Lutto
Apprezzava quel rombo profondo, preludio di una potenza da sfruttare, Gianfranco Dazzi la cui passione ha fatto rombare tanti motori della Mille Miglia e di scuderie private. Era infatti chiamato il «carburatorista dei miracoli» come dimostra la sua vita, arrivata al termine domenica dopo un periodo di malattia.
Dazzi nasce a Berceto nel 1937, figlio d'arte, con l’odore di benzina sempre sotto al naso: il papà Alberto fa il meccanico. Alla fine degli anni ‘50, quando la Fiat 500 diventa il simbolo del boom economico, padre e figlio aprono l’officina a Parma, in via La Spezia di fronte ai magazzini comunali. Si specializzano in carburatori, quanto i Dellorto e i Weber la facevano da padroni sia su auto stradali che nei bolidi da pista.
Così Gianfranco inizia a collaborare con la scuderia di Ferdinando «Nando» Pagliarini di Fidenza. Là, Maserati e Ferrari sono di casa, c’è sempre bisogno di una riassettata al motore di qualche bolide prima di una gara. A Fidenza conosce Aida con la quale nel 1962 convola a nozze (dalla loro unione l’anno successivo, nascerà Manuela e, qualche anno dopo, Lorenzo).
Una volta costruita la casa, nel 1969, l’attività si trasferisce in via Mutta dove è rimasta fino a oggi. «Abbiamo lavorato fianco a fianco per più di 50 anni - afferma Bruno Bianchi, ex carrozziere e meccanico - con Gianfranco facevamo l’assistenza alla Mille Miglia quando era ancora una corsa e non una passeggiata come oggi. Lavoravamo di notte, in ogni momento e in ogni condizione, a riparare danni da incidenti o problemi di qualsiasi tipo. Era molto impegnativo, era una vera avventura. In officina Gianfranco era instancabile».
«Era un punto di riferimento nel campo dei carburatori - afferma il figlio Lorenzo “Lollo” - si è occupato anche di motori a iniezione ma circa 15 anni fa, quando il panorama è cambiato notevolmente, ha seguito la sua passione continuando a fare quel che sapeva fare bene e di cui aveva grande esperienza. Ha poi iniziato a occuparsi di auto d’epoca e restauri. È sempre stato disponibile con tutti, ha insegnato a diversi ragazzi che ora lavorano in proprio».
Dazzi ha partecipato alla prima Mille Miglia in regolarità del 1977, dopo la ripresa della competizione, con Piero Taruffi, nel corso degli anni parteciperà sia come assistenza che come pilota, prendendo parte anche alla rievocazione della Parma-Poggio di Berceto con Consalvo Sanesi e una Alfa Romeo P3, entrambi piloti di grande levatura. Ultimamente, quando le auto non volevano saperne di funzionare, Gianfranco veniva ancora chiamato dai partecipanti alla Mille Miglia, magari alla notte, perché tutti sapevano che solo lui era in grado di risolvere ogni problema.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata