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Tardini: sì in Italia, no in Europa

Tardini: sì in Italia, no in Europa
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Lo stadio Tardini è in regola con le normative italiane, ma non lo è più con quelle europee e di conseguenza non può ospitare incontri organizzati diretti dall'Uefa   La questione è emersa qualche settimana fa, quando l'Uefa  ha ufficializzato la non concessione al Parma calcio della cosiddetta «licenza Uefa» che consente di ospitare partite (sia di nazionali che di squadre di club) organizzate direttamente dalla federazione continentale e  di conseguenza ha comportato anche l'impossibilità di poter ospitare Italia-Estonia.

Seggiolini non a norma per Uefa
In realtà, la questione che riguarda il Tardini non riguarda direttamente la sicurezza. campo nel quale le normative italiane sono anche più severe di quelle europee. Il problema è invece collegato alla tipologia dei seggiolini richiesti dall'Uefa, che alcuni mesi fa ha deciso di standardizzare per tutto il continente. In soldoni, per poter essere in regola, uno stadio, oltre ad avere tutti i posti a sedere e numerati, deve possedere seggiolini con uno schienale di almeno 30 centimetri di altezza. E al Tardini queste caratteristiche non esistono né nelle curve, dove l'altezza è di 15 centimetri, ma neppure in tribuna, dove i centimetri che mancano sono soltanto 2, ma sufficienti per non rendere omologabili i seggiolini.
 
La scelta di non sostituirli
La sostituzione di tutti i seggiolini, ovviamente, comporta una spesa considerevole (stimata nell'ordine di diverse centinaia di migliaia di euro) e dunque, considerato che per il momento non c'erano emergenze nei tempi brevi, visto che il Parma non si è qualificato per nessuna coppa europea, sia il Parma calcio che il Comune hanno scelto di non effettuare nessun intervento.   Va ricordato, infatti, che la non omologazione Uefa non comporta nessun altro tipo di conseguenza, tanto che il Comune è in trattativa con la Figc per ospitare in autunno una partita amichevole della Nazionale che, essendo organizzata dalla federazione stessa, non incontrerebbe alcun tipo di veto per l'organizzazione al Tardini.
 
Cosa è previsto per il futuro
E' comunque chiaro che, anche in prospettiva futura, la sostituzione deve comunque essere programmata per poter tornare a far eventualmente rivivere sul prato del Tardini incontri ufficiali di valore europeo.  E a questo riguardo il Comune, che è proprietario dell'impianto si confronterà nei prossimi mesi con il Parma, che è il gestore per stabilire  a chi, e in quale misura, toccherà sostenere il costo dell'intervento e in quali tempi. Quel che è certo è che comunque i tempi non saranno brevi, ma i nuovi seggiolini arriveranno, forse per la stagione 2012-2013.

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