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Anticrimine

In difesa delle donne: 71 uomini violenti ammoniti dal questore. Nel 2025 emesse 316 misure di prevenzione

L'ultimo caso: un 36enne che picchiava la compagna

In difesa delle donne: 71 uomini violenti ammoniti dal questore. Nel 2025 emesse 316 misure di prevenzione

10 Ottobre 2025, 09:24

Evidentemente per lui funziona così: un pugno secco sulla bocca per farle capire che in casa è lui che comanda. Pare assurdo ma è proprio quanto è successo di recente in un appartamento della città abitato da una coppia di origine liberiana in cui il marito, un 36enne, per l'ennesima volta ha usato la violenza nei confronti della compagna. Lo abbiamo detto, non era la prima volta e già in passato la donna aveva chiesto aiuto ai servizi sociali e ad un centro antiviolenza ma, evidentemente, non è bastato.

Questa volta per fortuna sono intervenuti gli uomini delle volanti che hanno raccolto il drammatico racconto della moglie trasferendo il tutto al personale della Divisione anticrimine che, a propria volta, ha attivato la procedura dell'ammonimento da parte del questore. E ora quell'uomo furioso e pericoloso dovrà intraprendere un percorso riabilitativo presso un centro di accompagnamento al cambiamento.
Un provvedimento che, segnale preoccupante, non è un caso isolato visto che sono ancora troppi gli uomini che maltrattano le proprie compagne. Lo dimostrano i numeri: nel corso dell’anno in corso, sono stati emessi sessantacinque ammonimenti per violenze in ambito familiare e sei ammonimenti per atti persecutori. Una mole di interventi necessari e che garantiscono, spesso, una fondamentale opera di prevenzione ma che non vengono attivati solo nel caso dei comportamenti violenti in famiglia.

L'attività di monitoraggio della Divisione anticrimine della questura di Parma ha infatti portato all’adozione complessiva di 316 misure di prevenzione nel 2025, tutte volte a garantire la sicurezza e la tutela della cittadinanza sul territorio provinciale.
Tra le misure adottate, si segnalano 180 avvisi orali, provvedimenti fondamentali per intervenire tempestivamente e in modo efficace nei confronti di soggetti che manifestano una tendenza a delinquere, per prevenire ulteriori reati e che, appunto, «invitano» una persona a tenere una condotta conforme alla legge, segnalando la presenza di indizi a suo carico. In altri casi, quando ci si trova a fare i conti con persone non residenti in città ma che manifestano una particolare pericolosità, gli avvisi non bastano. Ed ecco allora la necessità di agire con provvedimenti di rimpatrio con foglio di via obbligatorio, finalizzati all’allontanamento dal territorio provinciale di persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica. E in questi mesi è successo ben ventun volte.

Particolare attenzione è stata riservata all’applicazione dei cosiddetti Daspo in tema di violenza sportiva, con ben ventotto provvedimenti, di cui tredici «fuori contesto» - ovvero commessi in passato e in assenza di manifestazioni sportive - e otto con prescrizioni specifiche, tutti convalidati dal Gip del Tribunale, ritenuti strumenti essenziali per prevenire gravi episodi di violenza nell'ambito dell'ordine pubblico durante gli avvenimenti di ambito sportivo.
All’elenco si aggiungono due divieti di accesso alle aree urbane e dodici divieti di accesso ad aree urbane potenziati, dispositivi mirati a contrastare comportamenti violenti o illeciti posti in particolari locali pubblici o in particolari vie cittadine.
Infine il bilancio si conclude con le misure di sorveglianza speciale qualificate emesse dal questore nei confronti di due soggetti considerati particolarmente pericolosi per la sicurezza pubblica: entrambi sono stati accolti dal tribunale di Bologna per persone che si sono rese protagoniste di gravi condotte in materia di violenza di genere.

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