«Se me lo trovassi davanti adesso, gli darei due schiaffoni. Come se fosse un mio nipote che ha fatto un'enorme sciocchezza». Parla da nonna la 76enne scippata in via Venezia nel pomeriggio di giovedì. Ma come dice lei stessa sorridendo, «sono una nonna vigorosa». Lo dimostra la sua reazione dopo l'incontro con quel ragazzo che le ha strappato la borsa e l'ha sbattuta a terra. E la fredda ironia che non perde neppure nel rievocare una giornata difficile da dimenticare. «Stavo andando all'autoscuola per rinnovare la patente quando ho visto arrivare verso di me quel giovane. L'ho guardato in faccia e aveva qualcosa di strano nell'atteggiamento. Ma soprattutto due occhi allucinati. Faceva paura: purtroppo avevo ragione». Un giudizio istintivo ma perfettamente centrato alla luce di quello che stava per succedere. E di quello che era appena successo. Perché la donna non poteva saperlo ma quel ragazzo, altezza media, pantaloni mimetici e cappuccio della felpa tirato sulla testa, appena tentato un altro scippo in via Trento, all'incrocio con via Monte Altissimo. Erano le 16.45 e una donna cinquantenne che stava passeggiando con il figlio si è trovata di colpo davanti quel giovane. Che senza dire nulla ha cercato di strapparle la borsa. Ma per quanto presa alla sprovvista, per quanto spaventata la vittima non ha mollato la borsa e nella concitazione di quello strattonarsi è finita a terra. Il colpo a quel punto era fallito e il figlio della donna stava arrivando a darle una mano. Così il rapinatore ha iniziato a correre e una prima telefonata è arrivata al 113. «Venite subito, un tale ha provato a scipparmi», ha raccontato la vittima.
Nella zona sono così arrivate le pattuglie delle volanti della questura e le auto del Reparto prevenzione crimine. Che hanno iniziato a battere la zona. Un bandito d'esperienza avrebbe dovuto saperlo. E sparire in tutta fretta. Quel rapinatore però è tutt'altro che un professionista ma soltanto un tossico in cerca di soldi facili per una dose. E così ha c'ha riprovato. Meno di un quarto d'ora dopo ha incrociato la 76enne. Ed è scattato. «Mi ha fatto passare, percorrere qualche metro e ha provato a strapparmi la borsa. nel farlo mi sono sbilanciato e ho messo un piede giù dal marciapiede. Così sono caduta in strada e per fortuna una macchina che stava sopraggiungendo è riuscita a frenare. Altrimenti mi avrebbe travolto». Intanto il bandito, con la borsetta è scappato a piedi correndo in direzione di via Velenti e quella è l'indicazione fornita ai poliziotti che hanno fatto convergere le pattuglie. E non è servito altro. Pochi minuti dopo lo scippatore è stato visto camminare in via Micheli. Aveva ancora i pantaloni mimetici e il cappuccio alzato. Ma non la borsa. «Lo abbiamo convinto a dirci dove l'aveva nascosta - spiega il dirigente delle volanti, Federico Mastorci. - L'aveva nascosta in un cassonetto in un cortile e l'abbiamo subito recuperata. Insieme ai soldi che si era infilato in tasca». «Quando mi hanno mostrato delle foto l'ho subito riconosciuta», prosegue la donna scippata. Si tratta di un 28enne nato nel reggiano ma residente a Parma, praticamente senza precedenti ma con problemi di dipendenza che è stato arrestato per rapina aggravata. E che ora si trova in cella. «Io mi sono fatta vedere al pronto soccorso ma per fortuna ho solo i lividi per la botta, nulla di grave», conclude l'anziana che vuole dire grazie ai poliziotti. «Sono stati professionali e gentili. Di quel tale, invece non voglio dire nulla. Ma due schiaffi, davvero, glieli darei».
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