Non c'è pace per l’Inter che, dopo aver perso il derby, rischia di avere il Milan a pochi punti. I nerazzurri pareggiano infatti 1-1 contro l’Atalanta tra le polemiche, nate dopo il vantaggio di Esposito dal pareggio contestato di Krstovic e da un potenziale rigore non concesso nel finale. La gara inizia con un buon ritmo da parte dell’Atalanta, che dopo la debacle in Champions contro il Bayern torna al consueto 3-4-2-1 e ritrova Ederson, subentrato nella ripresa e tra i migliori in campo. Chivu invece lancia Sucic, volitivo e confusionario nel primo tempo, e ritrova la coppia Thuram-Esposito. La miglior partenza è dell’Atalanta, che mette in crisi la difesa nerazzurra coi movimenti di Scamacca, ma non si rende pericolosa dalle parti di Sommer. Col passare dei minuti la capolista alza il ritmo, ritrova un buon Barella e passa: assist del 23, Pio Esposito raccoglie e si sblocca con un Carnesecchi non perfetto nell’occasione. Sospiro di sollievo per il centravanti, che non segnava dalla Juventus ed era stato fortemente criticato per il derby giocato con Bonny.
Dimarco e Zielinski sfiorano il raddoppio, ma Carnesecchi blinda la sua porta e l’Inter ci riprova nella ripresa, con Mkhitaryan in più: il portiere è ancora decisivo, mentre Thuram spreca in due occasioni. L’Inter non sfrutta le sue occasioni, mentre l’Atalanta cambia pelle con Ederson e Krstovic, che danno più ritmo e verticalità alla squadra. La Dea cresce col passare dei minuti, Carlos Augusto evita il pari e poi arriva l’episodio che cambia completamente l’esito della partita. La caduta di
Denzel Dumfries a pochi metri dall’area, il pallone sputato da
Yann Sommer, la zampata di
Nikola Krstovic e il boato strozzato di
San Siro: in tre, forse quattro secondi – un’eternità nel calcio – si è compressa la scintilla che ha acceso il dibattito del sabato. E' quel frangente, tra l’
81’ e l’
83’, a prendersi tutta la scena: contatto su
Dumfries, vantaggio concesso, respinta di
Sommer, tap-in di
Krstovic. L’
arbitro Gianluca Manganiello indica il centrocampo, tra le proteste nerazzurre e il cartellino rosso al tecnico
Cristian Chivu. Sulla dinamica, sui limiti del
VAR e sulle conseguenze regolamentari possibili, proviamo a fare ordine: cronaca, moviola, opinioni e scenari. Da qui la partita diventa nervosa e tesa, con l’Inter che si butta a capofitto in avanti e chiede un rigore (non fischiato) su Frattesi. Finisce così, con un pari che porta la capolista a quota 68 punti e consegna al Milan la chance di portarsi a -5, battendo la Lazio. L’Atalanta, invece, interrompe una striscia di cinque ko e sale a quota 47 punti.
Attimo per attimo l’azione contestata
80:45 – La pressione che cambia l’inerzia
L’Atalanta guadagna metri. Entra nel vivo Kamal-Deen Sulemana, fresco di energie dalla panchina. La squadra di Palladino alza il baricentro e rompe la trama dell’Inter che fino a quel momento aveva gestito senza grandi affanni, sprecando il 2-0 in almeno un paio di circostanze nitide.
82:30 circa – Il contatto Dumfries–Sulemana
Sulla corsia destra, Sulemana pressa Dumfries: olandese a terra, Manganiello fa segno di proseguire. È qui che nasce la contestazione dei nerazzurri: per l’Inter è un fallo in uscita, per l’arbitro è un duello fisico nell’ordine della “spalla-spalla”/vantaggio. La sfera resta giocabile, il pallone arriva verso l’area.
82:40 – La respinta di Sommer
Conclusione atalantina, non abbastanza angolata: Sommer respinge corto. Un frammento di secondo in cui le marcature si perdono e i difensori interisti restano piantati un passo indietro.
