito (alla pagina www.irenacqua.it/emilia-romagna). Iren da un lato e Ausl e Arpa dall'altro effettuano ogni anno migliaia di analisi e controlli per la sicurezza dell'acqua che esce dai nostri rubinetti. Lo stesso vale per gli altri gestori attivi nel Parmense, che a loro volta pubblicano i dati sul web comune per comune: Emiliambiente (www.emiliambiente.it/chi-siamo/qualita/la-qualita-dellacqua/)  
e Montagna 2000 (www.montagna2000.com/servizio-idrico-integrato/analisi-acqua-online). 

NITRATI, DUREZZA E PH
Sui nostri tre campioni sono stati analizzati 12 parametri fondamentali (come si vede nel grafico a fianco). Il pH, che indica l'acidità, dev'essere fra 6,5 e 9,5 unità: a Parma è attorno a 7. La durezza si misura in gradi francesi, fra 15 e 50 secondo la legge. Al Parco Ducale il valore è 22,8°F, mentre in via Repubblica sale a 39,2. Ancora più dura è l'acqua in Cittadella: 43,7°F. 
Notiamo la stessa dinamica guardando alla presenza di nitrati. Il limite massimo è 50 milligrammi per litro d'acqua. Dal pozzo che approvvigiona il Parco Ducale arriva acqua con 27,9 mg/l; in quella dei Du Brassè si sale a 31,9 mg/l, mentre in Cittadella i nitrati arrivano a 40,2 mg/l. Non c'è traccia invece di batteri nocivi. 
FRA CHIMICA E... PALATO 
In generale, i numeri rivelano quindi che l'acqua pubblica a Parma ha una sua qualità. O meglio: rispetta tutti i parametri di legge e per questo è sicura. Altra cosa è il «gusto», la percezione al palato da parte di ognuno di noi: questa cambia di città in città, complici diversi fattori, dalla presenza del cloro alla dislocazione delle fonti (un acquedotto vicino alle Alpi potrà erogare un'acqua in qualche modo diversa da chi attinge dalle falde della Pianura padana). E non bisogna dimenticare «l'ultimo miglio» della rete: i tubi di case e condomini invecchiano ed è anche per questo che in molti condomini compaiono impianti per trattare l'acqua, dagli addolcitori a quelli ad osmosi inversa. Dal punto di vista medico, l'acqua considerata come un alimento tout court. Sia scegliendo quelle in bottiglia sia fra gli eventuali «correttori» domestici per il rubinetto non c'è la soluzione migliore in assoluto: tutto dipende dalle proprie esigenze. Abbiamo chiesto spiegazioni e consigli a un medico del Maggiore, autore di numerosi studi sulla calcolosi renale (domani l'intervista). 

© Riproduzione riservata

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