Il volatile, estinto da secoli, era il simbolo della città
Bentornato Occhialone di Parma! Si tratta di un’affermazione forte, visto che il colombo tipico della zona si è estinto attorno al 1850.
Adriano Dalcò, appassionato allevatore di Monticelli, ha nuovamente selezionato la razza e ha ottenuto lo standard mondiale così che ora, al pari di molte altre città, anche Parma ha il suo colombo. Ogni città, in passato, aveva un colombo tipico per forma, colore o altre caratteristiche, tanta era l’importanza che si attribuiva agli uccelli in grado di ravvivare il cielo.
A metà del 1600 Venezia, la città dei colombi per eccellenza, dedicò la propria maschera, Colombina, al simpatico volatile e ancora oggi si celebra il «Volo di Colombina» nel Carnevale.
Maria Amalia d’Asburgo Lorena arriva a Parma nel 1768, si sposa nella Reggia di Colorno con Ferdinando I Borbone-Parma e da quel momento - stando alle ricostruzioni storiche - inizia a interferire con la politica locale. Qualche anno dopo, destituito il ministro Du Tillot, l’influenza di Carlo III di Spagna diviene sempre più presente tanto che riesce a imporre José de Llano come nuovo ministro, anche se da lì a poco i rapporti con la Spagna si interromperanno. Nel 1771 arriva così a Parma, come importante dono ornamentale, il colombo «Occhio di Fragola» dall’evidente filamento caruncoloso rosso attorno all’occhio, verrà poi incrociato con il «Reggianino» e alcuni viaggiatori per ottenere il colombo tipico della città.
La data non è certa ma gli eventi definiscono le possibilità dell’incrocio tanto che la razza vera e propria dell’Occhialone di Parma potrebbe essere nata fra il 1795 e l’inizio del secolo successivo.
All’epoca si allevavano tanti piccioni viaggiatori, l’Occhialone di Parma iniziò ad alterare la propria linea di sangue che scomparirà definitivamente dai cieli della città subito dopo il 1850.
Un secolo dopo (1968-70) - stando alle ricerche di Dalcò - un allevatore reggiano prova a selezionare la razza parmigiana, partendo dalla forma, incrociando un Barbo polacco con il Reggianino ma appare subito chiaro che non si trattasse dello stesso tipo di colombo.
Nel 1976 a Traversetolo nasce l’Associazione Colombofila Parmense, ancora oggi esistente, sottopone il caso alla Federazione Italiana così quel tentativo di Occhialone viene bocciato. Ci proverà poi un allevatore modenese ma senza successo, tanto che Parma risulterà essere l’unica città a non avere una razza propria, esistono infatti il Modenese, il Reggianino, il Bolognese e così via.
Il 22 ottobre 2022 si conclude la serie di incroci e tutta la procedura decennale portata avanti da Adriano Dalcò. L'Occhialone di Parma viene così inserito negli standard internazionali. Il colombo è bianco, ha un'ottima attitudine al volo (veniva utilizzato per gare fra nobili), un collo abbastanza lungo e testa ben arrotondata. Lo si può riconoscere dal becco grande ma abbastanza corto, la caruncola nasale evidente ma non esagerata, caruncole oculari generose ma non troppo estese (6 millimetri), ali corte sorpassate dalla coda giusto per 2 centimetri e peso di 400 grammi circa.
Il primo colore a essere approvato è stato il bianco, sono seguiti l’affascinante nero e il rosso, per il giallo servirà ancora qualche tempo. Una volta raggiunta la stabilità fra generazioni verranno inserite anch’esse. Non è ancora possibile vederlo volare nei cieli della città, serviranno l’attenzione degli allevatori e delle gare internazionali o, forse, di un magnate, come accadeva un tempo, in grado di preservare la razza mantenendo la linea di discendenza e le caratteristiche.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata