Verso il voto
Parma è tra le città in prima fila nel fronte dei 270 sindaci che hanno aderito all’appello promosso da Autonomie Locali Italiane (Ali) e dal Comitato della società civile per il NO alla riforma costituzionale sulla giustizia, in vista del referendum. Secondo una nota, si tratta di un’adesione ampia e trasversale che coinvolge grandi città, capoluoghi e amministrazioni locali di tutta Italia: oltre a Parma, Roma, Napoli, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Cagliari, Verona, Vicenza, Bergamo, Reggio Emilia, Sassari, insieme a decine di comuni medi e piccoli.
Nel testo dell’appello, i primi cittadini ricordano di aver giurato sulla Costituzione e di sentire il dovere di esprimere con chiarezza la propria contrarietà a una riforma che, a loro giudizio, non rafforza la giustizia ma rischia di indebolirla. La critica dei firmatari è che l’intervento costituzionale non affronta i veri nodi del sistema: la carenza di magistrati e di personale amministrativo, l’arretrato e la lentezza dei procedimenti. I sindaci contestano inoltre le modifiche su quella che definiscono una “non questione”, la separazione delle carriere, che oggi riguarda una quota minima di magistrati; temono l’indebolimento della cultura comune della giurisdizione tra giudici e pubblici ministeri, con il rischio di una giustizia più sbilanciata verso l’accusa e meno garantista. Infine, respingono l’introduzione del sorteggio negli organi di autogoverno della magistratura, ritenendolo lesivo del principio di responsabilità e potenzialmente in grado di rendere il sistema più fragile ed esposto alle pressioni della politica.
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