Attività fisica
Non si può parlare di «dimagrimento mirato», anche se alcuni esercizi possono essere consigliati per ridurre l’accumulo di grasso nelle aree in cui è più evidente.
Maschi e femmine
È bene ricordare che il tessuto adiposo si trova normalmente distribuito all’interno del nostro organismo – anche nei soggetti normopeso è presente – e si deposita fisiologicamente, variando in quantità e zone di accumulo a seconda del genere, dell’età e della dieta abituale. Ad esempio, l’accumulo nella zona addominale, solitamente correlata ad un rischio cardiovascolare, è prevalente nel genere maschile, mentre nel genere femminile prevale con l’avvento della menopausa. Infatti, sovrappeso e obesità addominale, entrambe condizioni caratterizzate da eccesso ponderale, sono state correlate ad un profilo di rischio cardiometabolico sfavorevole, ma modificabile attraverso l’esercizio fisico.
Gli esercizi fisici
Fatta questa premessa, è chiaro che la complessità dei nostri tessuti e organi, incluso quello adiposo, non è una materia di facile semplificazione; tuttavia, restano accessibili ai più le nozioni di base, ovvero, se gli introiti calorici quotidiani superano le quantità necessarie e specifiche per ciascun individuo, le riserve di grasso aumentano. L’esercizio fisico, però, è in grado di ridurre tali riserve, utilizzandole come substrato energetico dei muscoli reclutati ai fini del movimento. Resta da esaurire il dubbio di quale esercizio sia ottimale per favorire questo processo.
Attività aerobica
Ebbene, considerato che ciascun individuo dovrà cercare di personalizzare quanto più è possibile l’attività per frequenza, intensità, durata e tipologia, quella che senz’altro sollecita l’utilizzo della massa grassa è l’attività aerobica svolta per almeno 30 minuti: il cammino a velocità sostenute, la corsa, per chi può gestire il sovraccarico articolare ad essa associato, un percorso in bicicletta o il nuoto. Studi scientifici comprovano l’adeguatezza di queste attività nel ripristinare una composizione corporea salutare, nonché benefici nel ridurre i rischi potenziali dovuti all’accumulo di massa grassa sulla salute cardiovascolare.
Da dove partire
Da dove partire, quindi? Un’indicazione generale è fornita dall’Organizzazione mondiale della sanità: le linee guida più recenti consigliano di svolgere almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica ad intensità moderata, oppure almeno 75 minuti a settimana di attività aerobica vigorosa, praticate anche in combinazione tra loro.
Esercizi ad hoc
A queste, dovrebbero essere anche associati esercizi contro resistenza o di potenziamento dei grandi gruppi muscolari, in particolare quelli presenti nelle zone in cui si rileva uno specifico accumulo di grasso (muscoli addominali, glutei e adduttori). Questo al fine di aumentare la massa muscolare che favorisce il consumo energetico sfruttando i depositi adiposi. Tutto qui? No, certamente. La perdita di peso dipende da molteplici fattori, ma è senz’altro sostenuta dall’attuazione di protocolli di esercizio strutturati ad hoc da figure professionali competenti, le quali, attraverso l’individualizzazione dell’attività fisica, possono garantire un primo approccio ed una opportuna supervisione per chi muove i primi passi ed un valido supporto per chi ha bisogno di «aggiustare» gli stimoli motori ai fini del dimagrimento.
Stile di vita
È importante comprendere, però, che il raggiungimento di una composizione corporea equilibrata non può essere una scelta «stagionale» o di eventualità, ma deve rientrare fra le priorità individuali con una scelta quotidiana e costante di movimento, di contrasto alla sedentarietà e a favore di uno stile di vite incentrato sulla salute. La nostra.
Valentina Presta
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