carabinieri
Nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di San Pancrazio hanno denunciato quattro persone originarie dell’Est Europa — tre giovani donne e un uomo — accusate di un tentato furto di generi alimentari in un supermercato della periferia ovest della città. L’episodio risale alle 14.30 del 2 marzo scorso, quando un gruppo di quattro individui è entrato nella struttura: prima le tre donne poi, seguite a breve distanza, l’uomo. La cassiera, insospettita dal loro comportamento, ha avvertito immediatamente un dipendente dell’esercizio commerciale. Dopo aver percorso alcune corsie, i quattro si sono diretti rapidamente verso l’uscita. Giunti nei pressi delle casse, sono stati fermati dal dipendente, colpito dal volume anomalo dei loro giubbotti.
Invitati ad aprire le giacche, hanno rivelato il bottino: ciascuno di loro nascondeva sotto gli indumenti ben 63 confezioni di caffè, ripartite in una quindicina di pacchi a persona, per un valore complessivo stimato in oltre 1.300 euro. Scoperte, hanno abbandonando tutta la merce dandosi alla fuga a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze.
Gli uomini dell’Arma hanno acquisito le immagini della videosorveglianza interna: l’esame dei filmati ha permesso di isolare alcuni fotogrammi in cui i volti dei presunti autori risultavano nitidi. Le immagini sono quindi state elaborate con software di "Face Recognition" (riconoscimento facciale), tecnologia biometrica che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i volti. L’incrocio dei dati ha consentito di identificare rapidamente i membri della cosiddetta "banda del caffè": tre donne — due ventenni e una diciottenne e un uomo di 23 anni, tutti di origini est-europee, senza stabile dimora in Italia e con precedenti specifici.
Al termine degli accertamenti, per i quattro — inchiodati dalle telecamere e dagli algoritmi dell’Arma — è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.
Si ricorda che tutti gli indagati sono, allo stato, soltanto sospettati dei reati contestati, seppur con indizi ritenuti gravi. La loro posizione sarà vagliata dall’Autorità giudiziaria nel corso del procedimento e l’eventuale colpevolezza potrà essere affermata solo con una sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
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