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REGGIO EMILIA

Sesso e rivoluzione, l'Iran, il mare visto dalle macchine e tanto altro: le mostre di Fotografia Europea 2018

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L'edizione 2018 di Fotografia Europea è stata presentata a Palazzo Magnani dal sindaco Luca Vecchi, il presidente della Fondazione Palazzo Magnani Davide Zanichelli, il direttore artistico di FE2018 Walter Guadagnini, monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell'Ufficio Beni culturali della Diocesi ed Ettore Rocchi, vicepresidente di Iren (main sponsor della rassegna) 

Nel video, Guadagnini spiega e commenta le mostre in programma della tredicesima edizione di Fotografia Europea. 

TUTTI I "SEGRETI" DELLE MOSTRE
Un ideale percorso attraverso il programma di FOTOGRAFIA EUROPEA 2018, prende avvio da PALAZZO MAGNANI. Qui si tiene la mostra SEX & REVOLUTION! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo - docente di sociologia all’Università di Torino - che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. Un percorso che presenta materiali poliedrici e alcuni scatti di importanti fotografi tra cui Angelo Frontoni e Paola Mattioli, compiendo, in cinque ricche sezioni, una puntuale analisi socio-culturale di un pezzo di storia dirompente e rivoluzionaria: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?

PALAZZO DA MOSTO propone una molteplice offerta, con tre progetti espositivi. Il primo è un omaggio a Joel Meyerowitz, grande maestro della fotografia contemporanea, che ha un legame particolare con il nostro Paese, al punto da viverci buona parte dell’anno. L’esposizione, dal titolo Transitions, 1962-1981, curata da Francesco Zanot, presenta oltre 120 opere che
ripercorrono i principali passaggi del lavoro e della vita del fotografo americano, nell’arco del decisivo ventennio iniziale della sua carriera. La mostra intende evidenziare e approfondire il suo ruolo rivoluzionario in campo fotografico: tra i primi a fare del colore un elemento essenziale del suo linguaggio artistico negli anni Sessanta e Settanta, Meyerowitz è anche uno dei massimi
protagonisti della street photograpy.
Il secondo progetto Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Piero Cavagna e Laura Gasparini, rilegge alcuni dei momenti cruciali della storia del Novecento attraverso una serie di volumi fotografici tra i più importanti mai realizzati, appartenenti alla collezione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Si potranno ammirare alcuni dei photobook più significativi in relazione ai temi della rivoluzione, della protesta e delle utopie sociali e religiose che hanno caratterizzato il secolo scorso. Tra questi, gli straordinari volumi prodotti dai regimi totalitari del Novecento, come il Comunismo, il Fascismo e il Nazismo.
La proposta di Palazzo da Mosto si chiude con In/Finito. Un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici, promosso in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Compagnia Aterballetto, che presenterà alcuni scatti inediti del grande fotografo di moda Toni Thorimbert. L’idea progettuale si fonda sul mettere a confronto la dimensione - effimera per definizione - della performatività del corpo con la sua rappresentazione fotografica, che fissa per sempre un singolo istante. Due diversi modi di pensare il corpo, di metterlo in dialogo non solo con lo spazio e il tempo, ma anche con l’occhio dello spettatore.

L’IRAN è il paese ospite di Fotografia Europea 2018. Ai CHIOSTRI DI SAN DOMENICO, la mostra Genesis of a Latent Vision: a Window onto Contemporary Art Photography in Iran, curata da Reza Sheikh col coordinamento di Germana Rivi, presenta le immagini di 9 autori iraniani, tra cui Ahmad Aali, Shadi Ghadirian, Gohar Dashti, che testimoniano l’evoluzione della fotografia iraniana, da una documentazione sociale a un approccio concettuale. L’omaggio al paese mediorientale, continua con una serie di scatti di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) realizzati in Iran tra il 2005 e il 2008 che indagano un territorio dalla storia millenaria in cui coesistono tracce dell’antica Persia e dell’industrializzazione, dell’influenza occidentale e della rivoluzione islamica. 

