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Fattoria degli orrori, parla l'avvocato della proprietaria: «Qualcuno voleva sabotare la struttura»

L'avvocato difende la fattoria denuncia sospetti sabotaggi e contesta le accuse mentre il sequestro non è ancora convalidato

«Qualcuno voleva sabotare la struttura»

19 Marzo 2026, 20:34

Sulla vicenda della "fattoria degli orrori" è intervenuto, con una lettera di cui pubblichiamo ampi stralci, l'avvocato Davide Ferrari, legale della proprietaria della fattoria in cui sono intervenuti i carabinieri e l'Ausl.

«Preciso innanzitutto - scrive il legale - che la struttura in questione è un'associazione di promozione sociale, ovvero un ente del terzo settore senza scopo di lucro che svolge attività di utilità sociale, culturale o ricreativa. Gli animali che entrano nel rifugio hanno problematiche fisiche, sono destinati al macello perché scarti di allevamenti o perché nati con malformazioni o prematuri. Nel corso degli anni l'Asl competente ha eseguito numerosi controlli senza mai rilevare criticità (ultimo controllo positivo in data 30.01.2026)».



«Dallo scorso mese di febbraio - aggiunge l'avvocato -, si sono verificati alcuni episodi che fanno pensare alla volontà di qualcuno di voler "sabotare" l'associazione, quali la morte improvvisa di alcuni animali, la sparizione di alcune capre, il taglio della recinzione della fattoria, al fine di far uscire e mettere in pericolo gli animali che vivono liberi all'interno del rifugio; tutti gli episodi sono stati denunciati alle autorità competenti. Segnalo, inoltre, che il 16 marzo il Comune ha affisso, nelle vicinanze della fattoria, un avviso di sospetto avvelenamento di animali domestici, a riprova che i timori della mia assistita non sono infondati».

«Le dichiarazioni improvvide di Gabriella Meo (garante) e di Lella Gialdi (Enpa) - prosegue il legale della proprietaria -, sono da considerarsi del tutto fuori luogo, gravemente lesive della reputazione della mia cliente. Osservo che l'indagine cui si fa cenno nell'articolo è ancora nella fase iniziale (basti pensare che il sequestro operato non è ancora stato convalidato) e, nonostante questo, la Meo e la Gialdi sembrano già aver emesso sentenza di condanna, in spregio a tutti i principi del processo penale. Chi scrive - conclude l'avvocato Ferrari - ritiene che, già nella fase delle indagini, la mia assistita potrà chiarire di aver agito sempre in modo corretto, senza aver commesso alcun atto contrario alla legge, avendo come obiettivo il benessere degli animali alla stessa affidati». 

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