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Un mese fa mostrò la protesi alla giudice

L'«alibi» della dentiera fallisce: condannato

Dopo il furto, morsicò l'addetto del supermercato

L'«alibi» della dentiera fallisce: condannato

12 Dicembre 2025, 09:08

Aveva provato, un mese fa, durante l'udienza di convalida dell'arresto, a fornire l'alibi perfetto. Una bella dentiera sfilata e mostrata nel corso del processo per tentare di dimostrare che lui non poteva aver morso il responsabile del supermercato, pronto a bloccarlo dopo aver rubato alcuni prodotti dagli scaffali. Ma il colpo di teatro del 31enne - marocchino, accusato di rapina impropria e lesioni - non ha funzionato. Perché ieri è arrivata la condanna della giudice Francesca Anghileri: 3 anni e 4 mesi, visto che è anche pregiudicato e con una recidiva specifica negli ultimi cinque anni. Una pena perfino superiore a quella richiesta dal pubblico ministero Massimo Porta, che si era «fermato» a 2 anni e 4 mesi.

Eppure, quando il 31enne aveva preso la parola, durante l'udienza di convalida dell'arresto, sembrava si trattasse del solito copione: aveva negato di aver inveito contro il responsabile del supermercato. Ma sul finale aveva calato l'asso: «Ecco, ho la dentiera. Non posso morsicare con i denti finti». Così spiazzante quella protesi mostrata urbi et orbi, che la giudice gli aveva detto subito con fermezza di rimettersela.

Anche il 9 novembre scorso, però, se l'era ulteriormente complicata da solo la giornata. Entrato al Lidl di via Fleming, aveva spaziato dal reparto ferramenta agli alcolici, prendendo quattro trapani e due bottiglie di sambuca. Ma si era fatto notare dal responsabile del negozio mentre attraversava una delle corsie diretto verso l'uscita: aveva tre dei quattro arnesi, nelle loro confezioni, sotto un'ascella, mentre nell'altra mano teneva una grossa busta in tela da supermercato con all'interno il resto della merce. Il dipendente aveva avuto la sensazione che ci fosse qualcosa d'anomalo, così l'aveva seguito.

Intuizione perfetta, perché l'uomo si era diretto verso l'uscita senza barriere, ma quando si era accorto di avere il dipendente alle calcagna, aveva optato per la porta d'emergenza, che dà sulla galleria commerciale di via Gramsci. Inseguito dal responsabile del supermercato e poi anche da un altro collega, aveva cominciato a correre verso piazzale Caduti del Lavoro. Nel frattempo, però, alcuni cittadini avevano avvicinato una pattuglia della polizia locale ferma in via Gramsci per i rilievi di un incidente: «Pare ci sia stata una rapina», avevano detto.

Così, prima una pattuglia poi un'altra si erano lanciate alla ricerca dell'uomo. Era accucciato dietro un'auto parcheggiata in piazzale Caduti del Lavoro, ma alla vista degli agenti era fuggito abbandonando la merce rubata. Si era rinfilato nella galleria commerciale di via Gramsci, dove era stato subito bloccato dai due dipendenti, poco prima dell'arrivo degli agenti. E poco dopo aver morsicato il responsabile del supermercato. Nonostante. O grazie alla dentiera.

G.Az.

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