Il caso
Ieri è saltato l'aumento di capitale da parte di Centerline per l'Aeroporto Giuseppe Verdi: non si sono fatti attendere i commenti da parte del mondo della politica.
Il Sindaco Michele Guerra ha dichiarato: “Il mancato aumento di capitale di SoGeAp e lo scenario conseguente di una liquidazione della società e di una chiusura dell’aeroporto di Parma rappresentano una notizia grave. Il nostro impegno, anche nelle fasi più tese di questa vicenda, è sempre stato caratterizzato da chiarezza di intenti e da lealtà, elementi fondamentali per poter discutere costruttivamente e che mi fa piacere siano stati riconosciuti pubblicamente. Anche dopo l’uscita dei soci pubblici da SoGeAP, a seguito del cambio dell’assetto societario e del primo aumento di capitale, il Comune e la Regione hanno costantemente dialogato con i gestori dell’aeroporto e lo hanno fatto ancora pochi giorni fa in un incontro a Bologna con il socio di maggioranza e con alcuni rappresentanti dell’ambasciata canadese. Il precipitare ora della situazione mette di fronte ad una crisi lavorativa e al rischio di una penalizzazione infrastrutturale non positive per la città. Le istituzioni pubbliche non hanno mai fatto mancare la loro disponibilità al dialogo, che non può per evidenti ragioni tradursi in contributi di natura economica, ma che è fatta di politiche e programmazioni di cui discutere con apertura e franchezza, coinvolgendo anche ENAC, proprietaria dello scalo. Tale disponibilità non verrà meno ora, ma questo dev’essere il momento della responsabilità. Responsabilità di chi deve investire risorse private in una società privata nei confronti di chi, a fronte di piani economici e strategici verificabili, ha responsabilità di programmazione pubblica. Se si crede, come ci è stato ribadito anche di recente dal socio di maggioranza, che l’aeroporto di Parma è un aeroporto dalle prospettive promettenti e se è vero che esiste, come abbiamo letto, un piano solido per il suo sviluppo, si vada avanti senza tatticismi, investendo le risorse promesse. Ci sia su questi temi profonda chiarezza. La città di Parma merita anzitutto questo”.
“Tutto il territorio di Parma - dichiara Alessandro Fadda, presidente della Provincia di Parma - rischia di perdere un’infrastruttura privata importante che avrebbe potuto avere un ruolo centrale nello sviluppo futuro della città e della provincia. Qualora dovesse chiudere l’aeroporto Verdi, Parma sarebbe l’unica città tra le 16 più popolose d’Italia, senza infrastrutture private di primo livello. Un gap che renderebbe più complicato attrarre sul nostro territorio investimenti e turisti. Nell’incertezza di queste ore, esprimo la massima vicinanza ai 60 lavoratori che operano nell’indotto dell’aeroporto. L’auspicio é che si possano trovare soluzioni che consentano un effettivo rilancio dell’aeroporto”.
Grande preoccupazione. É questo quanto esprimono unitariamente le Segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl Parma Piacenza e Uiltucs Uil rispetto alla situazione di incertezza riguardante l’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma. Solidarizzando con le lavoratrici e i lavoratori alle dipendenze dirette della società gestrice dello scalo parmense per le incertezze che stanno vivendo, le categorie dei servizi ricordano che a caduta questa situazione rischia di gravare anche su tutto il personale indiretto impegnato nei vari appalti (pulimento, vigilanza, ristorazione). Si tratta di personale che, inquadrato in altri Contratti Nazionali di Lavoro rispetto ai colleghi assunti direttamente, garantisce con la propria indispensabile quotidiana attività la piena funzionalità della struttura, ma del quale spesso e volentieri in pochi si ricordano nel momento in cui prorompe una crisi. Nel condividere i contenuti di perplessità e timore espressi dalle categorie dei trasporti, Filcams, Fisascat e Uiltucs si uniscono a loro nel chiedere che tutti gli attori principali (dalla società di gestione all’Unione Parmense degli Industriali, alle Istituzioni) quanto prima si riuniscano intorno ad un tavolo istituzionale per governare quella che pare essere una pesante crisi, assumendosi ognuno le proprie responsabilità. Rivendicando, tuttavia, un coinvolgendo a pieno titolo nelle dinamiche e nei percorsi che verranno avviati.
Il consigliere Priamo Bocchi afferma: "Nell'ottobre 2024, proprio a Parma, si svolgeva un convegno incentrato sulla prospettiva di un sistema aeroportuale regionale integrato. I dati relativi ai movimenti aerei degli scali regionali lo scorso anno sono stati impietosi: aumentati a Bologna del 96%, a Forlì dell'85% e a Rimini del 70% mentre Parma ha registrato un calo del 10%. Insomma, a fronte di un trend di mercato favorevole, la società di gestione del Giuseppe Verdi non ha mai avviato un credibile piano industriale e commerciale in grado di cogliere tali opportunità. Parma, sede oltretutto di una authority europea, perde così un'altra possibile leva di sviluppo e attrattività. A nulla è servito il timido intervento del sindaco, espressione di una maggioranza assai divisa sul tema e del governatore De Pascale nel cercare in extremis una sponda salvifica con il Marconi di Bologna; a nulla le aperture di credito verso dei soci canadesi che si sono rivelati ben presto non all'altezza del compito di rilancio. Il primo pensiero deve andare oggi a tutti i lavoratori coinvolti; subito dopo, però, interroghiamoci tutti sul perché una città come Parma, con un tessuto produttivo così solido e diffuso, non riesca a progettare e costruire un futuro degno della sua storia. Una città, la nostra, smarrita, avvitata in asfittici circuiti di autoreferenzialità, poco coraggiosa, con le sue migliori energie che osservano, pigre e compiacenti, una amministrazione pubblica scadente, che fa la guerra alla CO2 e che è capace di progettare tutt'al più campi da disc golf, P-Days, zone 30, righe blu e panchine rosse".
