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Export parmense, i dati 2018. In testa alimentare e farmaceutica

Export parmense, i dati 2018. In testa alimentare e farmaceutica

10 Aprile 2019, 14:50

Nel quarto trimestre 2018 l’export parmense ha registrato un aumento dello 0,8% sul 2017, mentre la variazione registrata dall'Emilia Romagna è stata del 7,1% e quella nazionale del 3%. Lo dicono i dati elaborati dall'ufficio studi dell'Unione Parmense degli Industriali. Nel 2018 le esportazioni parmensi hanno raggiunto il valore di 6,7 miliardi, + 3,3% rispetto al 2017 e un’incidenza dell’1,5% sul totale nazionale e dell’10,7% su quello regionale. Sono 4 i settori trainanti: alimentare, chimica farmaceutica, impiantistica alimentare e meccanica generale; insieme generano oltre l’80% delle vendite estere.

I SETTORI

L’alimentare con 1.497 milioni si conferma il primo settore export di Parma nonostante la flessione del 4% nel 2018, risultato di andamenti eterogenei fra i comparti: chiudono con un lieve incremento prosciutti e salumi (1%), Parmigiano e derivati latte (2%) e conserve vegetali (2%). Sono in calo le esportazioni di pane, pasta, dolci, zucchero e prodotti da forno (-13%) e delle conserve ittiche (-12%). Positivo infine l’andamento dei prodotti dell’industria molitoria (16%), delle bevande (17%) e di oli e grassi animali e vegetali (18%).

Risultano stazionarie le esportazioni del grande settore della metalmeccanica: 1,2% rispetto al 5% registrato nel 2017. In particolare il comparto della meccanica generale, 1.392 milioni, cresce dell’1,4%, poco inferiore ma comunque positiva (0,9%) la variazione dell’impiantistica alimentare che vale 1,3 miliardi.

Il settore chimico farmaceutico cresce del 13% e raggiunge quota 1.425 milioni. Le esportazioni del settore minerali non metalliferi hanno chiuso con un lieve calo del 2%. Il settore abbigliamento e accessori chiude a +19% mentre la plastica-gomma subisce una frenata del 5%. Tra gli altri settori, a minore incidenza export, prosegue la ripresa delle vendite estere nel settore del legno 10% e della carta-grafica 11%.

LE AREE GEOGRAFICHE

Conferma positiva dello slancio delle vendite verso l’Ue (7%) con una complessiva stazionarietà verso i paesi Europei non Ue (1%) che insieme assorbono il 70% delle esportazioni. Si registra ancora una vivace crescita verso l’America Settentrionale (13%). Calo, invece, nelle altre aree: America centro meridionale (-7%), l’Asia (-4%), l’Africa (-14%), Medio Oriente (-7%), Oceania (-13%) Secondo le ultime previsioni del Centro Studi Confindustria, la crescita delle esportazioni italiane acquisirà un po’ di velocità nel 2019. Per il 2020 si prevede un’ulteriore accelerazione, su ritmi che rimangono però inferiori rispetto a quelli degli anni post seconda recessione.

r.eco.

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