Paolo Grossi
Eccola, la vittoria che mancava da tanto. Con contorno di emozioni e e polemiche, come nei migliori copioni. Con una zampata di Kucka, grande ex della partita, i crociati stendono il Genoa arraffando tre punti molto pesanti perché a quota 33 in classifica non si sa neanche se il Bologna ci arriverà. E comunque ci si respira aria buona. D'Aversa aveva rilanciato Dimarco titolare e recuperato Scozzarella in regia. Lasciando in panchina Bastoni e preferendo Siligardi a Biabiany il tecnico crociato ha dato un imprinting più offensivo alla squadra per puntare a vincere dopo aver perso le ultime quattro gare in casa. Per Prandelli l'undici previsto, schierato con un 4-3-3 in cui Lazovic e Kouamé sono ai fianchi di Sanabria davanti. Tra i pali debutta il brasiliano Jandrei. In avvio il Genoa si rende pericoloso due volte con Criscito e Bessa. Il Parma si affida alle sventagliate da dietro di Alves mentre gli ospiti sfoggiano un bel fraseggio basso e risalgono il campo manovrando. Tra i crociati il più attivo è Siligardi che però al momento di rimettere il pallone in mezzo è un po' scolastico. Nello sviluppo del gioco D'Aversa muove le pedine con varietà: gli interni si allargano, Kucka si avvicenda con Dimarco, Gervinho si accentra sulla trequarti. Il Parma cresce e gioca meglio anche se l'unica occasione la crea Inglese che letteralmente aspira un cross su punizione in mezzo all'area e dopo averlo agganciato con il destro lo gira in semirovesciata di sinistro, mancando di poco la porta. Non manca una recriminazione quando l'arbitro ferma Gervinho lanciato in porta per un presunto fuorigioco segnalato dall'assistente Peretti. In casi incerti non sarebbe meglio far correre l'azione e attendere il parere del Var? Per di più restano nel taschino di Sacchi due gialli per falli tattici...
La ripresa si snoda ancora all'insegna dell'equilibrio, senza che i portieri debbano sporcarsi i guanti, ma Sepe è determinante in due uscite aeree coraggiose. Al 21' però ci vuole l'imprecisione di Lerager che spara fuori da buona posizione su torre di Sanabria per salvare il Parma. Un Parma che passata l'ora di gioco soffre. D'Aversa interviene e avvicenda Scozzarella, tra l'altro ammonito, con Biabiany. Rigoni diventa il play. La partita si sblocca al 33' quando su un corner (che in realtà non era tale, la palla l'aveva toccata per ultimo Inglese) Kucka va in cielo, Jandrei fa un miracolo deviando sulla traversa ma dopo un goffo tentativo di tap-in di Rigoni è lo stesso Kucka che insacca con un missile dal basso verso l'alto. Il Var scandaglia i video per vedere se Rigoni aveva smorzato la palla con un braccio ma del fallo non v'è traccia, per cui il gol è buono. D'Aversa manda dentro prima Bastoni poi Sierralta per blindare il vantaggio, Prandelli gioca le carte Pandev e Lapadula ma contro cinque centrali di ruolo per il Genoa è come sbattere contro un muro. E mentre Inglese rientra a dar man forte alla difesa, Gervinho getta alle ortiche un incredibile contropiede. Potrebbe servire Rigoni per un comodo tap-in a porta vuota e invece vuol far tutto da solo calciando fuori sull'uscita del portiere. Inqualificabile. Cosicché c'è da soffrire sino alla fine: prima Kouamè in mischia non centra la porta, poi una punizione dal limite di Zukanovic vola alta sulla traversa con Rigoni che ad ogni buon conto si era steso dietro la barriera per evitare un altro gol-beffa. Tutto bene quel che finisce bene. Difficile pretendere che il Parma vinca dominando le partite, ma non sarebbe neppure giusto offuscare la gioia del successo per via di un corner che non c'era. Basta ricordarsene e non far drammi quando la ruota gira in senso inverso. La squadra ha dato vari segni di risveglio, e stavolta l'ingresso di Biabiany è stato utile in un momento in cui gli avversari stavano prendendo il sopravvento. Ma soprattutto potersi dire salvi (vabbé, ancora quasi) a undici giornate dalla fine non ha prezzo.
IL TACCUINO
Sandro Piovani
Applausi per Cesare Prandelli da tutti i settori: i tifosi del Parma certo non lo hanno dimenticato. Poi dalla Nord si alza un «Doria, Doria» che evoca lo storico gemellaggio insieme alla rivalità con i cugini genoani. Tra l’altro gemellati con la Reggiana. Per il resto solito bel colpo d’occhio, col Tardini che indossa, anche al sabato, il vestito buono.
PRIMO TEMPO
2’
Pallone al limite dell’area, arriva Criscito che tira al volo: Sepe, pur coperto, para in due tempi.
5’
Kouame dà in profondità a Bessa: diagonale sul fondo, ma che brividi.
27’
Cross di Siligardi dalla destra, dalla parte opposta arriva Dimarco che batte di prima al volo: Jandrei para in corner.
38’
Inglese controlla un pallone impossibile in area e lo gira in acrobazia verso la porta di Jandrei: fuori di un nulla.
45’
Su un corner per il Genoa l’arbitro manda tutti negli spogliatoi: primo tempo equilibrato, 0-0 giusto.
SECONDO TEMPO
«Il vostro buon viaggio bene ci ha portato, fateci un altro striscione che vinciamo il campionato» la ripresa si apre con l’ironia dei Boys in risposta ai tifosi del Genoa, quattro anni dopo.
