Dopo la rabbia per la sentenza del Tas, che la obbliga a sottoporsi a una cura ormonale per poter partecipare ai Mondiali di Doha, la campionessa olimpica degli 800 metri si sfoga sui social
«Sapere quando andar via è saggio. Avere la capacità di farlo coraggioso. Farlo a testa alta dignitoso». Dopo aver risposto con una dichiarazione di guerra alla sentenza Tas che la obbliga a sottoporsi a una cura ormonale per poter partecipare ai Mondiali di Doha nella sua gara, gli 800, per Caster Semenya è il giorno dello sconforto. Con messaggi sul suo profilo twitter che lasciano pensare alla voglia di ritirarsi.
La Iaaf applicherà la "regola" del testisterone anche nei 1500
La Iaaf ignorerà quando disposto dal Tas di Losanna in relazione al caso Semenya e applicherà la regola sul tasso di testosterone, che prevede la riduzione dei livelli per le donne che ne producono troppo, anche per la gara dei 1.500 donne. Lo ha detto il presidente della federazione internazionale di atletica, Sebastian Coe.
Il Tribunale dello sport aveva regolato la vicenda dando ragione alla Iaaf sulla vicenda delle atlete iperandrogene ma stabilendo che con c'è «evidenza conclamata» che una tale condizione possa produrre dei vantaggi anche nella gara dei 1500. La Semenya, olimpionica e campionessa del mondo degli 800, avrebbe invece dovuto sottoporsi a cure ormonali per poter continuare a gareggiare nella prova 'reginà del mezzofondo.
Ma la Iaaf ha deciso d’ignorare tale considerazione e applicherà la regola anche nei 1500, specialità di cui in passato Coe è stato il 'rè
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