In BANCA D’ITALIA troveranno spazio le committenze che caratterizzano, come ogni anno, il Festival reggiano: progetti inediti, pensati e commissionati specificamente per il Festival, in relazione al tema “Rivoluzioni” che quest’anno ne connota i contenuti. Il Direttore artistico Walter Guadagnini ha coinvolto due importanti artisti: Mishka Henner e Francesco Jodice.
Mishka Henner, fotografo belga/inglese, insignito nel 2013 dell’ICP Infinity Award for Art in New York, ha ideato un progetto/installazione di grande impatto visivo ed emozionale dal titolo Seven seas and a river: il visitatore si troverà immerso in una dimensione inaspettata, tra le onde di mari e oceani, senza comprendere fino in fondo a cosa sta assistendo. Henner ha passato al setaccio in Rete migliaia di webcam anonime puntate su tratti di costa e ne ha selezionate sette: dal Pacifico all’Atlantico, dall’Adriatico ai Caraibi passando per Thailandia, Artico, Irlanda, Quebec…. In questa sua nuova ricerca il mare conserva più che mai la sua essenza misteriosa e inquietante.
Francesco Jodice invece si inserisce in un percorso innovativo. Da questa edizione, una delle tradizionali committenze seguirà una nuova modalità, capace di mantenere viva l’attenzione sul Festival anche oltre le sue date di svolgimento. A Jodice è stato chiesto di sviluppare, sul concept “Rivoluzioni”, un progetto articolato nel corso di un anno intero, presentando per step, attraverso workshop e incontri, il suo lavoro “in fieri” e coinvolgendo in modo più ampio la città e gli appassionati. Il lavoro sarà esposto nell’edizione successiva di Fotografia Europea e come quello di Henner entrerà a far parte del patrimonio fotografico della città nella Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Allo SPAZIO SAN ROCCO, Clément Cogitore presenta Braguino o la comunità impossibile, un
progetto artistico che unisce cinema, fotografia e video arte, a cura di Diane Dufour e Léa Bismuth.
L’artista francese si è recato nel 2016 a Braguino, dal nome della famiglia che vive in alcune
capanne di legno disperse nella profonda taiga siberiana a 700 km da qualsiasi presenza umana.
Cogitore ha voluto scoprire il mistero della scelta di un uomo, Sacha Bragin, che decise di risiedere
in quel luogo con la sua famiglia per più trenta anni, sperando di vivere in pace, nell’autarchia più
completa, e di costruire un modello di vita autosufficiente. Molto rapidamente, tuttavia, questo
paradiso diviene la scena di un conflitto aperto tra due famiglie – una arrivata successivamente –
incapaci di vivere insieme.

La SINAGOGA – sede espositiva di grande fascino e valore storico – ospita Iconic China il lavoro più
recente di Luca Campigotto: un racconto del suo lungo viaggio in Cina che inizia con la ricerca di
un passato mitico e arriva al presente caotico delle megalopoli. Le fotografie sono l’immagine
dell'anima di un paese in cui straordinari orizzonti futuristici di città, proiettati nel futuro, si
fondono con tradizioni e atmosfere che si estendono indietro migliaia di anni.

Nella liberty VILLA ZIRONI si rende omaggio a Lorenzo Tricoli, artista milanese recentemente
scomparso, con The Archive you Deserve, il suo lavoro più complesso. Si tratta di un archivio
composto da ritagli di giornale, libri, stampe fotografiche e riviste, raccolti lungo un periodo di
svariati anni, cui occasionalmente venivano aggiunte anche immagini provenienti dal web. Il
processo consisteva nell'accumulare, catalogare, fare un inventario delle immagini e dei ritagli e
quindi archiviare. The Archive you Deserve rappresenta una versione delirante e mutevole, basata
su documenti reali, della recente Storia d’Italia. La mostra è a cura di Federica Chiocchetti – The
Photocaptionist.
Elio Ciol, uno dei grandi maestri della fotografia italiana, è il protagonista, nelle sedi del
BATTISTERO e del PALAZZO DEL VESCOVADO, della mostra Nel soffio della storia. Per la prima
volta la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla entra nel programma del Festival con una proposta
fotografica di grande qualità, in luoghi carichi di suggestione che divengono temporaneamente
espositivi. L’artista friulano presenta alcune delle sue serie più famose, tra cui quelle sulle rovine
delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Lapis Magna, quelle dense di poesia dei
suoi paesaggi lirici ed evocativi e, infine, quella straordinaria sul conterraneo Pier Paolo Pasolini.

