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Alla scoperta delle Cicladi: Andros

Ritrosa bellezza, Andros non è lontana da Atene. Ma è un tesoro ancora da scoprire

22 Luglio 2024, 09:49

Atene dista meno di due ore di traghetto e questa è la seconda isola più grande delle Cicladi. Eppure, se chiedete, anche a chi si fa vanto di amare l'Egeo, «Come è Andros?» probabilmente riceverete risposte vaghe e sguardi smarriti. Già, perché questa isola, che di per se sarebbe una perfetta sintesi di Grecia è ancora fuori dal turbine ondivago del turismo da social. E se da una parte è un peccato - perché l'isola merita e non poco – dall'altro chi la conosce se ne compiace. Pensando così di poterla tenere un po' più per sé.
D'altra parte le moine piacione di Santorini o la movida giovanile di Mykonos qui non ci sono: in compenso c'è una mare splendido, villaggi autentici e diversi, un entroterra pieno di verde – la brulla ruvidezza delle Cicladi qui non si nota – e molte cose da vedere. Persino un museo di arte moderna che non stonerebbe in una città del nord Europa. Nella patria delle statue in marmo e degli antichi frontoni è una vera sorpresa.
Ma ovviamente siamo in Grecia e sempre sbocciano miti e leggende. Tanto che si dice che qui governasse il figlio di Apollo anche se poi, più prosaicamente, l'isola è passata sotto i Veneziani e gli Ottomani. Ma soprattutto è stata culla per una generazione di armatori. Si, ad Andros, infatti, sono nati molti di quei sognatori del mare che hanno fatto grande la Grecia tanto che nel 1939 l'isola era seconda solo al Pireo per numero di navi immatricolate. E qui nacque quel Dimitris Moraitis che per primo lanciò i transatlantici che collegavano l'Egeo con l'America.
Storie del passato, si potrebbe obiettare. Vero ma non solo: perché basta andare nella Chora, il capoluogo dell'isola, per capire che non è solo storia. Qui, più che il solito trionfo di architettura cubista in bianco e blu, spiccano palazzi neoclassici con cigni in ferro battuto sui balconi, stemmi di famiglie, strade lastricate di marmo grigio. E dettaglio straordinario, invece di arroccarsi su una collina, estrema difesa da pirati e grattacapi, si protende verso il mare. Alla sua estremità, poi, un faro che pare dipinto da un bambino dispettoso e, davanti ai resti di un castello medievale, una piazza: in mezzo la statua al Marinaio Invisibile, omaggio a tutti coloro che si persero per mare. L'acqua in fondo, è tutta intorno e ci sta: ma prima di dedicarsi a tuffi e bagni di sole entrate nel Museo di Arte Contemporanea voluto nel 1979 dagli armatori-mecenati Basil ed Elise Goulandris. La sede principale è ad Atene - e vale il viaggio fin sotto il Partenone - ma anche qui, con vista sul blu, spesso ruotano opere di Picasso, Kandinsky o Paul Klee.

L'isola però, l'abbiamo detto, è grande e si deve partire per andarla a scoprire: le spiagge più belle e selvagge – quelle sabbiose di Zorkos, Vitali, Vori e Achla – si trovano lungo la costa nordorientale e per raggiungerle occorre percorrere ripide strade che si inerpicano tra colline, uliveti e canyon scavati dall'acqua. Ad Andros, infatti, ci sono anche sorgenti e questo spiega perché all'improvviso spuntino cipressi e psichedeliche chiazze di bouganville sullo sfondo di spianate che paiono scozzesi. Ma il turchese che occhieggia sempre dietro una curva ricorda che questo è Mare Nostrum.
La costa, in generale, è rocciosa e scoscesa ma ci sono oltre trenta spiagge di tutti i generi, spesso con un tratto attrezzato e lunghi spazi liberi punteggiati, qua e la, da rilassate taverne. Sceglietene una a caso, stappate una birra e prendetevi il tempo per respirare il profumo delle erbe selvatiche portato dal meltemi. Se volete invece un po' più di mondanità ci sono le due città a sud. La prima è Gavrio, il porto dell'isola, il luogo in cui si arriva e si parte. Ha la solita infilata di bar e localini, qualche market e due banche e il ritmo sonnacchioso della giornata accelera solo quando si approssima un traghetto. Poco lontano si trova la bella spiaggia di Pisolimnionas, una specie di piscina ai piedi di una collina color ocra, mentre proseguendo verso est ecco la sabbia di Golden Sand e Kipri. Qui ci sono bar sulla spiaggia, musica, ombrelloni e nelle giornate di vento – ovvero spesso - kite surf. Ma anche taverne per ricche insalate con le olive e la feta. La reginetta dell'isola è poco lontana: è Batsi, spaparanzata in una ampia baia con un piacevole lungomare che di sera diventa pedonale e dove tutti si trovano per la cena, un ouzo e guardarsi intorno. Ci sono anche spiagge a due passi e volendo qui si potrebbe trascorrere l'intera vacanza senza neppure fare più di poche centinaia di metri.

Il museo d'arte
Non solo bagni in mare
Non solo spiagge. Ad Andros si trova un museo speciale. Che non ti aspetti certo su un'isola tutto sole e mare. È il Museo d'arte contemporanea della Fondazione Basil and Elise Goulandris, fondato nel 1979 che espone le opere dello scultore M. Tombros, originario di Andros ma anche una importante collezione di artisti di tutto il mondo. Nel 1986 il museo ha aggiunto una nuova ala e nel corso degli anni questa sezione ha ospitato mostre di maestri come Picasso, Matisse, Kandinsky, Henri Cartier-Bresson, Balthus e Paul Klee in collaborazione con la omonima galleria di Atene.

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