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E' l'estate il momento migliore per andare a scoprire l'Islanda

E' l'estate il momento migliore per andare a scoprire l'Islanda

02 Agosto 2024, 13:28

È il primo. Se fosse di carne e non di vapore certamente sarebbe un re. Il suo nome è Geysir, dimostra qualche acciacco per i suoi ottomila anni e il suo regno è nel cuore fumante del Parco Nazionale di Ƥingvellir. E visto il blasone, cosa non da poco, tiene a battesimo l’intera categoria. I geyser infatti, tutti quegli enormi sbuffi di vapore che arrivano dal centro della terra, si chiamano così in suo onore. Ci sarebbe da farsi travolgere dall’orgoglio ma il vecchio Geysir non è tipo da cedere alle lusinghe. Anzi. E’ talmente schivo che da quando i turisti sgarbati lo hanno profanato con una volgare pioggia di sassi ha smesso di eruttare. O meglio: di farlo a piacere degli uomini. Così dei suoi clamorosi sbuffi alti anche 80 metri resta solo qualche svogliata traccia. E soltanto quando ne sente il desidero. A riprova che un vero re può forse essere detronizzato ma mai vinto.

Vi sembra una favola? Allora non conoscete l’Islanda. Qui tutto è intriso di leggende e di miti. Ma anche di lava, vapore e sorrisi da elfi. Quindi fate come i bambini: mettete scarpe comode e spalancate gli occhi alla sorpresa. Poi iniziate a guardarvi intorno. Che quest'isola, remotissima ma ormai raggiungibile con qualche ora di low cost, ha sempre una sorpresa da riservare a chi arriva da terre dove la convivenza con un vulcano non è la prassi.


La partenza è, per forza, da Reykjavik, la capitale più a nord del mondo. Se pensate che è stata fondata nell'874 potreste immaginare una città come le nostre, piene di monumenti e storia: ma non è così. Piuttosto vale la pena di riflettere sul suo nome che, più o meno, significa «baia del fumo». Non è un caso: ad ogni angolo di strada ci sono strani tubi che fanno sfiatare i soffioni che premono sotto le case. Ce n'è uno persino nel Perlan, un enorme edificio che ospita un museo e un blasonato ristorante. Dopo un po' quando erutta non ci si fa neppure più caso. E si ordina una altra porzione di merluzzo. Per il resto è una città piacevole e comoda dove si vive bene - a parte i costi decisamente elevati. In questa stagione il sole si corica giusto un paio d'ore durante le quali il cielo mostra una alba perenne e la movida locale, che si chiama «runtur» riempie i tanti pub. Tutti sono gentili e rilassati e dopo una birra Viking probabilmente vi chiederanno da dove arrivate. Quasi sempre la risposta «Italia» scatenerà sorrisi entusiasti.

Ma se siamo arrivati fino a qui ovviamente vogliamo vedere il resto dell'isola. In realtà girarla tutta richiede molto tempo per cui quasi tutti scelgono di visitare quello che viene chiamato normalmente Circolo d'Oro. E' un itinerario che si può fare in poco tempo che però permette di scoprire i luoghi più spettacolari. Anche perchè qui la natura tende ad esagerare. Lo si coglie quando si fa sosta nel parco nazionale Thingvellir: ci sono distese di lava, ruscelli, panorami da telefilm e pareti scolpite e degli strani avvallamenti: quello è il punto in cui la faglia europea e quella americana si separano. Come dire: si cammina su un trattato di geologia in perenne movimento. Ma non solo: proprio qui prima dell'anno 1000 i vichinghi fondarono il primo parlamento al mondo. Per capire dove occorre cercare Lögberg, la Roccia della Legge. Pensare a quei guerrieri che dibattevano con le spade sguainate fa una certa impressione. La stessa che si prova di fronte alla cascata Gullfoss: in un paese dove le cascate sono ovunque questa è un po' una star. L'acqua vola per oltre 30 metri tra arcigne quinte di basalto mentre l'arcobaleno creato dal vapore è perenne. Camminando sulle passerelle di legno che la circondano in alcuni momenti, quando il sole gioca con le gocce, sembra di essere in un caleidoscopio. Prossima tappa, come anticipato, dai giganti di vapore: i geyser. Se dovete immaginare l'Ade pensatelo così. Ci sono pozze, zolfatare, bocche che sbuffano e giganteschi getti che eruttano. Il vecchio Geysir è stanco ma il suo vicino Strokkur spara vapore a 100 gradi per 30 metri in cielo. Il bello è che lo fa ogni sei minuti mentre la potenza della Terra, per un po' pare placarsi. Ma siamo in Islanda: dura poco. Per rilassarsi allora conviene puntare verso la penisola di Reykjanes, un dito di roccia bigia costellato da cittadine tranquille attorno a cui pascolano i pony locali. Sulla costa si trova la Laguna Blu, una delle attrattive più visitate del paese: è un centro termale con acqua ricca di minerali che sgorga a 39 gradi. Si fa il bagno, ci si spalmano i fanghi, ci si rilassa. Almeno se quello che sta sotto lo permette: di recente alcune eruzioni hanno costretto a chiudere tutto e allontanare i turisti. Ma non stupitevi: qui è la natura che comanda, noi siamo solo ospiti. E il vecchio Geysir, che lo sa, quando sbuffa, un po' pare pure prenderci in giro.

Da sapere

Quando andare
Con giornate lunghe e soleggiate il periodo migliore è quello da giugno ad agosto. I prezzi raggiungono il picco in questo periodo dell'anno e occorre prenotare con anticipo. Sebbene sia il periodo più affollato e più costoso, sarete ricompensati dalla luce diurna infinita, numerosi festival e tutte le strade aperte.

Come arrivare
L'Islanda si raggiunge con voli diretti da MIlano con la compagnia Wizz Air ma anche da Bologna con la compagnia di bandiera Iceland air. L'aeroporto internazionale di Keflavik è situato a 50 km a sud della capitale Reykjavik ed è collegato ad essa da mezzi pubblici,

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