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Censi anticipa tutti: «Sono indagato»

Andrea Censi

Andrea Censi

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Andrea Censi, già sindaco di Polesine prima e di Zibello poi, oggi candidato per la medesima carica nel nuovo Comune rivierasco, alla guida della lista civica «Polesine Zibello, il domani è per tutti» è finito sul registro degli indagati. Questa la conseguenza delle attività portate avanti in questi giorni dai carabinieri, disposte dalla Procura della Repubblica di Parma, nei municipi di Polesine e Zibello. L’avviso di garanzia gli è stato consegnato mercoledì e lui stesso, con chiarezza, ha deciso di comunicarlo ai cittadini. Lo ha fatto giovedì sera, a Polesine, aprendo la prima delle quattro serate sul tema «Le cose che contano». Ai presenti è stato consegnato un comunicato, dal titolo «La calunnia è un venticello» in cui si precisa, immediatamente, che la verifica in corso sui documenti comunali riguarda «contributi elargiti ad associazioni non specificate, l’uso dell’automobile del Comune e i rimborsi per un paio di viaggi» e si ricorda che un avviso di garanzia è un «documento che tutela colui o coloro nei confronti dei quali è stata promossa un’indagine». «Chi possono essere i mandanti? » si legge nel volantino e la risposta è che sono «coloro che con il loro no al referendum sulla fusione dei Comuni di Zibello e di Polesine non volevano una comunità unita capace di affrontare i tempi difficili che stiamo vivendo. Sono gli sconfitti dalla volontà della maggioranza dei cittadini. Quella maggioranza che ben ha compreso che le opportunità derivanti dalla fusione avrebbero garantito un domani migliore per tutti. Sono coloro che dopo aver alimentato la divisione tra Polesine e Zibello oggi vorrebbero parlare di amore, che coraggio!, nei confronti della comunità che noi, con la maggioranza dei cittadini di Zibello e Polesine abbiamo voluta unita».
E qui ecco l’evidente riferimento alla lista «I love Polesine Zibello amore per il territorio» sottolineando che «sono coloro che vorrebbero parlare d’amore ma nascondono la parola “amore” dietro un “I love” che non è la loro lingua, che non è la nostra lingua e che con il logo della loro lista travisano la parola amore con uno scopiazzato simbolo, di origine americana, vecchio di quarant’anni. Coloro che invece di confrontarsi, sul piano amministrativo, per le cose fatte nell’interesse dei cittadini e sui programmi per le cose da fare per il domani dei cittadini, spargono calunnie e veleno nei confronti delle singole persone con insinuazioni che sono ignobili non per coloro che ne sono vittime ma per coloro che le diffondono. I mandanti - attacca - sono coloro che non credono nell’intelligenza e nella saggezza dei cittadini e che avendo poca stima di se stessi e delle proprie capacità amano praticare il sotterfugio. Sono coloro - si conclude nel foglio - che temendo di non meritarsi la fiducia della maggioranza dei cittadini, perché questa è la democrazia, diffondono la discordia: quella discordia che è esattamente il contrario dell’amore».
Andrea Censi, a margine, si è detto «preoccupato e dispiaciuto rispetto a questo clima, così velenoso e cruento che sta assumendo la campagna elettorale. Personalmente - ha aggiunto - sono tranquillo e mi metto a totale disposizione della magistratura, pronto a collaborare e ad essere sentito su tutto quello che sarà necessario chiarire. Non entro oggi nella questione del merito perché ritengo che in questa fase sia giusto lasciar lavorare la magistratura in un clima di assoluta tranquillità. Rispetto invece alle vicende che si stanno susseguendo, e sentito il parere di molti cittadini - ha concluso - dico che è molto triste assistere ai veleni, e ai personalismi, che si stanno spargendo. Una competizione elettorale, tutto sommato, dovrebbe essere qualcosa di piacevole, e soprattutto interessante, in cui i “competitori” si confrontano su idee e programmi, lasciando decidere liberamente alla gente quali proposte preferiscono: questa è la democrazia che ci è stata consegnata da gente che ha sacrificato, direi immolato, la propria gioventù nemmeno troppi anni fa». Con insistenza, Censi, ha chiesto di «riportare la discussione su temi di interesse per i cittadini, recuperando, tutti insieme, quella serenità che la gente stessa ci chiede di mantenere».
Proprio per parlare di progetti realizzati, e da realizzare in futuro ha chiesto, in vista della imminente campagna elettorale, un pubblico confronto fra tutte le parti che saranno «in campo». r.c.

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  • Massimiliano

    30 Aprile @ 23.02

    Ancora??? Prima per una cosa, poi per un'altra il Sig. Censi è spesso iscritto nel registro degli indagati ( cronaca nota). Ma anche qui pare impossibile, sicuramente ci sarà un'errore oppure sarà vittima di un accanimento giudiziario.

    Rispondi

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