Georgia Azzali
E' il fratello del super boss Nicolino. Ma Francesco Grande Aracri è anche l'uomo che regge gli affari della cosca di 'ndrangheta nella Bassa Reggiana, secondo gli inquirenti. Business con giri vertiginosi di denaro anche nella nostra provincia. Sempre in sella, nonostante una condanna definitiva per associazione mafiosa. Al lavoro, Francesco Grande Aracri, grazie ad amici compiacenti. Tanto da far scattare un sequestro per oltre 2 milioni di euro, tra aziende, conti correnti bancari e postali e buoni fruttiferi e quote societarie. Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, il tribunale di Reggio Emilia (misure di prevenzione) ha fatto scattare i sigilli alla Immobiliare Santa Maria di Brescello, che in passato ha portato avanti operazioni immobiliari anche nel nostro territorio, e sulla quota intestata a Francesco Grande Aracri - il 20% - della G.G.A. Immobiliare. Un provvedimento che segue il sequestro del 2013, trasformatosi in confisca nei mesi scorsi, sempre su beni riconducibili a Grande Aracri. La srl Santa Maria era stata costituita undici anni fa, all'interno del capannone industriale del fratello di Nicolino, con capitale equamente diviso tra Giuseppe Grande e Giulio Giara. Nel 2007, però, i due escono di scena, e il 50% della società viene formalmente ceduto a Francesco Grande Aracri, che fino al 2011 finanzia la società. A novembre di quell'anno, poi, Grande Aracri e l'altro socio cedono le quote dell'immobiliare a Salvatore Faragò per 100.000 euro. «Prezzo nettamente inferiore al valore di mercato che dovrebbe essere almeno pari al patrimonio netto della società, che ammontava ad euro 216.591», si legge nell'ordinanza del tribunale di Reggio Emilia.
Una cessione fittizia, secondo gli inquirenti, tanto è vero che l'acquirente non versa il credito residuo, ma allo stesso tempo Grande Aracri e l'altro socio non esercitano la condizione risolutiva prevista in caso di inadempimento. Non solo. Dopo la presunta vendita delle quote, la sede della società è rimasta negli immobili di proprietà di Grande Aracri, che ha anche mantenuto la delega per operare in nome e per conto della società. Inoltre, nel dicembre 2011, sul cartello che pubblicizzava la vendita di alcuni appartamenti a Suzzara, realizzati dalla Immobiliare Santa Maria, comparivano due numeri: uno di un telefono fisso, l'altro di un cellulare. Il primo intestato alla società Eurogrande, srl confiscata nei mesi scorsi, l'altro di Francesco Grande Aracri. Un'ingenuità. Ma un tassello in più per dimostrare che il vero capo dell'immobiliare era sempre lui: il fratello di Nicolino.
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