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Toscana, l'eredità degli etruschi nella terra dei butteri

Toscana, l'eredità degli etruschi nella terra dei butteri

di Luca Pelagatti

10 Agosto 2020,09:18

Alla scoperta dei tanti volti della Maremma. Dalla cinta muraria di Grosseto alle paludi che accarezzano il mare

E' la Toscana dei butteri e delle mandrie allevate allo stato brado, ma anche dell'istrice e dei  caprioli nella pineta, della volpe, della macchia mediterranea che avvolge di  profumi e di colori. È il parco regionale della Maremma, l’oasi verde di 9mila ettari che si estende lungo il tratto di costa compreso tra Principina a Mare e Talamone, nei comuni di Grosseto, Magliano in Toscana e Orbetello.
Protagonisti del paesaggio sono i monti dell'Uccellina, verde scenario reso ancora più speciale dall'incontro inatteso con i resti di vecchie torri d'avvistamento e d'una abbazia cistercense. Ai loro piedi poi si spalanca il  Tirreno, con lunghe distese di spiagge e coste rocciose e la piana delle foci dell'Ombrone.

Paludi e spiagge
Il parco comprende 25 chilometri di costa,  una catena di colline che discende verso il mare con spiagge sabbiose e scogliere, circondata da paludi, pinete, campi coltivati e pascoli. Tra i profumi intensi di erbe aromatiche, le bacche colorate e i richiami degli animali, il parco accoglie il visitatore mostrando il suo lato dolce ma anche selvaggio. E la presenza di ambienti tanto diversi rende questa zona davvero speciale. Si alternano infatti le  lunghe spiagge sabbiose, la dorsale dei verdissimi Monti dell'Uccellina, che arrivano ai 471 metri di Poggio Leggi, la pineta di Marina di Alberese, la foce del fiume Ombrone e le paludi della Trappola, dove i bovini di razza maremmana vivono stato brado.
Il parco si può visitare a piedi, seguendo la rete di sentieri per il trekking e il Nordic Walking, ma anche in bici, a cavallo, in carrozza, in canoa e persino cavalcando un asino, un'escursione pensata appositamente per i bambini.

Grosseto  e le sue mura
Ovviamente una gita in questi luoghi prevede per forza una sosta a Grosseto, sulla  pianura attraversata dal fiume Ombrone a pochi chilometri dalla costa tirrenica.
Lo sviluppo di questa città è più recente rispetto agli antichissimi borghi che sorgono in Maremma, e potremmo identificare la sua nascita nel 935, anno in cui Roselle venne completamente distrutta dai pirati Saraceni.
Sin dal 1336, Grosseto fu un dominio senese e si arrese ai Medici solo nel 1559, dopo la battaglia di Montalcino. La città trovò la sua forma attuale solo nel Novecento, grazie alle opere di bonifica nei suoi dintorni.
Il centro storico è racchiuso da una cerchia muraria medievale totalmente integra e splendidamente conservata.
All’interno delle mura una sosta doverosa è quella in piazza del Duomo, chiamata anche piazza Dante, su cui spicca la facciata in marmi bianchi e rosa della Cattedrale di San Lorenzo, il monumento più importante della città, costruita nel XII secolo. 
L’interno della cattedrale presenta è imponente e custodisce interessanti sculture come il fonte battesimale in marmo di Antonio Ghini.
È possibile anche ammirare il cassero senese, uno dei quattro bastioni eretti lungo la cinta muraria, insieme a quello di San Pietro, quello senese ed il torrione della porta: fu costruito all’epoca della dominazione della Repubblica senese e fu portato a termine nel 1345. Lungo la passeggiata sui bastioni, da non perdere, la visita alla Chiesa e Convento di San Francesco.
Un bel modo per entrare in contatto con i segreti di una città poco conosciuta ma ricca di storia può certamente essere una visita al Museo archeologico e d’arte della Maremma. Nel centro storico di Grosseto ha sede anche il Polo culturale Le Clarisse che ospita al suo interno sia il nuovo Museo collezione Gianfranco Luzzetti, con capolavori databili tra il XIV e il XIX secolo tra dipinti e sculture, sia lo spazio espositivo Clarisse Arte, riservato a mostre contemporanee e sede di un centro di documentazione. Infine si consiglia una visita al Museo di storia naturale della Maremma con i suoi reperti, rocce, minerali e ricostruzioni ambientali.

Roselle e la sua storia
Quindi si deve uscire verso la pianura e solo dopo 8 km ecco i resti di Roselle, la  più importante città dell'Etruria,  abbandonata durante il medioevo, quando la popolazione si trasferì a Grosseto.
Dopo sporadiche esplorazioni effettuate alla fine dell'Ottocento, dal 1942 sono state effettuate campagne di scavo regolari che hanno riportato alla luce la città.
Gli scavi consentono di vedere ampie sezioni della cinta muraria (circa 3 chilometri),i resti della città romana (foro, cardo maximus, basilica forense di età imperiale, e residenze signorili) e, su un colle, parti di un piccolo anfiteatro e di impianti termali.
Scavi più profondi hanno rivelato l'impianto urbano di età tardo arcaica, con abitazioni e laboratori artigiani del VII-VI sec. a. C.
Quando la Maremma dei butteri era abitata da suoi primi abitanti.
 

© Riproduzione riservata

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