PARMA
Con 140 sì e 84 contrari la Camera ha approvato il ddl governativo di modifica alla disciplina della Fondazione Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma. Il testo, in prima lettura, passa ora al Senato.
Il testo, in prima lettura alla Camera, prevede tra l’altro che il presidente e rappresentante legale della Fondazione sia nominato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il ministro dell’Interno e con il ministro della Cultura, sentito il vescovo di Parma, per un periodo di 5 anni rinnovabile per un solo mandato.
La deputata parmigiana della Lega Laura Cavandoli, esprimendo voto favorevole del gruppo al provvedimento sulle modifiche alla disciplina della Fondazione Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma, commenta: "L'Ordine Costantiniano di San Giorgio di Parma ha una storia plurisecolare connessa con la conservazione della Basilica di Santa Maria della Steccata, Chiesa Mariana officiante nel pieno centro di Parma, che rappresenta un vero gioiello del Rinascimento, impreziosita dagli affreschi del Parmigianino. Era necessario un intervento legislativo per poter ripartire dopo il riconoscimento della sua natura di fondazione di diritto privato. Da parmigiana sono orgogliosa di poterne parlare oggi in questa aula parlamentare, esprimendo pieno sostengo a un provvedimento che vuole riconoscere a questa fondazione un ruolo importante, non solo dal punto di vista culturale ma soprattutto sotto l’aspetto filantropico, altruistico, di solidarietà e sociale. Ringrazio il Governo per aver accolto la mia richiesta affinché il Consiglio Generale della Fondazione, sia composto oltre che da Vescovo, Sindaco, presidente della provincia e Rettore dell’Ateneo di Parma, anche da membri di nomina governativa di Parma e con una comprovata conoscenza del territorio parmense in cui si svolge l’attività della Fondazione stessa. Un intervento legislativo che rimette Parma al centro dell’attenzione per la sua vocazione religiosa, culturale ed altruistica, che purtroppo registra il voto contrario delle opposizioni che evidentemente preferiscono battaglie ideologiche rispetto alla missione di utilità sociale, culturale e filantropiche della Fondazione".
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