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Il liquidatore delle Terme: «Ora tocca a Berzieri, hotel Porro e Warowland»

Il liquidatore delle Terme: «Ora tocca a Berzieri, hotel Porro e Warowland»

22 Novembre 2018, 12:14

EGIDIO BANDINI

Con la privatizzazione degli stabilimenti termali, si conclude una fase importante del concordato per Terme spa. Abbiamo incontrato uno dei protagonisti del «nuovo corso» salsese: il liquidatore Franco Frijio che, con Donatella Bertozzi, ha seguito la redazione del bando e l’aggiudicazione dei cespiti d’azienda. E che ci spiega quali difficoltà hanno affrontato nella stesura di un bando per l'asset economico più importante della città di Salsomaggiore.

«La cessione dell’azienda termale ha avuto un buon esito grazie alla collaborazione e sinergia di tutti i soggetti interessati: dal Tribunale, al giudice incaricato, al commissario giudiziale, al comitato dei creditori, alle istituzioni, Provincia, Comune e Regione. Per la stesura del bando non abbiamo incontrato difficoltà tecniche e operative, ma allo stesso tempo è stato un bando complesso perché ha disciplinato in modo puntuale e preciso tutti gli aspetti previsti dalle norme fallimentari. Come previsto dall’art. 107 L.F. si è trattato di una vendita competitiva partendo da un prezzo base di 11.000.000 euro, prezzo offerto con proposta irrevocabile di acquisto da parte della società Tst srl, oggi aggiudicataria; inoltre il bando prevedeva l’obbligo per l’acquirente di mantenere tutto il personale dipendente per almeno un biennio, aspetto di rilevanza primaria per il territorio di Salsomaggiore in quanto la vendita conclusa ha consentito il mantenimento di tutti i posti di lavoro».

La privatizzazione degli stabilimenti termali, di Villa Igea e del settore prodotti, che ricaduta potrà avere sulla futura alienazione degli altri rami d'azienda di Terme spa?

«Va precisato che la proposta concordataria prevede la liquidazione dell’intero patrimonio aziendale, e il nostro compito è quello di dare esecuzione al concordato stesso nonché garantire il miglior soddisfacimento dei creditori sociali. Io penso che la vendita del ramo terme sia un volano per la vendita dei successivi assets, in quanto la continuazione dell’attività termale, e gli investimenti futuri promessi dalla società acquirente, procedendo nella direzione di migliorare e implementare la qualità dei servizi offerti, vadano a rilanciare un territorio storico e leader nel settore».

Restando sul tema degli altri rami d'azienda: albergo Porro, piscina, palazzina Warowland, eccetera, ci sono alle viste concrete manifestazioni d'interesse?

«Per quanto riguarda gli ulteriori assets di Terme spa, sono stati effettuati numerosi incontri con operatori del settore, sia italiani che stranieri, i quali stanno effettuando per il tramite dei loro consulenti un attività di due-diligence per valutare l’acquisto degli stessi. Visto il notevole interesse riscontrato nell’ultimo periodo e in base consolidata esperienza in materia, sono fiducioso che nel corso del 2019 si possa addivenire alla vendita di tali assets».

Qualora i restanti rami d'azienda non andassero venduti, che succederà alla procedura di concordato?

«Io ritengo che tale ipotesi non sia realistica in quanto trattasi di beni di acclamato interesse storico, riferendomi in particolare modo al palazzo Berzieri. In ogni caso se non pervenissero valide proposte di acquisto da parte di operatori del settore, si procederà ugualmente alla vendita degli assets mediante asta competitiva come previsto nel piano concordatario».

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