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Bruges, il gioiello fiammingo

Bruges, il gioiello fiammingo

di Luca Pelagatti

09 Ottobre 2021,12:30

Un viaggio autunnale nella malìa della città di Bruges

La bellezza, è ovvio, non ha stagioni. Ma alcune cose belle, in determinati momenti, splendono di più. Non ci credete? Allora partite subito per Bruges, gioiello fiammingo col cuore nel Medioevo,  che in questa stagione diventa irresistibile. Sarà il colore degli alberi infiammati dall'autunno tra le case di mattoni, sarà il cielo basso del nord che si fonde con l'acqua immobile dei canali, sarà la chiazza candida di un cigno che scivola sotto un ponte o la carezza tiepida di un caffè dove fermarsi per una birra d'abbazia. Saranno questi e molti altri motivi: ma anche il più duro di cuore finirà per innamorarsene. 
Una infatuazione, per di più, facile: questa è una città piccola, da girare a piedi, senza fretta, concedendosi lunghe soste e lasciando andare i piedi sulle tracce della curiosità, cercando  uno scorcio nuovo, uno slargo inatteso dove scattare foto. E dove riempirsi gli occhi in quel centro solcato dai canali che, non a caso, dal 2000 è diventato uno dei Patrimoni dell'Umanità (www.visitflanders.com).

 Il risultato, ovvio, è che molti turisti arrivano qui e le strette strade sono spesso fastidiosamente affollate. Ma in questa stagione, invece, il silenzio torna ad avvolgere i palazzi dei mercanti che qui, nel XIV secolo, arrivavano da tutta Europa per  contrattare le stoffe fiamminghe. Non era una capitale politica ma economica: e tanta ricchezza, sotto forma di bellezza, è arrivata sino a noi. Lo si capisce partendo dalle sue due grandi piazze: Markt e Burg. Da una parte lo spazio del mercato, dall'altro il luogo della politica. Insieme, l'alleanza del potere. Nel Burg, tra palazzi raffinati,  sorge ancora il Municipio dove dettavano legge i Conti delle Fiandre e dove la sala gotica affrescata racconta per immagini la storia di Bruges. La stessa storia che si ritrova nella curiosa basilica del Sacro Cuore: è su due livelli assai diversi tra loro, uno sopra e uno sotto, uno romanico e uno gotico, concreta dimostrazione delle tante anime stratificate in  questa città. 

Città di potenti e di mercanti, abbiamo detto: questi ultimi si ritrovavano nella vicina Markt dove, adesso, si siede nei caffè a godere cioccolata e birre sotto il soffitto di quelle che furono le case delle corporazioni mentre incombe la grande mole del campanile  Beffroi, 83 metri e 366 gradini, sorto dove a fine 1200 fremeva di vita  il Waterhalle, il mercato sull'acqua: era il deposito delle merci che arrivavano attraverso i canali sino dalle più lontane città della lega Anseatica.
 Poi, col tempo, il canale principale si insabbiò, la storia prese vie differenti, e Bruges iniziò a declinare. Senza perdere, però, mai la sua malìa. 

Per assaporarla, come detto, occorre camminare alzando gli occhi sui palazzi o seguire il reticolo dei canali cercando gli scorci più celebri come quello di Rozenhoedkaai. Volendolo descrivere si dovrebbe dire, banalizzando,  che era il porto dove si commerciava il prezioso sale, circondato da palazzi antichi, ponti e balconi illuminati. Ma vedendolo  dal vivo è invece un batticuore medievale, un frammento di una opera di Van Eyck come quelle che stanno al vicino museo Groeninge. La differenza è che non è dipinto su una tela. Da qui, partono alcuni percorsi attraverso la città che vale la pena anche di scoprire partecipando alle veloci crociere sui canali che regalano prospettive diverse su case coi tetti a gradoni e banchine di pietra. 