82:42–82:45 – Krstovic, la zampata
È Nikola Krstovic, uomo-copertina del momento in casa Atalanta, a piombare sul pallone e a insaccare.
82:50–84:00 – Le proteste e il rosso a Chivu
L’Inter protesta in massa. Chivu eccede nelle rimostranze e viene espulso. Nessuna on-field review per il contatto su Dumfries: si riprende a giocare. È la scelta che pesa sulla discussione del dopo gara e che chiama in causa il protocollo VAR.
La moviola: cosa dice il regolamento (e cosa può fare il VAR)
- Il VAR può intervenire solo su “situazioni che cambiano la gara”: gol/non gol, rigore/non rigore, cartellino rosso diretto e scambio di identità. In caso di rete, è esplicitamente verificabile un’eventuale infrazione dell’attaccante nella fase immediatamente precedente (la cosiddetta Attacking Phase of Play). Se l’Atalanta avesse commesso un fallo su Dumfries nel build-up del gol, l’intervento del VAR sarebbe stato ammissibile, ma solo se il contatto presentasse i requisiti di “chiaro ed evidente errore” rispetto alla valutazione di campo.
- Nella casistica IFAB, “infrazione della squadra attaccante nella costruzione o segnatura della rete” è voce tipizzata: un fallo non rilevato in APP può portare all’annullamento della rete, se chiaramente dimostrabile al video. È il cardine giuridico dell’episodio.
- Il principio-guida resta però la soglia del “clear and obvious”: senza evidenza sufficiente, il VAR non può ribaltare la percezione dell’arbitro a velocità reale. In altre parole: se il contatto Sulemana–Dumfries è “al limite” e non presenta parametri oggettivi (gamba tesa, spinta plateale, uso delle braccia fuori controllo) che al video appaiano inequivocabili, la conferma di campo diventa l’esito più probabile.
- Da ultimo, va ricordato che il VAR non può rivalutare ogni micro-scontro precedente: la APP ha un’estensione temporale e tecnica limitata, e le competizioni possono prevedere che, al termine del “check silente”, si comunichi l’esito. Nelle più recenti indicazioni IFAB – efficaci dal 1 luglio 2026 ma adottabili prima dai tornei che lo desiderano – è anche prevista la possibilità per l’arbitro di annunciare al pubblico la decisione dopo una review prolungata: un’innovazione che punta a rendere più trasparente proprio ciò che ieri è rimasto implicito.
Applicazione al caso Inter–Atalanta
- La decisione di Manganiello di lasciare correre sul contatto Sulemana–Dumfries rientra nella discrezionalità di campo prevista dalla Legge 5. In assenza di una on-field review, si può dedurre che il VAR (Matteo Gariglio, Daniele Chiffi in supporto) abbia effettuato un check rapido, senza individuare gli estremi di “chiaro ed evidente errore”. La rete di Krstovic, dunque, resta valida a norma di protocollo.
- La sequenza “caduta di Dumfries – tiro – respinta di Sommer – tap-in di Krstovic” non presenta elementi di fuorigioco o di tocchi di mano evidenti. Il nodo è esclusivamente fallo sì/fallo no all’origine. Senza evidenza dirimente, la conferma della decisione di campo è coerente con la prassi applicata in Serie A e nei principali campionati.
SERIE A - 29^ GIORNATA

Torino - Parma 4-1
Inter - Atalanta 1-1

Napoli - Lecce 2-1
Banda è rimasto a terra per un malore all’88' della partita col Napoli, e attorniato da tutti i giocatori. Banda sarebbe rimasto cosciente, ma è stato trasportato nel silenzio assoluto dello stadio Maradona, atterrito dall’episodio, in barella a bordo campo dove è atteso da un’ambulanza
Udinese - Juventus (14/03, ore 20.45)
Verona - Genoa (ore 12.30)
Pisa - Cagliari (ore 15)
Sassuolo - Bologna (ore 15)
Como - Roma (ore 18)
Lazio - Milan (ore 20.45)
Cremonese - Fiorentina (16/03, ore 20.45)
LA CLASSIFICA