18’
Cross nell’area del Parma, sepe toglie la palla dalla testa di Kouame ma arriva Sanabria che in acrobazia alza sopra la traversa.
22’
Ancora una cross dalla destra del Genoa, ponte di Sanabria e girata al volo di Lerager: fuori.
33’
1-0 Parma. Corner Parma, prima Kucka colpisce di testa, la palla è respinta dal portiere e dal palo e lo stesso Kucka scaraventa in rete. Il Genoa protesta, il Var approva dopo quasi due minuti di consultazione. Il gol dell’ex è valido.
47’
Contropiede a campo aperto di Gervinho che supera anche il portiere e poi spara incredibilmente alto.
48’
Kouame gira di poco sopra la traversa.
45’+6’
il Tardini soffre, canta e applaude in un recupero che non sembra mai finire. Alla fine il Parma vince. La salvezza è vicina.
Si può far festa.
LA PAGELLE
Paolo Grossi
PARMA
SEPE 6,5
Una serata quasi tranquilla, ma quando serviva piazza due uscite alte che risolvono altrettante situazioni potenzialmente pericolose.
IACOPONI 6
Kouamé quando passa dalla sue parti gli fa venire i capelli bianchi. Lui barcolla ma, come suo costume, non molla mai.
ALVES 6
Libero da marcature sui corner difensivi va a cercare la palla trovandola spesso, per il resto consueta esperienza nel posizionarsi bene mentre i lanci lunghi non hanno dato risultati apprezzabili.
GAGLIOLO 6
Ancora centrale e ancora redditizio, per fortuna stavolta senza particolari black out. Il suo spirito è carburante prezioso per questa squadra.
DIMARCO 7
Gran bella prestazione per questo ragazzo che non giocava da oltre un girone. L'ultima volta era stato con l'Empoli in casa. Tra l'altro sembra essere un piccolo amuleto perché è stato titolare quattro volte e il Parma ha sempre vinto. Unico neo: ha ritentato il gol riuscitogli a Milano ma... lasciamo perdere.
» BASTONI sv
RIGONI 6
E' partito in modo flebile, un po' come tutto il reparto. Pian piano è cresciuto dando una grossa mano, anche quando è passato al centro. Ed è stato lui alla fine a «immolarsi» a fare da «guarnizione» posteriore alla barriera.
SCOZZARELLA 6
All'inizio è titubante, poi si riprende bene, distribuisce qualche buon pallone e qualche altro lo recupera. Nella ripresa le squadre si allungano e lui boccheggia un po', rimediando anche un giallo che lo terrà fuori domenica contro la Lazio.
» BIABIANY 6,5
Per una volta entra bene a gara in corso. Tra l'altro in un ruolo che ha praticato pochissimo, quello di interno di centrocampo. Eppure la sua freschezza e generosità sono state importanti nel finale.
KUCKA 6,5
Per un'ora gioca abbastanza sottotono, anche se il suo mestiere e la sua forza in mezzo al campo hanno sempre il loro perché. Poi si inventa letteralmente il gol prima svettando di testa poi, con grande opportunismo, insaccando il gol della vittoria.
INGLESE 7
Purtroppo, ma non è colpa sua, non conclude praticamente mai in porta. Ma il modo in cui si arrangia a mettere giù i palloni, difenderli, e riciclarli, l'ardore con cui ha difeso dopo il gol (fin troppo quando ha fatto fallo al limite) sono l'esatto contrario dell'atteggiamento di Gervinho.
GERVINHO 3
Non ci sono parole per definire la sua scelta di non passare la palla a Rigoni a porta vuota anziché tentare il gol in prima persona da posizione ben più defilata. Il Parma ha poi rischiato di essere raggiunto due volte. Un egoismo fuori luogo in un gruppo che invece impressiona per come, collettivamente, riesce a superare i limiti individuali.
All. D'AVERSA 6,5
La missione è quasi compiuta. Ieri sera in filigrana s'è potuto apprezzare il suo tentativo di mettere mano alle varie cosette che funzionavano meno negli ultimi tempi. Qualche schema nuovo sui piazzati, sia in attacco che in difesa, uomini in campo più portati a offendere. E così per la prima volta quest'anno non s'è preso gol. Grazie anche al «brevetto» finale dei cinque stopper tutti assieme, una muraglia umana invalicabile, almeno per il Genoa. Sapete una cosa? Speriamo di rivederla ancora...
IL MIGLIORE
SILIGARDI 7
D'Aversa sceglie lui invece di Biabiany ed è ripagato con una prova maiuscola. Non solo tanta attività in avanti ma anche una lodevole disponibilità al lavorare in fase difensiva e con efficacia. Alterna le giocate dell'ala a quelle del trequartista e così rende più varia la fase d'attacco.
» SIERRALTA SV
GENOA
JANDREI 6,5
PEREIRA 6
» LAPADULA SV
ROMERO 6
ZUKANOVIC 6
CRISCITO 6
LERAGER 5,5
RADOVANOVIC 5,5
» PANDEV SV
BESSA 5,5
» ROLON SV
LAZOVIC 5
SANABRIA 6
KOUAMÈ 6
All. PRANDELLI 6
ARBITRO
SACCHI 5
Il corner invertito è solo una delle decisioni sbagliate nella sua direzione. C'è l'off side di Gervinho, i gialli non estratti nel primo tempo. Dall'anno scorso non ha fatto molti progressi.
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