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E'uno dei simboli del Rinascimento e una delle opere più celebri di quello scrigno di meraviglie che è il museo degli Uffizi.
Ma non è finita: questa primavera fiorentina regala un'altra, nuova possibilità: questa volta all'interno della Galleria dell’Accademia. Dopo molti mesi di chiusura, durante i quali è stato realizzato un nuovo impianto di climatizzazione e illuminazione, il museo è finalmente visitabile: con le sale dedicate alla pittura del Duecento e del Trecento e la Sala del Colosso completamente rinnovate. E con in più opere che tornano a casa dopo essere andate in giro per il mondo a raccontare la Grande bellezza del Rinascimento italiano.
Proprio in queste ore stanno rientrando due dipinti di Botticelli che erano stati mandati in tour: si tratta della Madonna col Bambino Giovanni Battista e due angeli, un’opera giovanile del pittore prestata al Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck per la mostra dedicata alle Madonne di Botticelli e la Pala del Trebbio, esposta nella grande mostra dedicata dal Museo Jacquemart-André di Parigi alla bottega del Botticelli. Ora, questi capolavori tornano a casa ma ogni prestito deve essere ricambiato: ed ecco allora che sempre in questi giorni nella Galleria il busto di Michelangelo, appartenente alla collezione del museo parigino per la mostra che raccoglierà, per la prima volta, le nove effigi in bronzo attribuite a Daniele da Volterra che ritraggono Michelangelo Buonarroti.
A questo punto, dopo una doverosa pausa in una delle tante trattorie fiorentine (www.visittuscany.com), potremo andare a rendere omaggio alla divina di cui abbiamo parlato all'inizio: la Primavera. Lei, bellissima e misteriosa, ci aspetta nella sala degli Uffizi: il soggetto è mitologico, l'interpretazione ancora dubbia. Ma una cosa è sicura: è bellissima. Come la Firenze che le sta intorno. Che ogni volta, vezzosa, si svela un po' di più. Ma senza concedersi mai fino in fondo.
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