Camminando  invece verso nord dalle piazze si arriva nel quartiere anseatico, dove avevano la sede i mercanti arrivati da lontano: ancora oggi i nomi delle strade parlano di spagnoli e tedeschi e c'è persino una casa chiamata dei genovesi mentre poco lontano esisteva una locanda appartenente alla famiglia De Beurse dove tutti si ritrovavano per contrattare: la parola Borsa deriva dal nome di quell'oste e il primo nucleo di economia globale è nato  proprio tra queste case basse. 
Ma siamo qui per cercare la suggestione dell'autunno e per forza dobbiamo andare a inseguire i colori della natura. Per farlo basta percorrere le strade in direzione sud e raggiungere il Minnewater: tradotto dal fiammingo significa lago dell'Amore e, al di là della trovata di marketing, il nome ci sta tutto. Un tempo qui ormeggiavano i barconi che portavano spezie e zucchero mentre ora navigano solo anatre e cigni. Intorno case con le torrette, salici piangenti e alberi colorati, resti di antiche fortificazioni. In estate viene scelto anche come luogo per i picnic mentre ora, con la fresca aria del nord, va bene per una passeggiata diretti verso la prossima meta. Perfettamente fiamminga e autunnale. Stiamo parlando del Begijnhof, il beghinaggio, ovvero un grande cortile circondato da case tutte uguali dove per secoli hanno vissuto le beghine, donne che vivevano in una sorta di comunità monastica ma senza aver preso i voti, senza essere realmente suore. Ora, le beghine non ci sono più e quelle casette sono abitate solo alcune benedettine, ma quello spazio alberato, con al centro una chiesa è una specie di bolla di silenzio. In questo periodo le case bianche spruzzate dal colore degli alberi sono una tavolozza sorprendente e soprattutto sarà facile fermarsi a godersi il momento senza avere  nessuno intorno. Poi, di nuovo, sarà tempo di tornare verso il centro. Una doverosa sosta la merita la chiesa di Nostra Signora: un po' perché con la sua torre alta 115 metri  è considerata la seconda costruzione di mattoni più alta al mondo ma soprattutto per le opere che conserva. C'è una Madonna col bambino di Michelangelo, tombe imponenti e altri capolavori  davanti a cui sostare prima di tornare tra le strade che sfiorano i canali. Ormai è tempo di una sosta anche se gli appassionati non perderanno l'occasione per scoprire tutto sui mitici merletti fiamminghi visitando il museo dedicato ai pizzi che sorge in quello che fu un vecchio ospizio. 

Noi, piuttosto, cerchiamo un locale accogliente, caldo di tepore, pietra e  di legno: si chiama Le trappiste, sta ad appena 300 metri dalla piazza Markt e si trova sottoterra, in una cantina con le volte a botte vecchia di 800 anni. A disposizione ci sono oltre 120 tipi di birre tra cui, è ovvio, quelle prodotte dai monaci non lontano da qui. Con un bicchiere in mano, a guardare quegli archi antichi sopra la testa, sembra di essere ai tempi dei mercanti. Quando Bruges era una capitale e di denari e commerci. E non solo di bellezza come è oggi.

Info
Come arrivare
Aereo e treno

Per arrivare a Bruges (www.visitflanders.com) gli aeroporti più vicini sono quelli di  Bruxelles e Charleroi. Il primo è lo scalo principale del paese e ha molti collegamenti con i vari paesi mentre il secondo  si trova a circa 45 chilometri a Sud di Bruxelles e riceve voli delle low cost. Poi, da Charleroi si può prendere un bus che in meno di due ore porta a Bruges. Dall'aeroporto di Bruxelles invece si può scendere al piano interrato dove c'è la stazione ferroviaria da dove prendere un treno per Bruges. I treni sono frequenti e impiegano meno di un'ora.  Da sconsigliare invece la macchina: il centro di Bruges è quasi tutto pedonalizzato e i parcheggi sono molto costosi.

Una gita
Ostenda

Bruges è un posto perfetto per trascorrere un weekend tra bellezza e natura. Ma volendo andare a scoprire altre destinazioni a poca distanza - ricordiamoci che il Belgio è un piccolo paese e le Fiandre si girano comodamente in treno - si può prendere in considerazione di andare a gettare lo sguardo sul Mare del Nord arrivando a Ostenda che dista solo 27 km (o una ventina di minuti). In questa stagione, ovviamente, le lunghe spiagge non sono praticabili per prendere il sole ma qui si può passeggiare comunque scoprendo la città, nata come villaggio di pescatori e diventata un luogo di villeggiatura. E di buon cibo: la sua posizione sul mare e la tradizione di pesca hanno fatto si che sia uno dei luoghi migliori per i gourmet.  In città ci sono moltissimi ristoranti, da quelli più esclusivi ad accoglienti bistro e tra le specialità del posto ci sono la sogliola atlantica, le ostriche, le crocchette di gamberi e pomodori ripieni di gamberi.
 

 

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