fede e tradizione
Sant’Ilario di Poitiers, oltre che patrono della città di Parma, fu vescovo di Poitiers ed è stato proclamato Dottore della Chiesa da papa Pio IX. Filosofo e scrittore, è venerato come santo dalla Chiesa anglicana e dalla Chiesa cattolica. Ilario visse nella Gallia del IV secolo: nato pagano, si convertì a Cristo ed ebbe una vita abbastanza travagliata per la sua fedeltà all’insegnamento del Concilio di Nicea contro l’eresia ariana; eresia che negava che Gesù fosse veramente Figlio di Dio.
Come mai è diventato patrono di Parma? Non è ben chiaro. Forse il culto verso Sant’Ilario fu introdotto nel nostro territorio dai vescovi carolingi del IX secolo, ma le leggende popolari offrono un’altra spiegazione. In ogni caso, la sua elezione a patrono del Comune di Parma si fa generalmente risalire alla seconda metà del XIII secolo, quando i parmigiani avrebbero fatto propria la speciale venerazione verso il vescovo di Poitiers dagli angioini, presenti in città per sostenere i diritti della Chiesa. In sostanza, a Parma si festeggia Sant’Ilario per tradizione. Da secoli i cittadini di Parma gli sono devoti, riconoscendone la protezione. La città lo ha invocato per superare diverse circostanze critiche legate alla sua storia plurisecolare. La chiesa cattolica lo ricorda il 13 gennaio, giorno della sua morte.
Le scarpette di Sant'Ilario
La leggenda narra che un calzolaio, vedendo Sant’Ilario attraversare Parma scalzo, durante una giornata di neve, impietosito, gli regalò un paio di scarpe. Il giorno dopo, l’uomo ritrovò un paio di scarpe d’oro al posto delle scarpe donate a Sant'Ilario. Questa è la leggenda che ha dato origine alla tradizione secondo cui nel giorno del patrono vengono preparate le famose “scarpette”, tipici dolci legati alla festività del patrono.
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