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Parma a un passo dal baratro

Parma a un passo dal baratro

17 Novembre 2014, 10:30

Eccoci al redde rationem, al momento della verità. E' oggi l'ultimo giorno in cui i club di serie A possono staccare gli assegni per pagare gli stipendi di luglio-agosto-settembre e versare all'Erario l'Irpef. Se il Parma ottemperasse all'incombenza al fotofinish non ci sarebbero novità, visto che ha sempre fatto così anche in periodi migliori. Se invece non ce la facesse nelle prossime settimane si vedrebbe gravare da una penalizzazione. La brutta notizia è che secondo alcuni qualificati addetti ai lavori che hanno però preferito non essere menzionati, il fardello potrebbe essere di 5 o 6 punti, dipende anche dall'ammontare di quanto non si è versato.

Gli stipendi

Varrà allora la pena dare una rapida ripassata (avevamo pubblicato l'elenco completo lo scorso 9 settembre) ad alcuni degli ingaggi annuali dei gialloblù: si va dal milione e mezzo di Cassano ai 900 di Donadoni, poco sotto c'è Mirante con 800, poi via via Biabiany e Belfodil a 700, Paletta a 650, Cassani, Felipe, Pozzi e Palladino a 500, sino agli 80 di Coda e ai 50 di Mauri. Cifre importanti su cui però negli ultimi mesi la società aveva già lavorato al ribasso chiedendo sacrifici ai giocatori anche attraverso la tecnica di spalmare gli emolumenti sulle stagioni successive. Qualcuno ha aderito alla richiesta, qualcuno no: la causa del club insomma la si può servire sul campo ma anche fuori...

I tifosi sono infastiditi dal totale silenzio della dirigenza. Magari non c'è molto da dire, e forse è meglio in questi momenti impiegare le energie per risolvere la faccenda entro i termini reperendo un acquirente o un finanziatore. Però costava poco diramare due righe e provare a fare un po' di chiarezza, se fino a ieri s'è spacciato il club per sano.

Quando il silenzio è d'oro

Nello stesso tempo la recondita speranza di qualche tifoso è che questo silenzio sia foriero di una soluzione «alla Sampdoria». Nello scorso mese di giugno infatti la famiglia Garrone ha infatti ceduto il club blucerchiato a Ferrero annunciando l'affare quando le firme erano già state apposte e senza che fosse prima uscita la benché minima indiscrezione. Pura illusione? Forse sì, anche perché le condizioni finanziarie del Parma sono diverse da quelle della Samp, e in questo momento non aiuta la classifica, che puzza di retrocessione. In ogni caso è meglio tacere che gettare fumo negli occhi, perché il fumo prima o poi si dirada e dopo sono dolori. Abbiamo elencato alcuni degli ingaggi dei giocatori, ma quella è una categoria anche tutelata. In questi momenti avranno il fiato sospeso pure collaboratori e fornitori del club, oltre ovviamente ai tifosi che sentono loro il Parma, la sua storia e la sua dignità.

Avanti con chi ha fame

Se la giornata odierna passerà senza novità, il botto si sentirà più avanti. Nel frattempo, se si deve andare in serie B, sarà meglio farlo in modo diverso. Il Parma ha disseminato per le serie minori molti, fin troppi giocatori che, pur essendo a libro paga, non sono stati giudicati pronti e utili per fare la serie A. E allora sarà meglio che chi gioca demotivato perché tarda a percepire un lauto stipendio faccia spazio a chi ha più fame. Coda è un bell'esempio: ha saputo fare bene venendo da una gavetta fatta in C e al Nova Gorica. Nomi: c'è Cerri, quando sarà guarito, c'è il reggiano Mungo, c'è Ciano del Crotone, e vari altri, capaci anche loro di incassare 28 gol in undici partite. p.gr.

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