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Procura

Frode fiscale e autoriciclaggio: maxisequestro di auto pregiate e soldi a carico di un commerciante d'auto parmigiano

Comunicato GDF

30 Gennaio 2025, 10:45

Ieri mattina gli agenti della guardia di finanza di Bologna e di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca, nonché probatorio, emesso dalla procura della repubblica di Parma a carico di un commerciante parmigiano di autoveicoli di pregio (perlopiù d’epoca, comunque di lusso) accusato di autoriciclaggio e di omessa dichiarazione. Gli accertamenti hanno permesso di acquisire, a carico dell’indagato, elementi indiziari sull'attività commerciale che si sarebbe protratta per 25 anni.  La particolarità - ed in ciò appaiono ravvisabili i reati oggetto di imputazione provvisoria - è che, a fronte di tale attività commerciale, non risulta che la persona in esame abbia mai presentato le previste dichiarazioni fiscali, il che gli avrebbe permesso di reinvestire nella medesima attività i proventi di volta in volta guadagnati.  Per non attirare le attenzioni del fisco, il commerciante avrebbe utilizzato vari escamotages, quali l’interposizione fittizia di diversi prestanome, false radiazioni “per esportazione” delle autovetture (che, private delle targhe, potevano essere commercializzate senza alcuna formalità), l’utilizzo di metodi di pagamento non tracciabili (prevalentemente contante) e conti correnti esteri (in parte detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata). Inoltre tra il 2019 ed il dicembre dello scorso anno  avrebbe messo in vendita diverse auto di pregio (con evasione di II.DD. e IVA per circa 1,2 milioni di euro), che a loro volta sarebbero state acquistate reinvestendo i proventi realizzati in anni precedenti attraversoi reati tributari.

Una sorta di catena infinita, nella quale, per un verso, le vendite di auto di lusso avrebbero alimentato il patrimonio dell’interessato e, per altro verso, le omesse dichiarazioni dei redditi, continuate negli anni, avrebbero consentito al soggetto in esame di accantonare altra liquidità da investire in ulteriori acquisti, che - a loro volta - avrebbero generato altri proventi. E così via. Decreto adottato dalla procura per circa 7,7 milioni di euro. Oltre a prevenire il ripetersi dell'attività  il provvedimento ha avuto anche natura probatoria, giacchè è apparso necessario avere la disponibilità delle auto al fine di verificare, in concreto, i dati identificativi delle auto stesse, onde ricostruire nei dettagli, per ciascuna, la storia effettiva a differenza di quanto risulta dai documenti cartacei. Un sequestro che riguarda denaro contante per 435.000 euro e sul conto corrente 176 mila euro. Inoltre 61 orologi e 8 Ferrari, una Bizzarrini, tre Lamborghini, due Porsche, una Lancia, una Mercedes, una Golf e un furgone. Tra le Ferrari vanno segnalate la MM Vignale Spider (appena tre esemplari costruiti dalla casa di Maranello che, negli anni ’50 del secolo scorso, ha gareggiato in competizioni motoristiche di prim’ordine, quali la 24 ore di Le Mans, Mille Miglia e Trofeo Internazionale di Silverstone) e la Ferrari 275 GTB/2 di color verde pino prodotta, in tale colorazione, in appena sei esemplari. Oltre al sequestro i militari della guardia di finanza hanno eseguito perquisizioni a carico di altri sei soggetti (indagati in concorso) e di aziende nelle province di Bologna, Parma, Reggio Emilia, Cremona e Firenze. La procura sottolinea che le aziende costruttrici delle auto sono del tutto estranee agli illeciti ipotizzati nel decreto di sequestro e che - nel rispetto della presunzione di innocenza che l’art. 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva e della direttiva europea in tema di comunicazione - al di là della presente fase cautelare, la presente vicenda andrà poi portata al vaglio del dibattimento e, in ogni caso, le persone coinvolte nelle investigazioni possono sin d’ora esporre alla autorità giudiziaria la loro linea difensiva.

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