Lorenzo Sartorio
Portiere e pittore. Uomo di sport ed artista. Carlo Mezzi, gloria crociata e mitico portiere del Parma nel campionato 1958- ‘59 con prestigiosi trascorsi in serie A e in importanti squadre, in questi giorni, sta esponendo i suoi quadri presso gli spazi espositivi della chiesa di San Rocco in strada Cavestro. La mostra, a scopo benefico, che doveva chiudere mercoledì, in considerazione dell’apprezzamento di numerosi visitatori di tutte le età, rimarrà aperta fino a martedì 15 novembre presso la sacrestia della chiesa di San Rocco. Già, Carlo, una gran bella persona, un animo gentile, un uomo all’antica per quei valori che sa testimoniare, trasmettere e che ha trasmesso sia in campo che nella vita e nell’arte. Classe 1938, «pramzàn dal sas», figlio di un operaio e di una «rezdora», iniziò a fare le prime «prese» con il pallone difendendo la porta dei «pulcini» del Parma sotto la guida dell’indimenticato Dante Boni. Poi il salto in importanti club e nel Parma dov’ era molto amato dai tifosi e da quei ragazzini che sognavano di indossare il numero 1 dietro la schiena per i quali è stato un mito. Mezzi, non solo ha le caratteristiche del grande portiere: calma, occhio, coraggio, ma ha anche la sensibilità dell’artista. E, se vogliamo, il portiere, è un artista. Chi non ha giocato in porta non può sapere nè tantomeno provare cosa significhi giocare nel ruolo di portiere. Il portiere è l’ultima spiaggia, è colui che comanda la difesa, che prende tutte le colpe in caso di sconfitta e pochi onori in caso di vittoria. I tifosi amano più chi segna un gol di quelli che li parano. E’ quel calciatore che vive una tremenda solitudine in mezzo ai pali di una porta sempre troppo larga con tutta quella gente che ha gli occhi puntati su di lui e che lui intravede come un enorme formicaio sollevato da terra. Ma il portiere crede a quello che fa. Uno lo nasce portiere perchè sente qualcosa dentro che lo galvanizza, lo esalta, lo distingue dagli altri calciatori in quanto ha la tremenda responsabilità della «porta»e del successo della propria squadra . Tutto ciò, Mezzi, lo ha sempre testimoniato nello sport e nella vita. Padre affettuoso di Cristiana (che coltiva la passione per la pittura) e Marscia laureata in giurisprudenza, uomo di grande fede, quando dipinge, la sua mano pare sia ispirata da qualcosa di grande. Infatti le sue marine liguri, i campi di fieno, di grano e papaveri, i volti puliti di belle fanciulle dagli occhi color del cielo, immacolate nevicate, fiori primaverili che profumano di aria nuova, riconciliano con il mondo ed infondono una serenità che l’artista intende trasmettere a chi osserva le sue opere che hanno il pregio di addolcire l’animo. E, questo, coi tempi che corrono, non è poca cosa. Un sogno nel cassetto di Carlo è il poter ritrarre qualche lembo della magica e stupenda terra di Lunigiana che ben si adatterebbe al suo stile pittorico ed al suo animo semplice e gentile . E la Lunigiana, senza alcun dubbio, si presterà volentieri a fare da modella al pittore- portiere parmigiano.
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