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Il Papa «vende» i regali. Il ricavato ai poveri

Il Papa «vende» i regali. Il ricavato ai poveri

25 Luglio 2015, 13:07

Nina Fabrizio

Iregali del Papa «in vendita» per aiutare i poveri. Non più conservati e quasi dimenticati nella Floreria vaticana, ma proposti al pubblico nello «spaccio» d’Oltretevere per ricavarne offerte da destinare alla carità del Pontefice. La svolta del pontificato di Francesco si esprime anche con iniziative come questa. Da un po' di tempo, infatti, c’è una novità nel «magazzino abbigliamento» nei pressi della stazione vaticana, finora considerato uno dei più esclusivi duty-free del mondo poiché vi si accede solo con la tessera in uso ai dipendenti vaticani, ai prelati e al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Nella boutique di tre piani, dove è possibile acquistare a prezzi vantaggiosi prodotti di marca, abiti e accessori griffati, come pure televisori al plasma e impianti hi-tech, per volontà del Papa è spuntato anche un mercatino di beneficenza. Un’area al piano terra, vicino alle casse, è stata allestita con alcuni scaffali per esporre una selezione dei doni che Francesco riceve da capi di Stato e di governo o durante le udienze e gli incontri pubblici. E che possono essere «acquistati» in cambio di un’offerta che va in aiuto ai più disagiati. Da sempre i Papi hanno ricevuto una quantità di doni, ma Bergoglio non ha voluto che questa massa di oggetti, spesso manufatti di artigianato locale, ma anche articoli di prestigio, restasse accumulata a raccogliere polvere nei magazzini della Floreria, l’ufficio - sotto la responsabilità del Governatorato - che si occupa dell’allestimento delle cerimonie pontificie e degli arredi degli immobili vaticani. Un incaricato del Governatorato, quindi, va di settimana in settimana a scegliere quali tra i regali del Papa possono andare a riempire la nuova area dello spaccio vaticano. Ecco quindi che sugli scaffali dell’esclusivo emporio, tra la sezione profumi e quella dei prodotti di elettronica, vengono esposti servizi di tazze, infusiere per il mate, icone mariane, immagini del Cristo, ma anche tessuti e foulard con paesaggi dei Paesi d’origine. In gran parte si trovano oggetti d’artigianato, come ceste, astucci per il tabacco, calzature tipiche. Ultimamente era disponibile un caratteristico poncho da gaucho con i colori dell’Argentina. Si tratta in massima parte di articoli non di lusso. Ma a volte ci si può imbattere nella penna di particolare prestigio o nel rifinito completo da scrittoio. L’acquisto, chiaramente, è solo a scopo benefico. I cartellini accanto agli oggetti richiedono un’offerta minima, dai 20 ai 50 euro. Ma ovviamente chi vuole può mettere di più. Una piccola parte degli introiti andrebbe anche ad alcune famiglie argentine particolarmente svantaggiate. Sono già due, una lo scorso Natale e un’altra con estrazione all’ultima solennità dei santi Pietro e Paolo, le lotterie di beneficenza svoltesi in Vaticano per le opere di carità del Papa, organizzate anche queste dal Governatorato, con in palio doni messi a disposizione dallo stesso Bergoglio. Tra i premi estratti, anche una Fiat Panda 4x4, biciclette, videocamere digitali, macchine da caffè, penne, orologi, cornici in argento, borse, cappelli, e tanti altri oggetti frutto di donazioni e regali fatti al Pontefice.

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