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Se l’analisi della quantità di innovazione delle province italiane non sorprende e vede sul podio Milano, Bologna e Roma, la classifica della capacità innovativa, ossia del valore potenziale di ciascuna innovazione, rivela qualche sorpresa.
Parma è al quarto posto nella classifica relativa alla capacità innovativa delle province italiane mentre è al n. 17 nella classifica della quantità di innovazione. Il risultato emerge dall’ultimo report realizzato dall’Osservatorio IP Cube, attivo all’interno del Centro sull’Innovazione Tecnologica e l’Economia Circolare della LIUC Business School.
In continuità con le precedenti analisi realizzate, l’Osservatorio si avvale dell’Innovation Patent Index, indicatore che tiene conto di cinque insiemi di dati brevettuali (diversificazione, qualità, internazionalizzazione, tempo, efficienza). Uno strumento efficace per un’analisi che va oltre il mero aspetto quantitativo.
Sul podio, prima di Parma, Foggia, Pisa e Pescara.
“Buona internazionalizzazione, efficienza e tempo dedicato all'attività di brevettazione - spiega Raffaella Manzini, Direttore dell’Osservatorio IP Cube della LIUC Business School – sono i principali fattori che giustificano il buon posizionamento della provincia di Parma, appena sotto il podio. Una serie di buoni risultati e l’assenza di punte negative per una realtà che eccelle soprattutto nel food e nel farmaceutico”.
I dati brevettuali sono relativi al periodo 2014-19 (i brevetti depositati negli ultimi 18 mesi non sono ancora disponibili perché coperti dal segreto legale).
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