Nuovo record di adesioni nel tesseramento . Gli iscritti ora sono 58.590, 650 in più rispetto al 2024. A Parma e provincia sono 34.430.
16 Gennaio 2026, 14:22
Si chiude con un risultato decisamente positivo la campagna di tesseramento 2025 della Cisl Parma-Piacenza. Con 58.589 persone che hanno deciso di aderire alla Cisl territoriale (34.430 a Parma e provincia) e un incremento di 650 iscritti rispetto all’anno precedente, il sindacato cislino raggiunge il proprio picco assoluto d’iscritti e si conferma punto di riferimento per lavoratori, pensionati e categorie più fragili. Un bilancio positivo in un contesto difficile. «La chiusura con segno più del tesseramento 2025, non è solo un dato numerico ma è un motivo d'orgoglio per tutti quelli che operano a vario titolo in Cisl e la rappresentano nei luoghi di lavoro e nella comunità. Sono loro che ci hanno permesso di ottenere questo risultato e che voglio ringraziare personalmente. È il frutto di un’azione costante di ascolto e di vicinanza ai lavoratori e di progetti di proselitismo mirati. In un periodo come quello attuale, caratterizzato da incertezze economiche, sfide occupazionali e da una continua evoluzione del mondo del lavoro –afferma il segretario Michele Vaghini, segretario generale Cisl territoriale- l’adesione alla Cisl rappresenta una risposta alle esigenze di protezione, informazione e supporto per i lavoratori. L’aumento delle adesioni significa che abbiamo saputo rispondere alle sfide poste dalla società e dal mercato del lavoro in un mondo che cambia rapidamente. Le motivazioni alla base di questa crescita sono molteplici e rispecchiano il modo in cui la Cisl ha deciso di affrontare le sfide politiche ed economiche, avendo sempre alla base il pragmatismo che l’ha contraddistinta fin dalle origini. La crescita è stata omogenea e ha toccato quasi tutti i settori, dal privato al pubblico impiego fino ad arrivare ai lavoratori in somministrazione e anche i pensionati hanno chiuso l’anno con un trend positivo».
Una delle ragioni principali dell’aumento delle iscrizioni, spiega Vaghini "è sicuramente la nostra capacità di porsi come interlocutore vicino alle esigenze quotidiane dei lavoratori. Negli ultimi anni infatti, abbiamo continuato a focalizzarci sulle necessità concrete, cercando di difendere i diritti dei lavoratori non solo a livello contrattuale o legislativo ma anche sul piano pratico, con servizi diretti di consulenza e sostegno, dal Patronato al Caf, dall’ufficio vertenze all’associazione dei consumatori, dall’ufficio stranieri al sindacato inquilini. Le scelte politiche che abbiamo intrapreso, come per esempio l’apertura di nuove sedi e l'ampliamneto di alcune già esistenti sul territorio, sono state indirizzate proprio in questa direzione, con un’attenzione costante verso le persone per essere loro sempre più vicino».
Le scelte politiche del sindacato. «La campagna tesseramento 2025 con titolo “Il coraggio della partecipazione”, ha anche orientato la nostra azione verso la promozione di politiche che hanno favorito famiglie, anziani e cittadini in generale. Lo abbiamo fatto attraverso la contrattazione sociale, Comune per Comune. Quando per esempio si amplia la fascia esente da Irpef o si aumentano le ore dei servizi domiciliari o si firmano accordi per ottenere altri servizi, ne beneficia tutta la comunità. Per noi, partecipare significa essere presenti in ogni tavolo istituzionale per cercare di fare valere le nostre istanze».
Lo sguardo al futuro. «Non intendiamo fermarci – conclude Vaghini - Le prossime sfide riguarderanno la difesa dei diritti dei lavoratori nel contesto della transizione digitale nell’era dell’automazione, senza dimenticare due temi importanti che riguardano tutti, come sanità e tutela ambientale. Questi argomenti sono particolarmente sentiti nel nostro territorio e pertanto il livello di attenzione dovrà sempre essere alto. Vogliamo poi proseguire nell’organizzare eventi e incontri tematici, per sensibilizzare i lavoratori su questioni fondamentali come per esempio la parità salariale o la sicurezza nei luoghi di lavoro. Crediamo infine che il lavoro debba tornare ad essere una fonte di sicurezza per le persone e non di ansia e incertezza. Penso alle difficoltà per conciliare vita famigliare e lavorativa, alle delocalizzazioni o ai temi macro politici come le crisi energetiche o le guerre. Spesso li consideriamo temi distanti dal nostro quotidiano ma possono cambiarci la vita in un attimo, creando disagi e frustrazioni».