La storia, tutta italiana, del Fotoromanzo sarà al centro dell’approfondimento proposto allo
SPAZIO GERRA. La mostra, curata da ICS – Innovazione Cultura Società, ripercorrerà oltre
trent’anni di questo fenomeno culturale di massa, una delle tante piccole “rivoluzioni” silenziose
che, per la frivolezza e apparente ingenuità sentimentale che esprimeva, è stata generalmente
sottovalutata dagli storici della cultura e dal mondo intellettuale.

Oltre a fotografie e materiali provenienti da diversi archivi pubblici e privati, sono in mostra cineromanzi e materiali del Fondo
Zavattini della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. E’ infatti proprio da un soggetto di Cesare Zavattini, tra i pochi autori a intuire le potenzialità di questo genere a cavallo tra fotografia, cinema e fumetto, che trae ispirazione la produzione di un nuovo fotoromanzo contemporaneo ambientato nel presente e pensato per i social network, in particolare per Instagram, dove verrà diffuso quotidianamente per un intero mese a partire dall’apertura della mostra, come un moderno feuilleton.
Il nuovo Spazio U30CINQUE (Piazza Scapinelli) ospita tre mostre, a cura di Daniele De Luigi, dedicate alla fotografia emergente, promosse dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito delle politiche di sostegno della creatività giovanile, in collaborazione con GAI – Associazione per il circuito dei Giovani Artisti Italiani, Circulation(s), Festival de la Jeune Photographie Européenne di Parigi e Photobiennal di Brighton e con BJCEM - Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, cofinanziate da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale e da Anci. Activism è la open call di Giovane Fotografia Italiana giunta alla sesta edizione che presenta le ricerche di sette artisti, selezionate tra i 136 progetti candidati, da una giuria internazionale composta da Carine Dolek, Shoair Mavlian e Daniele De Luigi, per un’indagine sui modi di usare l’immagine fotografica come forma di attivismo, creando dispositivi di visione alternativi e stimolando la nostra coscienza critica, civile, politica. La mostra è realizzata con il contributo di Reire Srl. Saggio sulla cecità è una riflessione a tre voci, prodotta in occasione della 16^ Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, attraverso il lavoro di Federica Landi, Emeric Lhuisset, Ana Catarina Pinho, sul fenomeno migratorio. Energia Potenziale è la ricerca, frutto della residenza artistica svolta a Reggio Emilia, dedicata dal duo Calori & Maillard alle ex Officine Reggiane e ai ponti di Calatrava in cui le artiste, attraverso la performance, la scultura e la fotografia, costruiscono un’ironica allegoria delle forze del potere politico ed economico che attraversano le rivoluzioni sociali, culturali e tecnologiche della storia.

Ogni anno Fotografia Europea invita artisti e curatori di tutta Europa a misurarsi con il tema della manifestazione. Quest’anno oltre 300 progetti hanno partecipato alla OPEN CALL 2018: i migliori 6, selezionati da una giuria composta da Diana Baldon (Direttrice della Fondazione Modena Arti Visive), Laura Gasparini (Responsabile dell’Archivio fotografico della Biblioteca Panizzi) e Walter Guadagnini (Direttore artistico di Fotografia Europea) sono esposti nello spazio di via Secchi 11 e
nelle stanze della storica GALLERIA PARMEGGIANI.

Lo SPAZIO DI VIA SECCHI 11, accoglie cinque di questi sei progetti: Umberto Coa, Nicolò Panzeri, Simone Sapienza, Andrea e Magda, Danila Tkachenko. Con Non dite che siamo pochi, Umberto Coa costruisce una storia di finzione, che fa riferimento a
eventi reali e che si sviluppa all’interno dell’insurrezionalismo anarchico. La storia si basa sulle fotografie e sui documenti prodotti e raccolti da tale MB, un personaggio d’invenzione, durante 15 anni di militanza all’interno dell’ala dura del movimento. Nicolò Panzeri riflette nel suo lavoro Feed us sul tema dell’alimentazione e su come l’uomo abbia
plasmato l’industria alimentare a sua immagine e somiglianza.
Partendo da una fase di ricerca sul piano storico, economico e sociale, Charlie surfs on Lotus Flowers di Simone Sapienza è una riflessione personale, attraverso metafore e simboli, sulla società vietnamita, circa quarant'anni dopo la storica vittoria dei Vietcong contro gli Stati Uniti. Il duo Andrea e Magda documenta, con Birth of Utopia, la nascita di Rawabi, il primo
insediamento della Cisgiordania, appositamente costruito per i Palestinesi e costruito a 9 chilometri da Ramallah e a venti da Gerusalemme. Rawabi è nata da un’idea dell’imprenditore palestinese-americano Bashar Masri è una città utopica e, al tempo stesso, un progetto immobiliare privato.
Il progetto Motherland di Danila Tkachenko è stato realizzato in alcuni villaggi abbandonati nelle campagne della Russia, in cui gli oggetti e le strutture non sono più funzionali e non possono essere restaurate. Il lavoro dell’artista russa analizza lo stato di abbandono delle comunità rurali russe, iniziato con il processo di collettivizzazione del 1928-1937.

