Tragedia
Ha provato a salvarlo ma ormai era tutto inutile. «Avevo appena spento la televisione e mi stavo preparando per andare a dormire quando ho sentito un boato. Un boato tremendo». Il ricordo di quei momenti un uomo che abita in via Colorno, poco distante dalla trattoria «Dal Bagolò» se lo porterà dietro per un bel po'. Forse per sempre. È stato lui, infatti, il primo a soccorrere Vasyl Borkush, trent'anni compiuti da appena un mese, di origine ucraina, morto lunedì intorno alle 23,30, mentre era al volante di una Hyundai.
Il veicolo, che proveniva da Colorno, arrivato in zona Paradigna, per cause in corso di accertamento, avrebbe prima sbattuto contro il guard-rail, per poi finire dalla parte opposta della carreggiata, dove ha distrutto un pilastro e danneggiato una cancellata finendo la sua folle corsa parecchi metri più in là, all'incrocio tra via Colorno e via Borghetto. È lì che il residente l'ha visto. «Appena sentito il boato - continua l'uomo -, sono sceso subito in strada e ho visto l'auto poco lontano, avvolta dal fumo. Sono corso là, ho cercato di aprire la portiera del guidatore ma non ci sono riuscito. Invece, poi ne ho aperta un'altra e ho visto che il ragazzo non si muoveva. Non c'era più niente da fare».
Mentre parla, lungo via Colorno, auto e camion sfrecciano a grande velocità in mezzo alle case. «Qui siamo sempre in pericolo» commenta. Poi si guarda la mano e torna a poche ore prima, allo schianto fatale. «Era piena di sangue - aggiunge - tanto che pensavo di essermi ferito».
Nel frattempo, altri automobilisti si sono fermati, mentre sul posto sono arrivati la polizia locale, che ha effettuato i rilievi di legge, l'ambulanza del 118 e i vigili del fuoco.
Originario dell'Ucraina, il trentenne, descritto come un ragazzo dal carattere solare e un bravo lavoratore, aveva abitato in Calabria dove aveva frequentato l'istituto alberghiero, per poi trasferirsi nella nostra città per svolgere lavori nel campo degli studi che aveva compiuto. Come tanti giovani anche lui aveva dei sogni che voleva realizzare qui. Sogni spezzati troppo presto.
r.c.
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