Riapertura
Un'edicola sociale dove trovare la Gazzetta di Parma e tanto altro nel cuore dell'Oltretorrente. Sabato riapre, dopo oltre tre anni, il punto vendita di piazza delle Barricate, a fianco della chiesa dell'Annunziata. Si chiamerà EquA – acronimo che sta per Edicola di Quartiere Annunziata – e riparte grazie al Ciac, Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale che si occupa di accoglienza a migranti e rifugiati, con il contributo di Fondazione Cariparma e il patrocinio del Comune.
«È un'idea coraggiosa che abbiamo avuto l'estate scorsa vedendo l'edicola chiusa in un piazzale così bello. Abbiamo perciò deciso di partecipare al bando superando sia la prima che la seconda fase - spiega Serena Menozzi, dell'Area Progettazione Ricerca Comunicazione del Ciac - per mettere in connessione il mondo dei rifugiati con il nostro territorio. L'idea dell'edicola ci piaceva molto perché di per sé questo è già un presidio di comunità, non vende solo giornali ma “parla” con le persone e “si occupa” del quartiere e dei suoi abitanti. Per noi è importante per realizzare nel miglior modo possibile l'attività di vendita affiancandola con il tema sociale e mettendoci in ascolto dei bisogni del quartiere, creando un piccolo spazio di socialità come può essere un tavolino e due sedie per chi si vuole fermare e parlare con noi».
Edicola sociale, dunque, «perché è un posto per tutti. Un nostro affiliato del Camerun ha coniato la definizione di “edicola universale”, che mi sembra molto bella, perché anche in uno spazio piccolo possono trovare posto tante culture, identità, esperienze e generazioni, anziani, giovani e famiglie. Diversità non come conflitto ma come scambio di conoscenza».
Il Ciac non lavorerà solo dentro l'edicola ma anche molto fuori «per dialogare con le varie anime del quartiere - prosegue -, anche quelle portatrici di fragilità e situazioni complesse ma che fanno parte della comunità. Organizzeremo anche eventi interculturali e iniziative che promuovano lo scambio tra cittadini di diverse estrazioni e provenienze provando a sviluppare servizi che orientino le persone al territorio a partire dall'Oltretorrente ma non solo e che promuovano le iniziative del quartiere».
Racconta che l'estate scorsa mentre stavano progettando questa riapertura, hanno “ascoltato” il quartiere mettendosi proprio vicino all'edicola ancora chiusa a dialogare con i passanti. «Molti ci hanno fatto presente - racconta - che a volte le tante iniziative dell'Oltretorrente non sono molto conosciute e quindi l'edicola può rappresentare un punto di promozione delle tante attività che associazioni e realtà culturali organizzano nel quartiere. Intendiamo, inoltre, inserire richiedenti asilo e rifugiati nell'attività dell'edicola con lo strumento dell'acquisizione delle competenze e della socialità».
Ma l'impegno non si ferma qui perché «a tutto questo vanno aggiunti l'orientamento ai servizi, la qualità dei bisogni e l'attivazione di iniziative culturali e interculturali per promuovere scambio e reciprocità».
I servizi al cittadino, come fanno altri punti vendita della città, sono nei programmi ma bisognerà attendere un po' perché «riaprire un'edicola con un gruppo di persone è più complesso che quando la riapre un singolo imprenditore. Intanto, però, cerchiamo di consolidare la base che abbiamo grazie a un gruppo di volontari che abbiamo formato grazie al distributore MD di Fidenza che è venuto a farci la formazione».
«Molto utile per questo traguardo - sottolinea Menozzi - è stata l'attività di osservazione nell'edicola di Mariella in via Gramsci a cui siamo molto grati per averci mostrato quanta socialità si può creare anche solo acquistando e vendendo una Gazzetta». Tra febbraio e marzo, inoltre, «abbiamo iniziato a cercare volontari e ora abbiamo una chat con una cinquantina di iscritti e di questi un gruppo di 20-25 hanno seguito la formazione e l'osservazione in edicola. Perché vogliono partecipare a questo progetto collettivo».
Clienti e cittadini tutti i giorni si troveranno, inoltre, di fronte «operatrici e operatori di Ciac, richiedenti asilo e rifugiati che stiamo inserendo attraverso tirocini formativi e anche un gruppo di volontari che si stanno formando alcuni dei quali incontrati proprio promuovendo questo progetto. La nostra idea è di costruire l'edicola insieme alle persone e in dialogo con il quartiere. Il presidio rafforza la sicurezza del quartiere. Per noi la sicurezza non è, infatti, militarizzare un quartiere ma dare vita agli spazi».
Parte del progetto è anche il corso del 7 e 8 giugno per attivatori e attivatrici di comunità nella casa del quartiere di Villa Ester nella vicina via della Costituente. L'esercizio sarà aperto sei giorni la settimana dalle 6 alle 14 più due domeniche al mese «per valorizzare anche la disponibilità di chi non può partecipare durante la settimana, in un piazzale in cui al sabato c'è anche il mercato». Nel frattempo, in vista dell'apertura di sabato, oggi e domani il gruppo del Ciac sarà già presente per allestire l'edicola e presentarsi al quartiere come già fatto il 25 aprile.
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