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Insegnante di Borgotaro difende la cultura su Twitter. E i suoi hashtag fanno il giro d'Italia

Insegnante di Borgotaro difende la cultura su Twitter. E i suoi hashtag fanno il giro d'Italia
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Se in futuro Twitter dovesse inserire la Cultura nella sezione degli account popolari, potrebbe esserci lo “zampino” di un insegnante di Borgotaro. Massimo Beccarelli, insegnante di lettere dell'istituto comprensivo (per i ragazzi delle medie), quest'estate ha creato diversi hashtag culturali di successo, con centinaia di citazioni. Il più recente è un appello per inserire la cultura fra gli account popolari, ma ne ha creati anche sulla poesia, sui libri e sui #classicidaleggere: quest'ultimo è salito per un giorno al top dei più letti dagli italiani su Twitter. 

Piazzando alcuni hashtag interessanti, insomma, Beccarelli ha innescato un'onda di ritweet su classici da leggere, versi poetici e appelli ai gestori di Twitter che - giura lui - lo ha sorpreso e gli fa ben sperare riguardo all'interesse per la (sempre più bistrattata) cultura.

Massimo Beccarelli ha notato che gli argomenti più popolari segnalati dal social network sono Musica, Sport, Spettacolo, Istituzioni, Notizie... ma la sezione Cultura non c'è. Così, con un tweet del 16 agosto, l'insegnante ha chiesto la modifica direttamente a Twitter: «Caro #twitter ti scrivo: vogliamo #CulturanegliAccountPopolari Si può fare?».
Chissà, magari si può fare: una risposta da “Twitter in persona” non è arrivata, ma non si può mai dire. L'appello partito dal Parmense viene rilanciato, da Bergamo a Bari, da centinaia di profili di persone, librerie, case editrici e altri operatori culturali.
#CulturanegliAccountpopolari. L'hashtag sta riscuotendo successo e pare che Beccarelli ci sia quasi abituato. Da giugno decine di naviganti del web hanno espresso le loro preferenze poetiche (e in qualche caso canore) attraverso il suo hashtag #iversicheamo. E dal 13 agosto gli amanti della lettura si confrontano citando i #classicidaleggere. (segui l'hashtag in tempo reale a fondo pagina)

Beccarelli, molti hanno ritwittato il suo hashtag #CulturanegliAccountPopolari...
«Solo ieri (18 agosto, ndr) ho visto una ventina di ritweet»

Lei però ne ha creati diversi...
Ha avuto molto successo #classicidaleggere. Ha raggiunto anche il numero uno dei trending topics, dei più visti d'Italia. E' stato pubblicato anche un articolo sul sito di Panorama, che tra le immagini ha inserito il mio primo messaggio. E' successo per un giorno... si sa com'è su internet. Però è una soddisfazione.

E' più un suo successo personale o della cultura in sé?
Sicuramente della cultura. Da un po' di tempo le cose stanno cambiando... Ad esempio c'è un lavoro della Fondazione Cesare Pavese, con alcuni hashtag: praticamente hanno riscritto le opere di Pavese con dei tweet. E' un lavoro complesso... E' in corso anche una riscrittura delle opere di Pasolini. Mi sono chiesto se fosse possibile fare qualcosa di più popolare.

Da qui l'ispirazione per i suoi hashtag, quindi... Non pensa che su un mezzo come Twitter si rischi in qualche modo di banalizzare la letteratura?
L'hanno chiamata “Twitteratura”... è una cosa più semplice e popolare però è utile per sensibilizzare su un argomento che altrimenti ha poco pubblico. E poi cala l'acquisto dei libri, con la crisi... Gli hashtag sono un modo per condividere conoscenza, anche dei versi... Ho lanciato #iversicheamo a metà giugno: non ha avuto i picchi di #classicidaleggere ma ha avuto comunque un certo pubblico.

Lei sa quanti ritweet ha ottenuto?
C'è un sito che dà queste statistiche... “classici” quando è andato ai vertici a livello nazionale ha avuto un picco di 400 citazioni all'ora. Ora molto meno, ma quell'hashtag ha in media cinque o sei messaggi all'ora. 

Beccarelli gestisce anche il blog Il lettore di provincia... Ha un'intensa attività sul web e sui social!
Sì, ho iniziato con Facebook poi ho avuto l'impressione che Twitter avesse più prospettive. Con Facebook sei in contatto con amici, persone dal paese... mentre con Twitter si ha accesso a persone di tutta Italia.

