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Scuole superiori chiuse il sabato

Scuole superiori chiuse il sabato

15 Novembre 2014, 09:44

Enrico Gotti

La Provincia vuole chiudere le scuole superiori al sabato. Non ci sono i soldi per la manutenzione degli edifici scolastici, e così l’ente di piazzale della Pace si prepara ad accorciare la settimana scolastica, dal settembre del prossimo anno, per risparmiare sui costi del riscaldamento. L’assessore alla scuola ha comunicato la novità ai presidi, convocandoli questo lunedì nella conferenza provinciale.

«Contiamo di risparmiare dai 150 mila ai 180 mila euro all’anno.- dice l’assessore Gianpaolo Serpagli -. Quest’anno abbiamo zero euro in bilancio per le manutenzioni. O le scuole si autotassano per fare la manutenzione degli edifici, o dobbiamo trovare risorse, perché così non siamo più in grado di reggere. Con i soldi risparmiati dalla chiusura del sabato si può rispondere alle mille domande di interventi e manutenzioni delle scuole». L’idea di chiudere le scuole al sabato era già stata lanciata dalla Provincia questa primavera, quandi la precedente giunta aveva rivolto un invito agli istituti, a valutare la possibilità di ridurre i giorni di lezione da sei a cinque alla settimana. I consigli di istituto si erano confrontati su questa proposta e alla fine avevano scelto di mantenere l’orario tradizionale, per evitare disagi dovuti ai cambiamenti. Ora la provincia torna alla carica, convinta che non ci siano alternative per il prossimo anno scolastico.

«Genova ha già introdotto questa novità. A giugno 2013 ha deciso di chiudere le scuole, e a settembre, dopo pochi mesi, lo ha fatto. Noi invece siamo partiti con più anticipo. Abbiamo un anno di tempo per mettere a punto il piano dei trasporti con la Tep - dichiara Serpagli - anche altre province dell’Emilia Romagna ci stanno ragionando». Anche se ci saranno opposizioni, piazza della Pace vuole andare avanti. «Quando si cambia qualcosa le proteste sono inevitabili, l’Italia è un Paese conservatore. Se trovano le risorse per la manutenzione delle scuole sono disposto a rivedere l’idea. Io mi devo assumere la responsabilità. Le nuove province devono occuparsi principalmente di scuola e viabilità, ma non hanno le risorse per farlo, e il prossimo anno si parla di un ulteriore taglio di un miliardo di euro - dice Serpagli -. Comunque non è solo una scelta di emergenza. Nella maggior parte delle scuole d’Europa i ragazzi vanno a lezione cinque giorni, non sei, e questo non li fa crescere peggio, hanno tempo da dedicare allo studio al sabato e per seguire anche altre attività durante la settimana». Come funziona l’orario concentrato in cinque giorni? Nei licei si uscirà alle 13 e 30, al posto della mezza, ai tecnici e professionali sarà più complicato, perché ci sono laboratori e orari diversi. «Se ci saranno problemi a far quadrare l’orario, daremo una mano. È comunque una soluzione accettabile. I presidi che hanno partecipato alla conferenza provinciale sulla scuola - li ho invitati tutti, ma alcuni mancavano - non hanno espresso un giudizio negativo su questo cambiamento, ma dubbi sui trasporti e sugli orari. Mi impegno a studiare da adesso il modo per prevenire i disagi».

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