"Nemmeno un anno fa il Sindaco Guerra parlava con convinzione di una strategia vincente per Parma, fondata su tre pilastri: stadio, fermata TAV e aeroporto - ha dichiarato Maria Federica Ubaldi, Capogruppo Civiltà Parmigiana -. Anche il Presidente della Regione Emilia-Romagna, De Pascale, prometteva un piano per rilanciare gli scali minori, con Parma come nodo strategico. Oggi, quelle promesse sono rimaste disattese. L’aeroporto di Parma rischia la chiusura: un epilogo amaro, che rappresenta l’ennesimo segnale di arretramento per una città che aveva faticosamente conquistato un ruolo di rilievo. Tuttavia, questo non è il momento delle polemiche, ma quello della responsabilità. Chi governa Parma deve ammettere la necessità di un cambio di passo. L’autoreferenzialità, l’immobilismo e il silenzio non sono più tollerabili. Il Piano di Sviluppo Aeroportuale – votato con senso di responsabilità da Civiltà Parmigiana e dalle opposizioni, nonostante l’assenza di parte della maggioranza – non è mai stato attuato. Il Sindaco Guerra chiarisca pubblicamente ai cittadini e ai consiglieri che li rappresentano cosa è stato realmente fatto e se intende prendere iniziativa per l’avvio di un progetto di rilancio serio, credibile ed attuabile. Parma non può permettersi di perdere un’altra occasione ed essere nuovamente vittima del teatrino politico tra Amministrazione e Regione".
Così si è espressa invece Forza Italia: "A seguito delle recenti vicende relative al mancato aumento di capitale dell’aeroporto di Parma esprime preoccupazione la segreteria provinciale di Forza Italia. Purtroppo quella dell’aeroporto - dice il coordinatore Matteo Agoletti - resta una delle questioni a cui sembra molto difficile trovare una soluzione. Riteniamo lo scalo parmigiano un asset fondamentale per l’economia del territorio e per lo sviluppo turistico della nostra provincia, con l’opportunità di intercettare una vasta fascia di utenza che spazia dalla bassa Lombardia fino alla Liguria e la Toscana, collocandosi strategicamente tra Bologna, Linate e Pisa. Siamo consapevoli di non essere al centro delle priorità nel panorama aeroportuale della nostra regione ma con l’ingresso di Centerline si auspicava veramente che il progetto potesse far “decollare” il nostro scalo. Non dimentichiamo inoltre che persa la fermata dell’Alta Velocità quella dell’aeroporto doveva veramente rappresentare una priorità. Registriamo anche che con la presenza di vettori che negli ultimi anni, se pur a carattere stagionale, hanno investito su tratte per la Sicilia, la Sardegna e Malta, la nostra città ne ha notevolmente beneficiato anche dal punto di vista turistico. Siamo grati all’impegno costante di Parma Aeroporto srl - continuano Milena Rondinone, coordinatrice cittadina e Mattia Riccò, responsabile organizzativo - tuttavia siamo preoccupati per gli ultimi accadimenti che rischiano di portare alla chiusura del nostro scalo, danneggiare l’economia del territorio e non da ultimo anche le maestranze che vi lavorano. Sarebbe opportuno aprire un tavolo che possa coinvolgere anche i tour operator e le compagnie aeree che operano voli charter - aggiunge Mattia Riccò. Auspichiamo quindi - concludono gli esponenti locali del partito di Antonio Tajani - che si possa trovare una soluzione che possa mettere insieme tutte le parti in causa e trovare le risorse necessarie non solo per far proseguire l’attività dell’aeroporto, ma soprattutto per trovare quella strategia che, coinvolgendo nuovi vettori ed intervenendo strutturalmente sullo scalo, possa finalmente portare tanti viaggiatori nel nostro aeroporto".
Infine, le parole di Missione Parma: "Il PD di Guerra e De Pascale ha totalmente abbandonato Parma e una infrastruttura strategica come il Verdi. In un contesto societario difficile, su cui non vogliamo esprimerci ma che speriamo venga risolto il prima possibile con chiarezza da parte del socio di maggioranza di SOGEAP, i canadesi di Centerline, il punto è politico. Avete agevolato un accordo con l’Aeroporto Marconi di Bologna? In che modo? Si chiede Missione Parma. Questa è la domanda a cui si chiedono risposte. L’unica soluzione è quella di coinvolgere uno scalo già saturo come quello di Bologna per dirottare tratte a Parma. Serviva strategia, visione e questa non è stata messa in campo. Titubanza, dubbi, incertezze politiche di una maggioranza lacerata continue non hanno aiutato la situazione. Le istituzioni cittadini e regionali, a guida PD, hanno preso in giro Parma e ci stanno condannando a perdere un’altra, ennesima, infrastruttura strategica come un aeroporto internazionale. Guerra verrà ricordato come il Sindaco che ha fatto chiudere l’aeroporto di Parma. Il PD è da sempre nemico di Parma e delle opere pubbliche".
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