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Quegli allungamenti che allungano la vita

Stretching: per allenare la flessibilità e allontanare dolori e cadute

Quegli allungamenti che allungano la vita

di Gianfranco Beltrami

11 Maggio 2025, 10:41

La flessibilità, ovvero la capacità di mantenere i muscoli, le articolazioni e i tessuti molli mobili ed elastici, rappresenta un indice importante di benessere generale del nostro organismo. È una qualità fisica che si riduce con l’invecchiamento, quando la rigidità logora articolazioni e muscoli causando un'infiammazione cronica che provoca dolori e scarsa mobilità.

Ogni giorno raccogliendo un oggetto caduto per terra, allacciandoci le scarpe o spostando qualcosa sopra la nostra testa mettiamo alla prova nostra la flessibilità che è molto importante mantenere anche per prevenire infortuni sia nello sportivo che nell’adulto e nell’anziano. Una buona flessibilità consente infatti di distribuire in modo più omogeneo i carichi sulle articolazioni, favorisce la corretta contrazione muscolare e migliora la circolazione, consentendo ai muscoli di rimanere meglio ossigenati ed elastici e meno affaticati e infiammati.

Sono le posture statiche protratte per lungo tempo, in cui i muscoli sono in uno stato di accorciamento, a provocare affaticamento e, col passar del tempo, i dolori. Chi passa molto tempo seduto alla scrivania o davanti al tablet, al cellulare o al computer, avrà come conseguenza un accorciamento dei muscoli che uniscono la coscia al bacino per flettere l’anca e l’allungamento dei muscoli della schiena con tendenza alla curvatura in avanti della colonna vertebrale e all’accorciamento dei muscoli posteriori della coscia con la conseguenza che, stando in piedi, questi tenderanno a tirare il bacino verso il basso.

Col passare del tempo e l’avanzare dell’età questo stato di cose provoca una postura rigida e incurvata, tipica dei vecchi, col baricentro spostato in avanti, scarso equilibrio e rischio di cadute.

Uno studio pubblicato alcuni giorni fa sull’«European journal of applied physiology», che ha esaminato alcuni studi clinici con durata variabile da quattro settimane a sei mesi che prevedevano diversi tipi di allenamento di allungamento statico o dinamico in 658 pazienti affetti da dolori muscolo scheletrici, ha documentato una diminuzione significativa dei punteggi del dolore e una riduzione della prevalenza o della gravità dello stesso dopo il periodo di esercizio.

Una conferma dunque di quanto sia importante la pratica dello stretching che, migliorando l'ampiezza del movimento e riducendo la rigidità muscolare, può alleviare il dolore e la pressione sui nervi.

Sviluppare e mantenere la flessibilità col passare degli anni diventa quindi un aspetto fondamentale di ogni programma di allenamento completo che dovrebbe prevedere esercizi utili a contrastare dolori lombari, tensioni della colonna vertebrale e limitazioni della mobilità delle spalle che potrebbero essere evitati o quantomeno ridotti con un programma regolare di esercizi di allungamento.

Invece tutti conoscono la parola «stretching», ma pochi, tranne di sportivi di buon livello, la mettono in pratica in modo corretto. Lo stretching può essere statico o dinamico e la cosa più importante, specialmente per chi inizia, è la gradualità.

Lo stretching statico o passivo, consiste nel mantenere una posizione che metta in allungamento un gruppo muscolare per un periodo variabile dai 20 ai 40 secondi senza percepire dolore ma solo una tensione dolce.

Lo stretching dinamico può prevedere diversi movimenti che comportino l’allungamento dei muscoli, da eseguire all’inizio più lentamente e in un secondo tempo, quando il controllo e la qualità di esecuzione migliorano, più velocemente.

Secondo le linee guida dell’American College of Sport Medicine, una delle più accreditate società scientifiche del mondo per quanto riguarda la prescrizione dell’esercizio fisico, prima di allenare la flessibilità è necessario fare un buon riscaldamento di almeno una decina di minuti per aumentare la temperatura corporea ed evitare il rischio di infortuni. Ultimamente viene sempre più praticato uno stretching dinamico leggero prima dell’attività sportiva per abituare il muscolo dolcemente a quei gradi di allungamento estremo che potranno avvenire in allenamento o in gara e uno stretching più intenso alla fine.

Vi sono poi discipline come lo yoga e il pilates che propongono esercizi di stretching dinamico e statico e al contempo allenano stabilità e forza, favorendo anche una corretta respirazione.

È importante iniziare a lavorare sulla flessibilità fin da piccoli: è dimostrato che se si inizia a favorire una buona flessibilità anche nell’età precedente lo sviluppo, questa si manterrà più a lungo. Ma la cosa più importante è cercare di mantenere il più possibile la flessibilità con l’avanzare dell’età e da anziani, in quanto un corretto grado di allungamento, e di conseguenza una postura corretta, consentono di compiere più agevolmente tutti i movimenti della vita quotidiana, di avere una maggiore resistenza alla fatica fisica ed una maggiore possibilità di movimento senza dolori e con minor fatica.

Essere più flessibili consente anche di mantenere una giusta lunghezza del passo, riuscire a fare le scale con più facilità, prevenendo il rischio cadute. Tutto sta iniziare con metodo e costanza e sotto una guida esperta e di settimana in settimana, anche iniziando in età avanzata, si potranno apprezzare notevoli miglioramenti in tutti i distretti dell’organismo.

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