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ANNIVERSARIO

Medico e gentiluomo, "Pietro Di Biasi, amici del cuore" ricorda il brillante cardiochirurgo scomparso 10 anni fa

Medico e gentiluomo

di Maurizio Di Biasi - Presidente «Pietro Di Biasi - Amici del cuore»

24 Marzo 2022, 14:32

Un'associazione no-profit che opera in tutto il Paese per ricordare il brillante cardiochirurgo Pietro Di Biasi, scomparso a 49 anni nell'aprile del 2012. L'associazione «Pietro Di Biasi - Amici del cuore», si presenta a Parma, città in cui il medico aveva numerosi amici e pazienti che ancora lo piangono. Di seguito Maurizio Di Biasi, cardiologo, presidente dell'associazione e direttore della Cardiologia interventistica dell'ospedale Sacco di Milano, ricorda il fratello nel decennale della scomparsa.

Importanti traguardi
Una vita contrassegnata da importanti sfide fin dall'adolescenza. Mio fratello Pietro Di Biasi, dopo aver conseguito il diploma di liceo classico alla scuola, ad impronta militare, «Nunziatella», dove sviluppò la sua verve intellettuale e il rigore scientifico, si laureò, in tempi brevissimi e sempre con il massimo dei voti, alla facoltà di Medicina e chirurgia «Federico II» di Napoli.
Durante le prime fasi del periodo universitario, svolse attività di ricerca all’istituto di Anatomia umana normale diretto dal professore Giovanni Giordano Lanza e, successivamente, all’istituto di Chirurgia toracica diretto dal professore Giovanni Ferrante, dove nacque la sua passione per la cardiochirurgia.
Inoltre, all’inizio degli anni '80, si trasferì, per alcuni mesi, negli Stati Uniti, dove frequentò gli istituti di ricerca più importanti dell’Università di Pittsburgh (Upmc). Inoltre conseguì, sempre con il massimo dei voti, il diploma di specializzazione in Chirurgia toracica a Napoli e, successivamente, il diploma di specializzazione in Cardiochirurgia all’Università di Milano.


La passione per il cuore
Subito dopo aver conseguito la laurea, Pietro si trasferì giovanissimo a Milano, dove entrò a far parte, nel 1985, dell’equipe della divisione di Cardiochirurgia dell’Ospedale Sacco diretta dal professore Carmine Santoli. La sua brillantezza, la vivacità culturale e la sua passione per la cardiochirurgia fecero da volano per intraprendere una strada molto impegnativa, ma che Pietro affrontò con il massimo impegno, ottenendo subito ottimi risultati professionali e umani.
Inoltre Pietro, per ottimizzare nel minor tempo possibile le sue già importanti capacità cliniche e chirurgiche, iniziò, nel 1997, una nuova avventura a Milano: contribuire a creare e a sviluppare un nuovo Centro di cardiochirurgia con sede al Policlinico Irccs MultiMedica, che successivamente divenne anche sede della cattedra universitaria di Milano diretta dal professore Francesco Donatelli. Negli ultimi anni della sua vita, fu chiamato dal direttore della divisione di Cardiochirurgia dell’Ospedale di Legnano, professore Germano Di Credico, a far parte della sua equipe di cardiochirurgia, ma purtroppo riusci a svolgere la sua attività professionale solo in misura limitata. «Era un bravissimo cardiochirurgo e una persona buona e generosa. - così lo ricorda Di Credico, primario a Legnano - Era entrato nella nostra “squadra” in punta di piedi, con grande attenzione ai rapporti umani tra colleghi. Un autentico signore, oltre che un grande amico».


Migliaia di interventi
La sua incessante attività di cardiochirurgo, terminata all’età di 49 anni, è rappresentata non solo dall’effettuazione di migliaia di interventi di cardiochirurgia (bypass coronarici senza circolazione extracorporea e a cuore battente, riparazione e sostituzioni valvolari) come primo operatore, ma anche da interventi di chirurgia polmonare e interventi combinati cuore-carotidi, oltre ad una florida attività scientifica caratterizzata dalla pubblicazione di centinaia di articoli sulle più importanti riviste cardiochirurgiche internazionali. Nell’ottobre 2010 purtroppo gli fu diagnosticato un tumore cerebrale e, anche in questo drammatico frangente, per lui, che conosceva sicuramente, da medico, la prognosi della malattia, dimostrò una serenità, una calma e una pazienza infinita allo scopo, ne sono sicuro, di cercare di non far preoccupare ulteriormente i suoi familiari e i suoi figli piccoli, Rocco e Laura, dei quali era innamorato. Anche nei momenti successivi, più tristi e difficili, non fece mai trasparire la sua drammatica condizione, ma mostrò sempre il suo affetto e il suo sorriso, in una parola la sua forza d’animo e il suo coraggio.


Un'associazione in ricordo
Per tutti questi motivi io e tutti quelli che sono stati vicini alla mia famiglia abbiamo pensato di onorare la memoria di mio fratello costituendo, a scopo benefico, un’associazione nell’intento di proseguire la sua opera di dedizione professionale nei confronti delle persone che ne hanno bisogno e con l’obbiettivo di sviluppare iniziative che lo avrebbero reso felice. L'associazione «Pietro Di Biasi - Amici del cuore», che opera in tutto il Paese, si propone lo scopo di rendere sempre attuali i valori umani e professionali e il esemplare rapporto con i pazienti che erano propri di mio fratello. Pietro era un medico che poneva la serietà e al tempo stesso la grande umanità al primo posto del suo impegno professionale ed era dotato di grande spirito di iniziativa, sempre pronto a sostenere ed incentivare iniziative scientifiche e culturali. Infatti tra le finalità dell’associazione, a lui intitolata, figurano: la promozione delle attività medico-scientifiche e culturali coerenti con i suoi grandi valori morali e lo spirito di curiosità. Inoltre l’associazione riunisce tutti coloro che condividono con i propri cari il dolore e i problemi connessi con la malattia oncologica.
Vorrei concludere con un mio ricordo personale di Pietro: «...E Tu ci sei… Quando entri nei miei pensieri io mi fermo e mi stacco da me... Dimentico gli affanni e i ricordi dolorosi svaniscono… La vita mi appare diversa e inizio a seguire il tuo incedere tranquillo, il tuo sguardo rassicurante che viaggia lontano e il tuo sorriso appena accennato. Accade allora che vivo della tua assenza… Mio grande fratello rappresenterai sempre la mia forza… E saremo per sempre insieme». 
 

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