Alla GALLERIA PARMEGGIANI, Francesca Catellani propone Memories in Super8, a cura di
Francesca Baboni e Stefano Taddei, una serie fotografica che si focalizza sui cambiamenti non
soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti in Italia e
in Europa nel decennio tra 1970 e 1980, ovvero quello degli anni di piombo del terrorismo italiano
e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla
rinascita degli anni '80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa.

Lo straordinario patrimonio conservato dalla BIBLIOTECA PANIZZI si apre per mostrare, nella sede
della Biblioteca, l’archivio fotografico con l’esposizione dal titolo di Stanislao Farri, L’archivio
dell’utopia a cura di Laura Gasparini e Monica Leoni. Archivio acquisito dall’istituzione reggiana dal
1995 in più lotti fino al 2007, costituito da 170.000 pezzi tra negativi e positivi, in grado di illustrare
l’attività professionale e di ricerca in ogni campo della storia locale, di uno dei maggiori esponenti
della scuola reggiana di fotografia.

Anche per la sua XIII edizione Fotografia Europea sarà arricchita dal CIRCUITO OFF, un grande
evento collettivo, una vetrina creativa per professionisti, semplici appassionati ed emergenti che
con un programma di oltre 300 esposizioni ed eventi indipendenti e autogestiti, promossi da
gallerie, associazioni, soggetti pubblici e privati, disseminati nel territorio cittadino e provinciale
animeranno le giornate di apertura del festival e i fine settimana successivi, in una proposta ricca e
articolata.

INCONTRI, CONFERENZE, WORKSHOP, VISITE GUIDATE E SPETTACOLI animeranno anche
quest'anno le giornate di apertura del festival e i fine settimana successivi fino al 17 giugno, in una
proposta ricca e articolata per scoprire il mondo della fotografia e approfondirne vari e
interessanti aspetti. Tanti i relatori, fotografi e non, che si alterneranno sul palco di Fotografia
Europea. Tra gli incontri, molto atteso l'appuntamento con il sociologo e giornalista bielorusso
Evgenij Morozov, esperto di nuovi media e dei loro effetti sulla società, per una visione
rivoluzionaria della tecnologia. Sabato l’attrice Catherine Spaak è in dialogo con Pietro Adamo,
curatore della mostra "Sex&Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960 -1977)" per
approfondire tutti quegli aspetti che hanno caratterizzato la rivoluzione sessuale al cinema.
Due poi gli spettacoli in programma con produzioni originali e site specific dedicate alla magica
unione tra fotografia e musica, che animeranno le serate di venerdì e sabato.
Pensiero stupendo. Music, sex, revolution è lo spettacolo in programma venerdì sera in piazza San
Prospero. Protagonista Nina Zilli sul palco con una personale selezione musicale ispirata alle icone
femminili della rivoluzione sessuale accompagnata da videoproiezioni sul tema. Chiude la serata
un dj set con Roberto Dell'Era (bassista degli Afterhours) e Margherita Grechi.
Sabato al teatro Cavallerizza va in scena Photographic Orchestra, uno spettacolo che unisce
musica, fotografia e teatro: le immagini proiettate, tratte dalla collezione di Fotografia Europea,
verranno sonorizzate live da artisti quali Antonio Ballista, Vincenzo Vasi, The Winstons, con la
partecipazione del Coro Monte Cusna. La regia è di Pablo Solari, in collaborazione con il Centro
Teatrale Mamimò.
Tra gli eventi in programma tornano anche le LETTURE PORTFOLIO alla Biblioteca Panizzi,
organizzate quest'anno in collaborazione con Cortona On The Move nell'ambito del "Sistema
Festival Fotografia", la rete nata tra i festival di fotografia italiani di cui Fotografia Europea e
Cortona On The Move fanno entrambi parte.

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