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Rifiuti e rifugi di fortuna dove dovrebbe sorgere la pista ciclopedonale

Rifiuti e rifugi di fortuna dove dovrebbe sorgere la pista ciclopedonale

03 Aprile 2019, 14:04

Gian Luca Zurlini

Nelle ultime settimane il progetto portato avanti dal Comune della pista ciclopedonale da realizzare nel greto del torrente Parma da ponte Italia fino al ponte delle Nazioni ha sollevato polemiche, numerose critiche e provocato dibattiti pubblici. Un nostro lettore, Giuseppe Pattini, ha pensato allora di vedere di persona le condizioni in cui si trova il greto del torrente nel percorso cittadino «allargando» la sua visione dal ponte Dattaro fino al ponte della tangenziale Nord. E il risultato mostrato dalle foto che ha scattato alcuni giorni fa non è certamente molto edificante per quella che dovrebbe un'«oasi naturale» all'interno della città

RIFIUTI ABBANDONATI
L'aspetto più evidente dello stato di degrado in cui si trova in diversi punti il greto della Parma in pieno territorio cittadino. A simbolo del del degrado possono essere assurti i cumuli di rifiuti che, nonostante le campagne per la raccolta dei materiali nel torrente che ciclicamente vengono effettuate, campeggiano in «brutta» vista in vari punti. Attorno al ponte Dattaro, proprio dove c'è un punto di accesso al torrente, ci sono sacchetti abbandonati e altri gettati evidentemente dall'alto in ordine sparso. All'estremità opposta del tratto urbano, anche sotto il viadotto della tangenziale Nord, proprio a fianco del corso d'acqua ridotto in questi giorni al lumicino, ci sono rifiuti di ogni genere, con ruote di biciclette, resti di mobilio e altre piacevolezze del genere. Desolante è poi il panorama offerto dal ponte a Nord: da una parte e dall'altra il greto si presenta puntellato di tracce di passaggio di mezzi che teoricamente sarebbe vietato. E poi, sul lato di via Reggio, l'area dove sarebbe dovuta sorgere una «torre» direzionale è ridotta una discarica, così come il greto nella parte sottostante al ponte.

RIFUGI PRECARI SOTTO I PONTI
Le immagini del nostro lettore evidenziano anche come, per quanto riguarda Parma il detto «dormire sotto i ponti» calzi a pennello per i senzatetto. L'inverno siccitoso ha favorito la realizzazione di veri e propri «ripari» in cartone sotto quasi tutti i ponti cittadini: Immuni dal fenomeno, ma soltanto perché tutte le arcate sono ben visibili dal Lungoparma, sono il Ponte Caprazucca e il Ponte di Mezzo. Sotto il ponte Dattaro e il ponte Italia si vedono «rifugi» improvvisati che sembrano però realizzati da diverso tempo. E, ben nascosti agli occhi dei passanti, ci sono cartoni e giacigli di fortuna anche su entrambi i lati del ponte Verdi così come del ponte ferroviario, dove il greto è dacilmente accessibile da entrambi i lati per l'assenza di vere protezioni sia sul lato di via Europa che su quello di via Pontremoli.

SFALCIO NON RISOLUTIVO
Fra l'altro le immagini sono state scattate dopo che Aipo aveva di fatto già attuato gli interventi di sfalcio e di riordino della vegetazione all'interno del torrente, limitandosi però alla pulizia deo rifiuti presenti nell'erba in quanto lanciati da alcuni incivili dall'alto del Lungoparma. La situazione nel greto, dunque, si presenta ben diversa da quell'idilliaca oasi naturale che si vorrebbe dipingere.

IL PROBLEMA DEI CONTROLLI
Le foto sono eloquenti, ma è evidente che a questo punto servirebbero controlli più frequenti e soprattutto più mirati da parte delle autorità in tutta l'area del greto per evitare questo degrado solo in parte nascosto, ma in realtà assai diffuso nel tratto urbano della Parma. Senza entrare nel merito delle scelte che verranno attuate per quanto riguarda il progetto del Comune, ora che si va verso la stagione estiva la priorità deve essere quella di effettuare controlli periodici per evitare che il greto si trasformi in un rifugio di senzatetto e in una «discarica alternativa».

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