Cercando Massimo Beccarelli su Twitter si scopre che il suo profilo ha 2.441 follower ed è seguito anche dal ministro della Cultura Massimo Bray...!
Sì, lui tra l'altro ha partecipato a #classicidaleggere con un messaggio... Vorrei ringraziare Norberto Vignali, assessore a Sala Baganza, che con un messaggio ha contattato i ministri, chiedendo se volevano partecipare. Hanno scritto Bray e la Carrozza (Maria Chiara Carrozza, ministro dell'Istruzione, ndr).

I suoi hashtag culturali prendono il largo: si aspettava un tale successo sui social?
Sinceramente no, anche se pensavo di poter dialogare su questi argomenti. Su Twitter ci sono più spesso persone preparate.

A scuola si parla di internet e cultura in questo modo?
Per adesso no. A volte nei corsi di aggiornamento ci viene chiesto se siamo iscritti ai social o se partecipiamo a forum. Sulla scuola, però, in questo momento però non saprei.

Sul suo blog lei ha commentato il successo di #classicidaleggere: «Non è poco, se si considera che doveva competere con alcuni hashtag molto popolari, legati, per fare un esempio, al cantante Justin Bieber o a Emma Marrone. E' anche la dimostrazione che ci sono ancora moltissime persone appassionate di libri e lettura e questo ci fa ben sperare per il futuro».
Sì, è ciò che penso... la mia impressione su Twitter è di un luogo in cui si discute più che altro di politica invece può far piacere parlare anche di poesia e di libri.

C'è un libro citato più spesso fra i classici?
Mah... fra le poesie, Ungaretti e Montale sono ritwittati anche 10-12 volte. Fra i classici, c'è di tutto: da Manzoni e Leopardi ad autori contemporanei, come Dan Brown. Alcuni lettori hanno ribattuto che i contemporanei non sono classici. Però alcuni hanno fatto riferimento a Calvino... Ed è nato un dibattito. 

Ha in mente qualche altro hashtag?
No, voglio aspettare un po'... per non “intasare” troppo.

Massimo Beccarelli su Twitter: @mbeccarelli

Andrea Violi su Twitter: @violiandrea

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • strajè

    20 Agosto @ 18.31

    A mia modesta conoscenza HASHTAG è solo il solito gergo statunitense,direi molto creativo,cosa tipica di chi dedica chi mastica lo slang degli internauti. Al massimo in inglese non informatico,ma tollerabile io tradurrei simile schifo di concetto con Gate e Labell. Quanto la cuktura via internet ho serissimo dubbi. Sulla rete viaggi di tutto e di più,molto spesso le informazioni sono false,faziose. Quanto alla CULTURA ho dubbi ancora più seri,dato che è un argomento ancora più serio. Tutte le idee in merito possono essere impostate,per questo io definisco il caso che la macchina è una MOTOSEGA. Sega i cervelli,intorbidendo le acque,contro o pro le tesi !!!.Io non ho mai portato il cervello all'ammasso,come molto spesso capita hai giuovani,illusu ed accativati da certe proposte e da certe recensioni!!!!! Sono un cervello libero !!!!! Confronto,penso e scelgo dopo avwer ben pensato e digerito i fatti le notizie ed i commenti.Io non "cinguetto,maruggisco qunado serve perchè "a son un brich"

    Rispondi

  • federico

    20 Agosto @ 17.43

    OHHHHHHH FINALMENTE!!!!!!!!!!! Siamo sempre attenti e pronti a demonizzare i nuovi strumenti informatici, vietiamo facebook a scuola e negli ambiati di lavoro. Adesso c'è un prof che ha fatto funzionare il il cervello ! Abbiamo strumenti potentissimi per fare cultura , insegnare, ampliare le conoscenze, nel 90% dei casi li usiamo male. Un esempio su tutti: insegnare la geografia con google map...si apprende meglio e in meno tempo! Tra i primi utilizzi di internet, o delle reti di computer ci fu proprio quello di scambiarsi informazioni : in campo militare, ma anche e soprattutto in ambito universitario , tra ricercatori. Possiamo provare ad usare bene queste reti preziosissime?

    Rispondi

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