×
×
☰ MENU

La storia

Blanca, dalle gare di bellezza all'adozione di una famiglia

Uno dei cani dati in affido da un allevamento a fine carriera

Blanca, dalle gare di bellezza all'adozione di una famiglia

di Chiara De Carli

03 Gennaio 2026, 16:01

Chi guarda una foto di un cane in esposizione vede il ring, la toelettatura perfetta, il giudice che osserva in silenzio. Quello che non si vede è tutto il lavoro che viene prima e, soprattutto, quello che viene dopo. Perché l’allevamento non è una passerella continua, ma una gestione fatta di attenzione, scelte e responsabilità. E una delle scelte più delicate arriva quando un cane, pur restando bellissimo, equilibrato e sanissimo, non è più il soggetto ideale per continuare il percorso. E allora, soprattutto se un allevamento i cani sono tanti, la scelta più generosa è aprire un capitolo nuovo: l’affido.

Da qui comincia la storia di Blanca. Schnauzer nano bianco, portamento da professionista, testa equilibrata e una carriera vera alle spalle. Poi la crescita decide di metterci la firma: Blanca supera di circa due centimetri l’altezza prevista dallo standard. Traduzione «dal cinofilo all’italiano»: cane magnifico, ma fuori misura per continuare a giocare la partita dei ring. Ed è qui che la storia si accende, grazie a un incastro di piccole cose, di quelli che sembrano casuali ma poi, a guardarli bene, sono perfetti. A Parma, a casa di Giorgio e Sabrina, c’era già stata Daisy, un mix barboncino-yorkshire entrato nella loro vita durante il periodo del Covid. I genitori di lei, in quel periodo, facevano fatica a gestirla e «il favore» di accudirlo è diventato amore assoluto. Però Daisy non era più giovane e la sua corsa è continuata sul ponte dell’arcobaleno.

Ma ormai il cuore aveva uno spazio per un amico a quattro zampe. Così Giorgio inizia a scorrere gli annunci di cani in cerca di adozione. E poi fa la cosa più «da Giorgio» possibile: chiama il primo numero dell’elenco. Primo numero. Nessuna strategia, nessuna selezione maniacale, solo un gesto semplice e diretto. Dall’altra parte risponde un’allevatrice. Giorgio racconta che «la telefonata dura una quarantina di minuti, perché quando parli di cani finisci sempre a parlare anche di te». A un certo punto lui butta lì una preferenza: «Se potessi, mi piacerebbe un cane un po’ barboncino, come Daisy».

L’allevatrice lo ascolta e gli propone un’altra strada: non quel cane, ma un’alternativa. E gli manda una foto. Blanca. Giorgio la vede e resta lì, folgorato. «Non tanto per la bellezza da show, quanto per quello sguardo da: ok, ditemi dove devo mettere le zampe».

Una settimana dopo lui e sua moglie sono in macchina verso l’allevamento. E l’incontro è da film: Blanca invece attraversa il gruppo come se avesse un appuntamento fissato. Guarda a destra e a sinistra, poi va dritta da Giorgio e si siede sui suoi piedi. Giorgio chiede se può prenderla in braccio. Blanca gli stampa un bacino e, in pratica, firma il contratto lei. Da lì Parma diventa il suo nuovo ring, solo che al posto del tappeto verde ci sono i campi di Porporano. E al posto del podio, c’è un trono domestico che Giorgio rivendica con orgoglio: «Non una cuccia, un trono».

Blanca si inserisce come se fosse sempre stata lì. In casa è composta, discreta, silenziosa: «In un anno e otto mesi non l’hanno mai sentita abbaiare. Quando suona il campanello, lei si piazza davanti alla porta e lo guarda come per dire “te lo segnalo”. Fuori, invece, tira fuori lo schnauzer autentico».

Da campionessa, anche nelle cose normali. E la cosa più divertente è che, se le chiedi dove preferisce stare, sembra avere già risposto: i ring erano lavoro, il divano è il premio. E la casa di Giorgio e Sabrina, a quanto pare, è la sua coppa più comoda.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI