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Tra Courmayeur e il monte Bianco per un ultimo assaggio d'inverno

Tra Courmayeur  e il monte Bianco per un ultimo assaggio d'inverno

Skyway Monte Bianco In soli 15 minuti con questa incredibile funivia si raggiungono i 3466 metri. Di fronte alla vetta del Monte Bianco.

18 Marzo 2026, 21:40

Ci sono luoghi di montagna che non hanno bisogno delle Olimpiadi per vincere la medaglia della bellezza. Come Courmayeur (www.courmayeurmontblanc.it), quella «curia maior» degli antichi, così in voga anche fra i moderni a cui ha dedicato una «Ode barbara» anche Giosué Carducci, cantando uno dei ghiacciai più fatidici, la Brenva, che lambisce ancora oggi traforo, fiume ed un santuario amatissimo. I Romani, ben prima, ne avevano fatto un avamposto in Val D'Aosta (www.lovevda.it) lungo la via delle Gallie perché c’era abbastanza sole per accamparsi e anche per far maturare un bel vitigno eroico, come il Prie Blanc, che è arrivato fino a noi. Non solo: qui c’erano anche acque preziose che, ancora, sono l’oro liquido, custodito alle terme di Pre Saint Didier.

E allora, dici Courmayeur, ma non «strisci solo lo ski pass», come in una hit disco dance di qualche inverno fa. Quassù si sale non solo per una polenta nei locali giusti, come ricordava il ragionier Fantozzi nel suo film cult. Azzurri di sci? Qui ne sono cresciuti a decine e alla più grande di tutte, Federica Brignone, hanno dedicato anche una pista a Col Checrouit. Si tratta della «storica» Aretù, una delle perle di un comprensorio che si allunga a 100 km di discesa.
I tracciati da non perdere? La pendenza a metronomo del muro dell’Internazionale, le gobbe della Bertolini, la perfezione dei tre muri della Gigante o il silenzio della Youla. Courmayeur è un walzer sulla neve e ha da sempre due anime. Chi arriva quassù per sciare si innamora anche del dopo sci. Chi ci viene soprattutto per l’apres ski, si ritrova poi a muovere i primi passi sulla neve. Per esempio grazie alla funivia Skyway (www.montebianco.com/it). Con le guide alpine si sale a contemplare il «mare di ghiacci», in sicurezza e in cordata. Oppure si può leggere un libro nella libreria più alta d’Europa. Ed ancora, bere un calice di quel pas dosé che spumantizza, grazie alla collaborazione con Cave du Mont Blanc ed università di Torino, in una cantina a 2173 metri, nella stazione intermedia di Pavillon.

Serve un’occasione speciale per un brindisi d’alta quota? Courmayeur ne ha almeno due: fra 2025 e 2026 si sono passati il testimone la società delle Guide alpine, che ha compiuto 175 anni e la Scuola di Sci Monte Bianco che spegne 90 candeline. Entrambe sono, nelle rispettive categorie, i sodalizi più antichi d’Italia. Per ripercorrere le gesta dei leggendari Rey, Petigax, Ottoz, Ollier e tutte le grandi famiglie di guide alpine, oltre che dell’insuperabile Walter Bonatti, si può «scalare» il percorso del rinnovato museo delle Guide, di fronte alla chiesa di san Pantaleone, mentre al piano inferiore, restaurato anche il bar, ci si scambiano ancora consigli e perché no, qualche buon drink pensando alla prossima gita.
Le «olimpiadi di Courmayeur» proseguono in val Ferret. Tutti la conoscono per lo sci di fondo e per quella prima salitella con cui raggiungere una cappelletta dalle misure così piccole da somigliare ad una piccola poesia. Con gli sci, o a piedi, ci si inoltra per 5 km fino a Lavachey dove gustarsi sole, polenta ed altre leccornie valdostane. Dopo lo sci, c’è il ghiaccio: al Courmayeur Sport Centre che, per anni, ha ospitato anche la nazionale di short track, si pattina, si gioca anche a curling, padel, tennis e si arrampica indoor: il 21 marzo qui arriverà anche Giorgio Panariello con il suo show «E se domani…».

La fuori, invece, il borgo di Courmayeur è rimasto un gomitolo di vicoli, fra lavatoi, scale e baite scavate nel legno. Poi c’è via Roma: lei sì, che è lo struscio dove si va per guardare, ma anche per essere visti. Da pochi mesi nel cuore del paese è rinato anche il salone dell’auberge de l‘Ange. E’ un tuffo nel passato e nell’eleganza di fine Ottocento, quando, a queste latitudini, venivano a passare le acque la nobiltà, ma anche gli sportivi che han fatto la storia dell’alpinismo. Oggi sta per diventare un hub di attività legate alla sostenibilità ambientale. Poco oltre, su un muro sempre al sole, c’è una meridiana, pardon, un cadran solaire. Tutti la conoscono, ma spesso ci si passa accanto troppo affaccendati. Il suo motto recita: «Bien faire et laisser dire». E chi si ferma a leggerlo, sorride e poi riprende a camminare. Ad una nuova velocità. Quella del cuore.

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TH Courmayeur
A Entreves, a pochi passi dalla funivia Skyway Monte Bianco e vicino al centro di Courmayeur, questo hotel ristrutturato di recente offre la possibilità di vivere tutte le esperienze della zona sia d'inverno sia d'estate. Bella la spa con piscina esterna con vista sul Bianco.
www.th-resorts.com/it
Locanda Belvedere
Nel cuore della Val Ferret un ristorante curato ed elegante ricavato in una baita di pietra e legno. Cucina del territorio valdostano con tocchi creativi e molta atmosfera.
www.ristorantelocanda-belvedere.it/

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