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Dimensionamento delle scuole

Scuole, accorpamenti in Emilia-Romagna: ecco le novità a Parma e a Sissa Trecasali. I sindacati: "Fermare i tagli"

Il Commissario ha disposto fusioni e accorpamenti per l’anno prossimo in tutte le province

Deciso il dimensionamento delle scuole in E-R, tagliate 17 autonomie

La scuola Corazza di Parma

28 Gennaio 2026, 17:44

Il dirigente scolastico dell’Emilia-Romagna Bruno De Palma, in qualità di commissario, ha disposto il dimensionamento per le scuole per il prossimo anno scolastico, dopo che il governo aveva commissariato la Regione che non aveva adempiuto alla riduzione del numero delle istituzioni scolastiche.
Con accorpamenti, fusioni e rimodulazioni vengono meno 17 autonomie scolastiche: nel 2026/27 in tutta l’Emilia-Romagna saranno così 515, anziché 532. I tagli riguardano tutte le province.

Le novità nel Parmense. E' stato deciso l'accorpamento della scuola materna di Vigolante e della scuola primaria Padre Lino Maupas della Dd via Fratelli Bandiera all’Ic Ferrari. Accorpamento anche per la scuola primaria Corazza della Dd di via Fratelli Bandiera all’Ic Parmigianino. Nella Bassa, previsto l'accorpamento dell’Ic di Sissa Trecasali all’Ic Torrile.

Nella scelta dei vertici scolastici da tagliare il commissario ha deciso di prestare attenzione alle aree montane ed interne, dare la priorità al modello dell’Istituto comprensivo verticale, mantenere almeno un Cpia (centro per l'istruzione degli adulti) in ogni provincia, coinvolgere solo in estremo subordine le scuole superiori e privilegiare gli accorpamenti nello stesso comune.

Ecco le ripartizioni per le altre province.
- BOLOGNA: accorpamento del distretto didattico (Dd) di Zola Predosa all’Istituto compensivo (Ic) di Zola Predosa; accorpamento dell’Ic di Rastignano a quello di Pianoro; accorpamento dell’Ic di Borgonuovo a quello di Sasso Marconi.
- FERRARA Accorpamento dell’Ic di Porto Garibaldi a quello di Comacchio; accorpamento dell’Ic F. Lamborghini di Renazzo a quello di Reno Centese.
- FORLÌ-CESENA - Fusione dell’Ic Santa Sofia con l’Ic Civitella di Romagna che diventa Ic Valle del Bidente; fusione Cd Cesenatico 1 con il Cd Cesenatico 2; accorpamento dell’Ic 9 Beatrice Portinari di Forlì con l’Uc n.4 Annalena Tonelli di Forlì.
- MODENA - Accorpamento dell’Ic Fiorano Modenese all’Ic Francesca Bursi; accorpamento dell’Ic Ferrari Maranello con l’Ic Ing. Carlo Stradi di Maranello.
- RAVENNA - Accorpamento dell’Ic Cervia 3 all’Ic Cervia 2.
- REGGIO EMILIA - Accorpamento dell’Ics Pertini 2 all’Ics Pertini 1 di Reggio Emilia; accorpamento del Cpia (istruzione degli adulti) Reggio Nord al Cpia Reggio sud.
- RIMINI - Accorpamento dell’Ic Mondaino all’Ic San Giovanni in Marignano.
- PIACENZA - Nuova organizzazione nel Comune di Piacenza, dove i sei circoli didattici e le tre scuole secondarie di primo grado diventano otto nuovi istituti comprensivi. 

Sindacati contrari al dimensionamento delle scuole.
«Netta contrarietà» e la richiesta della «sospensione» del provvedimento che prevede «il taglio di 17 autonomie» in Emilia-Romagna «senza un confronto reale e dopo settimane in cui non sono stati forniti elementi concreti su criteri, tempistiche e perimetro dell’intervento». Cosi, in una nota congiunta, i sindacati della scuola emiliano-romagnoli Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Gilda Unams, Snals Confsal e Anief a seguito della pubblicazione, da parte del commissario ad acta, del decreto sul dimensionamento della rete scolastica regionale.
L’atto, evidenziano le organizzazioni sindacali, prevede «tagli» riguardano tutte le province: Piacenza (-1), Parma (-2), Reggio Emilia (-2), Modena (-2), Bologna (-3), Ferrara (-2), Ravenna (-1), Forlì-Cesena (-3) e Rimini (-1).
L’operazione, dicono i sindacati, riguarda esclusivamente gli istituti del primo ciclo - infanzia, primaria e medie - con «aggregazioni e accorpamenti che hanno generato istituzioni scolastiche 'monstrè che oscillano tra i 1000 e i 1800 alunni» Le conseguenze, puntualizzano, «saranno istituzioni eccessivamente grandi anche con sedi su più comuni, segreterie e servizi amministrativi sotto pressione, riduzione dell’occupazione e della capacità organizzativa».
Inoltre, viene argomentato ancora, appare «inaccettabile il taglio previsto per il personale Ata, che porterà conseguenze alla sicurezza negli istituti».
Si tratta, a giudizio dei sindacati, di «una decisione presa senza alcun confronto in un contesto regionale con i numeri in ordine a cui si aggiunge l’opacità del ministero che ha imposto il taglio senza fornire spiegazioni». Al riguardo le sigle sindacali annunciano che continueranno a vigilare al fianco della comunità educante e chiedono l’impegno delle parti politiche per modificare a livello parlamentare «una scelta ingiusta e dannosa».

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