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Nomadi: 27 famiglie in alloggi comunali

Nomadi: 27 famiglie in alloggi comunali

08 Giugno 2015, 09:12

Gabriele Grasselli

Sono 27 i nuclei rom seguiti dai servizi sociali del Comune di Parma. La maggior parte di questi nuclei abitano in alloggi popolari ottenuti a seguito di regolare domanda. Altri tre o quattro gruppi familiari hanno trovato autonomamente spazio in appartamenti privati. Pagano un affitto. Calmierato, ma pur sempre un affitto. Se fanno fatica a pagarlo intervengono, anche qui, i servizi sociali. Il campo nomadi del Cornocchio, quello allestito appositamente dal Comune e quindi non abusivo, è chiuso dall'agosto 2013, quasi due anni. Erano disponibili 12 piazzole. A un certo punto per problemi di sicurezza è stato ritenuto opportuno smantellarlo. Insediamenti abusivi in città? Ufficialmente non ce ne sono, anche se - avvertono i referenti del «Progetto Nomadi» del Comune - qualche «piccolo insediamento è sotto monitoraggio. A Gaione, per esempio». E poi ci sono i sinti, quasi tutti giostrai. A Parma sono molti meno dei rom, sono tutti italiani, e sono molto più refrattari all'alloggio in abitazioni usuali. Quindi, è vero, esistono «insediamenti» non propriamente regolari, «uno anche a ridosso del Cornocchio». In tutto sono 8 nuclei posizionati in aree limitrofe alla città, sono sparsi, autonomi. «Ma i sinti si spostano molto, seguono le fiere. In ogni caso non comportano grossi problemi». Parlare di emergenza, quindi, è forzato. A Reggio Emilia, per dire, la situazione è ben diversa: l'80 per cento dei campi presenti in provincia sono abusivi, cioè 53 contro i 13 regolari. E in tutta l'Emilia Romagna i campi sono 129, all'interno dei quali vivono 2.745 persone. Ma allora perché i parmigiani lamentano di sentirsi «soffocati dagli zingari»? Perché restano così ostili? «I nomadi per definizione girano - rispondono dall'ufficio del Progetto dedicato - ed è probabile che dalle province vicine arrivino a rubare da queste parti, se intendiamo parlare di questo. Perché quelli stanziati a Parma, magari si trovano nelle strade a chiedere l'elemosina, è la loro cultura, ma non a commettere reati. Poi, certo, ci si chiede di cosa vivano le famiglie, anche se il Comune come aiuta tanti cittadini che hanno bisogno aiuta anche i nomadi, con gli alloggi popolari, con i contributi economici in momenti di difficoltà... Ma non pensiamo che i parmigiani possano considerare i nomadi fra i problemi più grossi della città». Fila dunque tutto così liscio qui? Siamo un'oasi fra virgolette felice? «Mah, se cresce qualche insediamento non autorizzato un po' troppo massiccio, per esempio in un parcheggio, la Polizia municipale interviene e fa allontanare tutti. Se viene ritrovato un minore la stessa Polizia municipale ce lo affida e noi curiamo il ricongiungimento con la famiglia, magari a Piacenza o a Milano. Noi non abbiamo percezione di grossi problemi, insomma». Ma lo stanziamento di 200 o anche 300 mila che dovrebbe arrivare dalla Regione servirebbe per la realizzazione di un nuovo campo tipo quello ormai abbandonato del Cornocchio? «Per ora non risulta. Non sarebbero comunque soldi elargiti dal Comune. E adesso è tutto fermo in attesa, appunto, della legge regionale ad hoc, al momento bloccata. In ogni caso, se si dovesse riallestire un campo, lo si penserebbe in versione più ridotta, con un minor numero di piazzole. L'orientamento, però, proprio per venire incontro allo spirito della legge, che intende favorire la maggiore integrazione possibile, è quello di sistemarli in abitazioni».

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