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Ferragosto solidale

Scaffardi: «È tornata la fame, fa impressione perché dovremmo averla dimenticata»

Scaffardi:  «È tornata la fame, fa impressione perché dovremmo averla dimenticata»

19 Agosto 2024, 19:13

In un giorno di festa anche il mondo degli invisibili affiora alla luce, anche solo per un momento. E' importante, non tanto a dimostrazione di un sistema che agisce, ma per far capire che affinché ciò accada occorre l’aiuto di tutti, e che il bacino dei poveri è ancora una volta in aumento.
Ieri il vescovo Enrico Solmi, dopo la messa dell’Assunzione, ha raggiunto la mensa della Caritas. Per l’occasione sono stati aggiunti alcuni piatti e bevande in più e qualche decoro, per ricordare che non si è soli nel giorno in cui la solitudine, nella città vuota, si fa sentire più che mai. «Come da tradizione - afferma Cecilia Scaffardi, presidente Caritas - abbiamo arricchito il pranzo con alcuni “segnali. Gli antipasti, anche con qualche salume, i formaggi e qualche bevanda in più servono per fa capire l’attenzione che offriamo nel momento in cui si sente di più la solitudine».
«Da qualche tempo - continua - si uniscono a noi anche i seminaristi e i diaconi sempre molto preziosi nella nostra missione. Diventa una palestra di convivenza delle differenze, attorno alla tavola si mescolano diverse etnie e si superano le differenze che in altri posti sono più acute e presenti».

«L’attenzione dedicata al pranzo di Ferragosto - prosegue la presidente Caritas - è comunque parte di un meccanismo e di un percorso, altrimenti il rischio è che non si approdi a nulla. Non bisogna curare solo i sintomi. I numeri della mensa sono in aumento, aumenti che si registrano anche alle docce e alla distribuzione abiti. Non diamo quantità eccessive di cibo ma più di uno sono tornati a chiederne ancora. È tornata la fame, fa impressione perché dovremmo averla dimenticata».
Diverso approccio per Corte dei Miracoli che ha organizzato, come ogni anno, la “cocomerata” in stazione. Un momento per stare insieme ai poveri, a chi è solo e a chi dorme in strada così da provare a farli sentire un po’ meno soli. Alla classica fetta di anguria o melone quest’anno si affiancano le uova sode, molto apprezzate.
Nadia Buetto, presidente di Corte dei Miracoli, lancia un appello: «Siamo in estrema difficoltà per le risorse e non abbiamo ricevuto aiuto da associazioni e istituzioni. Avviamo le persone in un percorso che permettono di sbarazzarsi dalle dipendenze ma serve tempo, un lavoro che non può essere fatto solo su base volontaria perché si vengono a creare legami molto intimi, serve grande continuità perché entriamo in contatto con le paure delle persone e con i risvolti più difficili della loro vita. Avremmo bisogno di assumere quattro persone ma mancano le risorse. Alla Corte dei Miracoli abbiamo già salvato 35 persone». Mentre conclude, al banchetto si è formata la fila.
Si.Mar.

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