MICHELE CEPARANO
È un'ex vittima dell'usura che ha contribuito a fare arrestare e condannare l'uomo che la tormentava, un mediatore biellese.
Quella della fiorista Raffaella Delpoio, che vive e lavora a Bedonia, è una vicenda che non è collegata a quella illustrata ieri mattina. Ma lei si sente ugualmente coinvolta. «In questi anni - spiega - mi sono impegnata molto per aiutare le persone a denunciare. Troppo spesso, infatti, all'atto dell'arresto si parla dell'usuraio, del tasso di interesse e delle modalità estorsive e, un po' per loro tutela, non si parla delle vittime. Io desidero parlare di loro e, soprattutto, a loro». Ritorna con la mente al 2006 quando per lei iniziò un incubo che finì con la condanna in cassazione dell'usuraio nel 2012. «Sono stata minacciata più volte e ho avuto paura - prosegue - ma ho trovato la forza per reagire». L'usuraio, che venne condannato a tre anni e mezzo di carcere, aveva anche provato a far perdere le sue tracce rifugiandosi in Croazia. Ma due anni dopo era stato rintracciato e arrestato dalle Fiamme gialle.
Raffaella vuole parlare a «quelle persone che oggi ottengono l'arresto dell'usuraio e a quelle che ancora non hanno trovato il coraggio di denunciare».
L'aiuto infatti c'è. «Parma - dichiara - può vantare un prefetto come Giuseppe Forlani, che ha sempre lottato contro l'usura promuovendo convegni e portando a Parma l'anno scorso l'allora commissario straordinario antiracket e usura Domenico Cuttaia. Qui, infatti, le vittime sono persone e non numeri».
Poi ringrazia anche «la Guardia di finanza perché chi non conosce il suo lavoro non sa quante indagini bisogna fare prima di poter arrestare un usuraio. La gente deve infatti ricordarsi sempre che l'usuraio non rilascia ricevute. Un grande grazie lo voglio dire anche alla magistratura».
Sconfiggere l'usura, comunque, si può.
«L'usuraio - conclude Raffaella - teme le persone forti che denunciano per cui non bisogna aver paura».
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