Allarme
Riproducono il numero di carabinieri e polizia e tentano di raggirare vari amministratori di condominio del nostro territorio con l'obiettivo finale di svuotare loro i conti correnti. Ma i professionisti non abboccano. Si tratta di una truffa telefonica «piuttosto» nuova e per fronteggiarla vale sempre il solito accorgimento: diffidare sempre.
A raccontare il tentativo di truffa è un'amministratrice di vari condomini di Fidenza. La donna riceve una telefonata ieri mattina da un sedicente carabiniere che si qualifica usando il nome di un vero maresciallo probabilmente trovato su un motore di ricerca, dice di chiamare da Parma e chiede alla professionista di recarsi in caserma «perché non le possiamo dare troppe informazioni al telefono». Le concede, però, in maniera mefistofelica, di rassicurarla sul fatto che la sua azienda sarebbe «parte lesa in una vicenda di truffa, tramite contratti finti, ai danni degli amministratori e quindi dei condomini». La donna guarda anche il numero comparso sul display che corrisponde realmente a quello dei carabinieri e scoprirà poco dopo che si tratta di uno «spoofing telefonico» che fa apparire un'utenza riconducibile a un'istituzione affidabile. L'amministratrice dice di essere impossibilitata a recarsi a Parma e chiede di poter procrastinare l'appuntamento ma il militare insiste e i due fissano di vedersi il giorno dopo. «Nel frattempo - aggiunge il sedicente carabiniere - la chiamerà anche la polizia postale, dal momento che anche loro stanno collaborando alle indagini». I due riattaccano ed ecco che, cinque minuti dopo, sul display della donna appare anche il numero della polizia postale, ma è di nuovo uno «spoofing».
«Mi spiegano che siamo “sotto attacco” di una società russa - continua il racconto - e che devono collegarsi da remoto al mio pc. Quindi devo fornire loro le credenziali». La donna inizia a insospettirsi e a prendere tempo. «Se non si fida - prosegue la voce dall'altra parte - può venire in questura immediatamente con il suo computer». In realtà i truffatori puntano a entrare nei suoi conti per svuotarli. L'amministratrice finge di accettare ma poi riattacca promettendo all'interlocutore che l'avrebbe richiamato. «Invece ho chiamato le banche con cui ho i conti correnti del condominio - riprende - che mi hanno confermato di non aver notato nessun movimento anomalo sui conti stessi». Poi, richiama il numero dei carabinieri che era rimasto in memoria e stavolta rispondono quelli veri. «Ho raccontato loro tutto, compreso il nome usato dai miei precedenti interlocutori - spiega - che, mi hanno risposto, corrisponderebbe sì a un militare ma non più in servizio nella nostra città e comunque utilizzato fittiziamente. Mi hanno anche confermato che ero rimasta vittima di un tentativo di truffa che io ora denuncerò. Ho anche scritto su una chat di WhatsApp ai colleghi e li ho avvertiti di stare attenti».
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