il caso
Pietro Vignali (foto d'archivio)
Una donna di 59 anni alla quale era stata prescritta una mammografia bilaterale con priorità entro 90 giorni, ma che contattando il Cup si è sentita rispondere che non c'era alcuna disponibilità; un uomo di 84 anni con lesioni sospette alla testa non ha potuto ottenere una visita dermatologica ed è in attesa di essere richiamato. Sono due casi portati ad esempio dal capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, che ha fatto una conferenza stampa a Parma, annunciando che integrerà una denuncia già presentata ai carabinieri del Nas su questi temi e vuole scrivere al ministro Schillaci.
«Liste d’attesa chiuse, visite impossibili da prenotare, cittadini costretti a rinunciare alle cure con conseguenze pesanti e la negazione di un diritto fondamentale, quello alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Nonostante le mie ripetute denunce, la situazione resta critica e irrisolta», dice Vignali. «Continuo a raccogliere testimonianze dirette di cittadini che non riescono ad accedere a prestazioni essenziali, anche per la prevenzione e la diagnosi di patologie potenzialmente gravissime. Solo negli ultimi giorni ne ho raccolte altre nove. Le liste chiuse esistono tuttora e il diritto alla cura continua a essere di fatto negato», prosegue l'esponente di Forza Italia. Le nuove segnalazioni raccolte riguardano prestazioni fondamentali per la prevenzione e la diagnosi precoce: tre richieste di visita oculistica, quattro visite dermatologiche, una colonscopia e una mammografia bilaterale, tutte senza alcuna disponibilità di appuntamento.
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