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Passione andalusa: nel cuore della Spagna del sud Per vivere una Pasqua speciale

Settimana Santa in Andalusia: processioni notturne, confraternite e la legione che porta il Cristo di Mena tra fede e spettacolo

Passione andalusa

26 Marzo 2026, 22:53

E' normale restare sconcertati. Tra due ali di folla, in una specie di frenesia collettiva, all'improvviso tra tamburi e grida, arrivano questi militari con la camicia aperta sul petto che marciano con un passo sincopato, sussultante. Perdonate se lo diciamo: hanno spesso facce poco rassicuranti oltre che bicipiti pompati. E portano a forza di braccia un enorme crocifisso di legno, il Cristo di Mena, che risale al 1660. Loro sono i soldati del Tercio, la legione straniera spagnola, e mentre camminano cantano il loro inno: «El novio de la muerte». La traduzione è facile, «Il fidanzato della morte». E per chi li vede passare i brividi sono garantiti.

Stiamo parlando di un oscuro grido di battaglia di qualche lontana guerra coloniale? Per nulla: questo è quello che accade ogni anno, e quindi anche tra pochi giorni, per le vie di Malaga quando il Giovedì Santo, appunto, i legionari che di solito stanno accampati nell'enclave africana di Ceuta, scendono per le strade per i festeggiamenti della Pasqua. Un dettaglio da notare: la camicia aperta sul petto non è casuale: stanno offrendo simbolicamente il cuore al piombo nemico.

Cose che succedono in Spagna (www.spain.info/it/), terra magica e portentosa, dove si stanno preparando per la Settimana Santa le celebrazioni che ognuno - non è un modo di dire - dovrebbe vedere e vivere almeno una volta. Non si dimenticano più.

I giorni della Pasqua sono festeggiati ovunque in quel paese come qualcosa di assai sentito e speciale anche se ci sono zone dove la devozione tocca vette travolgenti. E l'Andalusia (en.andalucia.org), al sud, è certamente una di queste.

Partiamo, come detto, da Malaga, dove il calendario degli eventi occupa tutti i giorni della Settimana Santa con ben 45 processioni. E non pensate che si limitino alle ore del giorno. A sfilare sono le Confraternite, associazioni vecchie di secoli che partono dalla loro sede, spesso la chiesa del quartiere, per seguire un percorso codificato che, in alcuni casi, li porta fin dentro la cattedrale. Una sfilata, abbiamo detto: ma non come tutte le altre. I troni, ovvero le gigantesche immagini sacre, sono portati a spalla da centinaia di «hombres de trono» che utilizzano pali e sono seguiti da musicisti e fedeli con costumi e cappucci. I nomi delle confraternite sono suggestivi: Ecce Homo, La confraternita della della Crocifissione e della Passione e su tutto aleggia profumo di candele, incenso e fiori. Un momento particolare si svolge il Mercoledi Sacro quando, in ricordo di un antico episodio dei tempi di Carlo III durante una epidemia, si simula la liberazione di un prigioniero. A riprova che questa non è solo una processione ma una fetta di storia degli uomini di questa terra. Lo abbiamo detto: dopo gli incappucciati arrivano i soldati e insieme ai legionari sfilano i paracadutisti e la cavalleria. Sacro e profano, modernità e tradizione: solo qui succede.

Ma probabilmente la versione più travolgente della Semana Santa la si può vivere a Siviglia (www.turismosevilla.org/it), capoluogo della Comunità autonoma dell'Andalusia. E veramente culla dei riti pasquali.

L'origine della festa risale al XVI secolo e da allora, sia pure con qualche variazione, sfilano per le strade 72 confraternite. In alcuni notti le strade sono piene come nel cuore del giorno e il mattino dopo le pietre del selciato sono coperte della cera di candele. Uno dei giorni migliori per assistere a tutto questo è la Domenica della Palme: gli abitanti della città indossano un abito nuovo, elegante – non farlo pare porti sfortuna- e le donne sono in colori pastello, gli uomini in blu, mentre alcune confraternite, che spesso raggruppano anche 2000 nazarenos, sfilano tra le antiche strade.

Le confraternite di incappucciati con le loro ciclopiche immagini, nel suono ritmato dei tamburi, seguono un percorso che si chiama Corsa Ufficiale e che termina presso la Cattedrale. In mezzo emozioni uniche: il caposquadra scandisce il passo, ordina la Levanta, quando tutti i portatori alzano il trono o rallentano mentre da una finestre esce un canto e intorno migliaia e migliaia di persone che non lasciano mai il loro posto per omaggiare le immagini sacre. Anche il laico più distante non potrà non restare ammaliato. Perché tutto questo è fede, devozione, tradizione. Ma soprattutto un puro distillato di Andalusia.

Idee
Cordoba

Anche a Cordoba, una delle più belle città dell'Andalusia, si ripetono i riti dei giorni di Pasqua con processioni lungo le strade accompagnate da un incredibile fervore popolare.
La festa arrivata sino a noi nasce intorno al XVI secolo e qui resistono ancora le 38 confraternite che portano in processione immagini sacre. Qui la Semana Santa ha caratteristiche speciali perchè si svolgein una città che vanta ben quattro Patrimoni dell’umanità, tra cui la Moschea Cattedrale e l'intero centro storico con le chiese Fernandine — templi costruiti tra il XIII e il XIV secolo che accolgono le sedi canoniche di alcune confraternite.

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